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Quadro e titolo narrativo, perché precari non si nasce, ci si logora

29 marzo 2010 | scritto da Roberto |

pinze 208x300 Quadro e titolo narrativo, perché precari non si nasce, ci si logoraBenvenuti! Accorrete! Famiglie! Bambini! Solo per voi! Mettete monete! Niente anestesia!

Stagista precario, lavoratore dismesso, laureato con master senza un soldo addosso!

Gettate i vostri spiccioli, i resti dei vostri acquisti.

Sono flessibile: quello che chiedi lo faccio quando sento il soldo nel piatto.

Il mio show! Il mio unico vero lavoro!

L’ho inventato io: costo poco, mi vendo spesso, mi spezzo a comando, mi piego obbedendo, mi torturo fumando.

(Stessa accoppiata di autori dei quadri precedenti, per provare a raccontare storie, frammenti di vite che potrebbero essere le nostre. Per dare alle opere un titolo che sia qualcosa di più, che dia voce, che costruisca un oltre rispetto al disegno da cui trae origine. Intanto continuiamo a lavorare su altri progetti, ora che si sono conclusi – con grande successo – gli eventi di Iran. Sguardi sotterranei – mentre la mostra prosegue fino al 2 aprile alla Biblioteca Rispoli)

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