Adinolfi e la Generazione U
22 settembre 2007 | scritto da Roberto |Chi mi conosce, ma anche chi legge questo blog, sa come vedo il nascente Partito Democratico. Ma tra coloro che sono candidati alle primarie c’è una (e una sola) persona che mi ha incuriosito: Mario Adinolfi. Così quando mi è arrivato il suo libro Generazione U, in cui si presenta ed espone il suo programma, me lo sono letto volentieri.
Il libro l’ho recensito per Booksblog:
(…) in appendice contiene il programma con cui l’autore si candida alla leadership, riassunto in 100.2.0. Cento per il sistema pensionistico (sessant’anni di età, quaranta di contributi; sessantacinque anni e 35 di contributi); due la percentuale del Pil da investire in ricerca scientifica e due anche come riferimento alla tutela della coppia giovane, indipendentemente dall’orientamento sessuale, con priorità a casa e lavoro; zero per tanti ideali e proposte, tra cui zero vincoli all’accesso alla rete e alla scaricabilità dei contenuti in peer to peer per uso personale ma anche zero sfruttamento nei call center con un co.co.pro. a 600 euro al mese.
Al di là delle belle intenzioni, tra cui soprattutto la rappresentanza di quel 27,5% dell’elettorato di Under 40, che ora ha solo lo 0,7% di presenza in Parlamento, la domanda più grande è: riusciranno a rendere il PD il luogo adatto per le loro istanze, per discuterne, per vincere la prassi politica di decisioni e candidati e programmi imposti dai vertici e non dalla base? Sarà il PD il luogo in cui portare avanti questo esperimento che lo stesso Adinolfi definisce di “democrazia diretta”?
Io, per come sembrano stare le cose adesso, purtroppo, su questo ho parecchi dubbi…
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