Arzibanda 2010: da Faenza a Capistrello in bicicletta
18 luglio 2010 | scritto da Roberto |
Non c’è estate, ormai, senza Arzibanda, quest’anno alla sua quattordicesima edizione: dal 22 al 25 luglio, quattro giorni di musica, teatro, arte, buon vino e buona cucina per le strade di Capistrello. Qualche nome: Matrimia, Alessandro Mannarino, NoBraino, Peppe Voltarelli.
Convivialità e cultura, con concerti, mostre e cantine aperte, per sfuggire al caldo delle città e a lavori sempre troppo precari, ma anche per rallentare il ritmo e gustarsi uno scorrere del tempo che abbia il profumo dell’ozio e della compagnia.
A Capistrello ci si può arrivare in tanti modi, per il fine settimana di Arzibanda. Io, in un momento di insania di cui ancora non riesco a capacitarmi, ho deciso di arrivarci in bicicletta. Partirò all’alba di domani, per pedalare circa 450 km, in cinque tappe, e arrivare venerdì 23 a Capistrello.
Da Faenza – mia città natale (e, anche, città del Mei, da cui i ragazzi di Arzibanda sono stati premiati l’anno scorso) – a Marotta la prima tappa, il secondo giorno si arriva fino a Civitanova Marche, poi Francavilla al Mare il terzo, Raiano il quarto e Capistrello l’ultimo giorno.
Le tappe sono rigorosamente flessibili, il treno corre sempre vicino, in caso di ko tecnico, il bagaglio è molto leggero, la bici è stata rimessa a nuovo (dalle mani di Gaetano della Clinica del ciclo) e battezzata (Nylon, detta Clarissa) con spruzzi di Barbera d’annata, in borsa anche il Breviario mediterraneo di Matvejevic, non un peso superfluo, ma una lettura che accompagnerà la mia discesa verso l’Abruzzo, con il mare Adriatico sempre accanto, prima di cominciare a salire verso l’entroterra.
Se riesco, scriverò qualche appunto di viaggio qui o su Re:Vélo, un progetto che io e Daris abbiamo pensato qualche tempo fa e concretizzato in una domenica d’afa milanese: il sottotitolo è dialoghi qualsiasi di due ciclisti distratti, sono pensieri in sella, suggestioni urbane e non, racconto in immagini e parole della possibilità di un movimento diverso.
E forse non c’è spazio spazio migliore di Re:Vélo, per raccontare questo viaggetto in solitaria, attraverso l’Italia centrale, con amici e ospitalità lungo il percorso e gli amici di Arzibanda, increduli ma molto fiduciosi, ad attendermi con in mano una bottiglia di buon Montepulciano!
Aggiornamento pedalante: siccome il mio telefono è preistorico e dopotutto un po’ di stacco dalla tecnologia non è che mi faccia poi così male, sto “raccontando” viaggio e cazzeggio con qualche tweet; se volete seguirmi, su Twitter sono kappazeta.
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