Forse la precarietà è un vizio?
1 febbraio 2008 | scritto da Roberto |Mentre sto caricando il file della prima puntata di Mongolfiera della prossima settimana, che sarà dedicata al vizio (come sempre: lunedì mercoledì venerdì alle 16 e alle 22, La Manica Tagliata Radio, streaming qui), mi ricordo che ho anche un blog da aggiornare, anche se di certo non ha una periodicità fissa.
E’ che qua sono giorni persi nel delirio, e non bastano pensieri cupi e paranoie, ma anche situazioni lavorative assurde, come fare da corriere di fiducia per pellicole cinematografiche russe che arrivano da Malta a Fiumicino per essere lavorate a Roma e poi rispedite a Malta. Cose così, che capitano, quando è difficile destreggiarsi tra i troppi incarichi e i pochissimi pagamenti che entrano, che si va in affanno con i soldi appena dopo aver pagato l’affitto. E intanto prossima settimana toccano un paio di giorni di riunioni in Romagna, per vedere di assestare altri lavori in partenza. Pare che la precarietà non sia mai abbastanza.
Consola camminare per le strade di Roma, scendere dal 90 per caso a Porta Pia e via, psicogeograficamente, seguendo solamente il beat dei propri pensieri e delle cuffie nelle orecchie, ritrovarsi a Villa Borghese che già è buio da un po’ e fa freddo, godersi il panorama della città dal Pincio con i Sigur Ros che accarezzano pensieri e sguardo, e via, a rituffarsi in esistenze dialogiche e sentimenti che si lasciano addomesticare di sorrisi.
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