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	<title>Festina lente &#187; Giornalismi</title>
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	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
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		<title>Salviamo i ciclisti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1243" title="Cities fit for cycling" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2012/02/cycle_logo.png" alt="cycle logo Salviamo i ciclisti" width="240" height="240" />Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.</p>
<p>La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.thetimes.co.uk/tto/public/cyclesafety/">campagna</a></span></span> a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).</p>
<p>In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.</p>
<p><span id="more-1238"></span></p>
<p>Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli <strong>8 punti del manifesto del Times</strong>:</p>
<ol>
<li>Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.</li>
<li>I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.</li>
<li>Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.</li>
<li>Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.</li>
<li>La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.</li>
<li>30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.</li>
<li>I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays.</li>
<li>Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.</li>
</ol>
<p>Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.</p>
<p>Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.</p>
<p>Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#%21/search/%23salvaiciclisti">#salvaiciclisti</a></span></span> e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://piciclisti.files.wordpress.com/2012/02/elenco-contatti.xls">Scarica qui la lista degli indirizzi mail</a></span></span>.</p>
<p>Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/groups/298708936854274/">salviamo i ciclisti</a></span></span></p>
<p>Hanno aderito all’iniziativa:</p>
<ol>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://piciclisti.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">piciclisti</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://amicoinviaggio.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">amicoinviaggio.it</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #454545;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://34x26.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">34&#215;26.wordpress.com</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rotalibra.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">rotalibra.wordpress.com</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://frrfrc.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">frrfrc.blogspot.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://wildpigs.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">wildpigs.it</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://riky76omnium.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color: #3a65bb;">riky76omnium.wordpress.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bicizen.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">bicizen.it</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://urbancycling.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">urbancycling.it</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lastazionedellebiciclette.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">lastazionedellebiciclette.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rotafixa.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">rotafixa.it</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://americancyclo.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">americancyclo.wordpress.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://biciclettedecadence.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">biciclettedecadence.blogspot.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://mtb-forum.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">mtb-forum.it</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #454545;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bdc-forum.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">bdc-forum.it</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #454545;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lifeintravel.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">lifeintravel.it</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://milanonmybike.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">milanonmybike.blogspot.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ditrafficosimuore.org/" target="_blank"><span style="color: #234786;">ditrafficosimuore.org</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #454545;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://raggidistoria.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">raggidistoria.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ediciclo.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">ediciclo.it/blog</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #454545;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pedalopolis.org/" target="_blank"><span style="color: #234786;">pedalopolis.org</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ciclomobilisti.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">ciclomobilisti.it</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://jobike.it/">Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility</a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://casbahcicloclub.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">casbahcicloclub.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ilikebike.org/" target="_blank"><span style="color: #234786;">ilikebike.org</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bikeride.it/" target="_blank"><span style="color: #234786;">bikeride.it</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bicisnob.worldpress.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">bicisnob.worldpress.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bicicebasta.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">bicicebasta.com</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://muoviequilibri.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">muoviequilibri.blogspot.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../" target="_blank"><span style="color: #234786;">festinalente.ztl.eu</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a>rotazioni</a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pisteciclabili.