Occhio alla crisi: il numero di Mumble: di giugno è in distribuzione (con un mio miniracconto)
21 giugno 2010 | scritto da Roberto |Si intitola Occhio alla crisi il numero di giugno di Mumble:, mensile a gratis, distribuito a Modena, Bologna, Reggio Emilia, Ferrara, Finale Emilia e Camposanto. Lo fa, da un po’ di tempo, un manipolo molto attivo di volenterosi; per questo numero, che si occupa di crisi, mi hanno chiesto un piccolo contributo narrativo.
Io ci ho messo un po’, ma ce l’ho fatta, a scrivere un miniracconto. Che trovate pubblicato qui sotto. Quanto a Mumble:, lo potete sfogliare digitalmente qui, oppure scaricare in pdf qua. E se proprio lo volete di carta, le città in cui cercarlo ve le ho elencate qui sopra.
Fuochi fatui
A Sbancor, che ci faceva capire la realtà
Un primo botto, poi un altro e un terzo, in rapida sequenza. Non abbastanza per svegliarlo dal suo sonnecchiare, seduto sulla piccola poltrona, libro aperto sulla pancia. Alcune pagine di Guerreros si sono piegate, scivolando, quando il sonno è arrivato. La giornata, da parecchi mesi, inizia e finisce così: stanchezza. Ormai passare le ore a cercare un lavoro che non si trova è diventato un cliché. Troppo qualificato, poco qualificato, nessuna retribuzione prevista, nessuna posizione aperta. Così via. Sequenza da ripetere, ricominciando da capo. Ripetere ancora. E ancora.
Ha iniziato a leggere il romanzo di Gibson la mattina, in un’uscita al parco, tra una ricerca e l’altra. Sulla scrivania scassata, lo schermo del pc con troppe pagine aperte e, a fianco, Il canto della missione di John Le Carré e Hitler di Giuseppe Genna. Legge molto, mentre non trova lavoro. Fuori, i botti continuano e riescono a svegliarlo, con un sentore di paranoia addosso. Allunga lo sguardo oltre il vetro della finestra socchiusa. Sulla parabola installata sul tetto della casa di fronte, con le esplosioni, lampeggiano bagliori. Per un attimo, ancora intorpidito, spera che si tratti di scontri, poi mette a fuoco. Fuochi artificiali. E tanti. Da qualche parte, dietro al suo piccolo appartamento di cui, questo mese, non sa come pagare l’affitto, qualcuno fa festa. Una grande festa.
Apre la finestra, si affaccia, per strada passano poche persone. Botti, lampi. Guarda in alto, intorno. Attraversa la camera e va all’altra finestra, in corridoio, per guardare da un secondo lato. Botti. Non si vede niente. Il cielo è vagamente nuvoloso, questa notte. Resta affacciato, guardando fuori. Continuano i botti. Gli sembra di sentire musica, ma forse è una sua proiezione. Si chiede chi festeggi, e cosa. Leggera ansia. Che non sono fuochi di quelli professionali, quelli che vedeva da bambino alle Feste dell’Unità di paese. Però sono fuochi grossi.
Ritorna alla finestra della stanza. Botti e bagliori. È parecchio, ormai. Cammina sempre più frenetico attraverso l’appartamento. Finestra del corridoio, ancora a guardare fuori. Ansia. Apre la porta, s’affaccia sul pianerottolo: l’unica finestra che dà sulle prime colline è lì. Bagliori nel cielo. Botti. Corridoio. Camera. Fuori. Ancora corridoio. Ma quei maledetti fuochi non riesce a vederli. Sbatte la porta, si butta in poltrona, a cercare la pagina, e riprende a leggere.
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One Response to “Occhio alla crisi: il numero di Mumble: di giugno è in distribuzione (con un mio miniracconto)”
By umo on lug 4, 2010 | Reply
e pure i fuochi appaiono in un luglio umido e tetro come d’inverno, anzi più che tetro sospeso, come se le persone fossero fuori luogo tra edifici oggetti e spazi, e questo senso d’ansia velata (de chirico come immagine lontana)rieccheggia il tuo racconto. fuochi d’artificio zona colli, affascinanti e lontani, mentre davanti ci son famiglie a prendere aria, per non boccheggiare nelle case anguste, ubriachi che barcollano e barboni che dormono in un prato. e magari qualche disoccupato ad udir botti che non vede, sprofondato nella sua poltrona.