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Lavoro?

7 novembre 2007 | scritto da Roberto |

Arrivare a sera e raccogliere pensieri frammentati su giornate di lavoro, tra mille cose da fare, con i libri da leggere che si lasciano impilare per terra accanto al letto. Intanto intorno ciò che accade s’impone alle riflessioni, allo scorrere delle sinapsi nella sua drammaticità.

Ho da poco cominciato un nuovo lavoro, ma la fase iniziale è più dura del previsto a causa di una serie di problemi logistici e organizzativi che spero si riescano a sistemare al più presto, altrimenti nel giro di qualche settimana diventata tutto insostenibile. Almeno un lavoro ce l’ho, per adesso, piuttosto stabile, anche: la prospettiva è di qualche mese, che da queste parti, di questi tempi, è un’iniezione di futuro.

A proposito di lavoro e futuro: venerdì 9 c’è lo sciopero generale contro la precarietà, che anche questo governo continua a volerci imporre. E anche contro la militarizzazione del territorio: nel frattempo a Vicenza sono cominciati i blocchi per impedire l’avvio dei lavori per il Dal Molin.

Intanto nel nostro Paese la furia sicuritaria anti-immigrati è esplosa in tutta la sua violenza. Difficile rimanere lucidi con quello che sta accadendo in questi giorni: Doktorgeiger, riprendendo anche la mia recensione di evasioni e rivolte, unisce alcune riflessioni e alcuni fatti, raccontando quello che avviene nelle nostre città e che tanti, troppi non vogliono vedere.

Il prezzo del petrolio sale, il quadro globale si fa sempre più caldo (Pakistan, Russia, Iran, solo per citare i fatti degli ultimi giorni). E qui ci si salva e scalda con il privato, rapporti umani che sono un abbraccio che ti fa sentire quella famiglia allargata e sparsa geograficamente, quella scelta per affinità. E un futuro che si continua a costruire giorno per giorno, in equilibrio perfetto tra dolcezza, attenzione e sorrisi.

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