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">pisteciclabili.com</span></a></span></span><span style="color: #454545;"> </span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ciclistilombardianonimi.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #234786;">ciclistilombardianonimi.blogspot.com</span></a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ciclospazio.it/">ciclospazio.it</a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">areabici.blogspot.com</span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">www.bikepride.it</span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://re-cycles.blogspot.com/">re-cycles.blogspot.com</a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ciclofficinamartesana.blogspot.com/">ciclofficinamartesana.blogspot.com</a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ciclobarona.net/associazione.html">www.ciclobarona.net/associazione.html</a></span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">www.ciclomundi.it</span></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">www.ciclonauti.org</span></span></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia 2011: sembra un bollettino di guerra</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2011/11/04/italia-2011-sembra-un-bollettino-di-guerra/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 17:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[antipolitica]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Forse sono fatti che non hanno molto in comune. Anche se qualcosa si può rintracciare, in quell&#8217;idea di capitalismo e sviluppo che sta distruggendo la nostra democrazia, il nostro paese e il nostro territorio. Ma a leggere le notizie di oggi, in Italia, si ha la sensazione di essere davanti a un bollettino di guerra. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse sono fatti che non hanno molto in comune. Anche se qualcosa si può rintracciare, in quell&#8217;idea di <strong>capitalismo e sviluppo che sta distruggendo la nostra democrazia, il nostro paese e il nostro territorio</strong>.</p>
<p>Ma a leggere le notizie di oggi, in Italia, si ha la sensazione di essere davanti a un bollettino di guerra.</p>
<p>Il <strong>disastro di Genova</strong>, dopo quello che è successo in Liguria nei giorni scorsi, non è solamente una questione di clima, ma un problema di <strong>abuso del territorio</strong> perpetrato per anni che oggi mostra le sue nefaste conseguenze. <strong></strong></p>
<p><strong>Il Fondo Monetario Internazionale (come fosse un&#8217;istituzione degna ancora di credito) che annuncia di aver preso di mira l&#8217;Italia</strong> per attuare le misure che affosseranno definitivamente quel poco che resta in piedi di questo paese, dopo aver portato fame e miseria in giro per il mondo.</p>
<p>La <strong>repressione nei confronti di qualsiasi dissenso</strong>: dagli studenti identificati ieri a Roma alla richiesta di carcere per chi entra nei cantieri Tav in Val di Susa contenuta nel decreto sviluppo.</p>
<p>Nel frattempo salgono l&#8217;<strong>inflazione e la disoccupazione</strong> (con un dato probabilmente sottostimato, e di molto)  e <a href="http://suduepiedi.net/2011/11/il-discorso-su-la-casta-e-di-destra/" target="_blank">l&#8217;indignazione anti-casta</a>, ben guidata da Santoro e compagnia, distrae tutti, spingendo ancora di più la società verso il qualunquismo. E verso destra.</p>
<p>Forse è il caso di smettere di chiamarci ancora Bel Paese.</p>
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		<title>Giornalismo: il paradosso dei precari che scrivono di precarietà</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare stanca]]></category>
		<category><![CDATA[Me myself & I]]></category>
		<category><![CDATA[Carta di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Smascheriamo gli editori]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio con un&#8217;affermazione provocatoria: forse anche i giornalisti stessi sono responsabili della precarietà che è diventata caratteristica principale del settore. Certo, sono anche i principali responsabili della redazione dei contenuti: senza i precari, che prendono nella maggior parte dei casi compensi da fame, nessuno potrebbe leggere i giornali o seguire i notiziari. Ma i giornalisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizio con un&#8217;affermazione provocatoria: <strong>forse anche i giornalisti stessi sono responsabili della precarietà</strong> che è diventata caratteristica principale del settore. Certo, sono anche i principali responsabili della redazione dei contenuti: <strong>senza i precari, che prendono nella maggior parte dei casi compensi da fame, nessuno potrebbe leggere i giornali o seguire i notiziari</strong>. Ma i giornalisti precari non smetteranno mai di fare il loro lavoro, nonostante tutto. Non so se per dedizione alla causa o abnegazione verso un mestiere che sta probabilmente attraversando una delle crisi più forti della sua storia. (E all&#8217;interno di questa crisi esplodono pure i <a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/10/20/tra-giornalismo-e-tweet-contenuti-internet-e-il-senso-del-mestiere/">dubbi personali</a>.)</p>
<p><strong>Perché si continua ad accettare di lavorare a queste condizioni?</strong></p>
<p>Ma andiamo con ordine. Questa mia riflessione nasce da un <a href="http://www.radiocittafujiko.it/due-euro-ad-articolo-pagare-per-fare-i-giornalisti" target="_blank">servizio realizzato per Radio Città Fujiko in cui si parla proprio di precarietà nel giornalismo</a>, <a href="https://twitter.com/#!/jumpinshark/statuses/128752560889798656" target="_blank">segnalato su Twitter da jumpinshark</a>, a cui ho fatto notare <strong>il paradosso dei precari che scrivono di precarietà</strong>, che potrebbe diventare quasi un nuovo genere letterario, come suggeriva lo stesso <a href="http://jumpinshark.blogspot.com/" target="_blank">jumpinshark</a>.</p>
<p>Continuando la discussione su Twitter, sono emersi parecchi problemi, tutti più o meno noti, ma ciò che mi colpisce è che sono tanti <strong>i giornalisti che scrivono di precarietà, in qualche modo rimuovendo la questione, allontanandola da se stessi</strong>, come se fosse un problema che non li riguarda. Inoltre, tante volte si denuncia la precarietà nel settore, ma fare i nomi è sempre difficile. A Presa diretta hanno recentemente compiuto un&#8217;azione onesta, sottolineando la precarietà di chi aveva realizzato i servizi. La <a href="http://www.odg.it/content/%E2%80%9Csmascheriamo-gli-editori%E2%80%9D-una-legge-toglier%C3%A0-le-provvidenze-chi-sfrutta-i-giornalisti-0" target="_blank">ricerca <em>Smascheriamo gli editori</em></a> ha raccolto una serie di dati sui compensi nelle varie redazioni e forse non ha trovato la dovuta attenzione e non ha suscitato abbastanza rabbia. Ma quei numeri parlano da soli e, in ogni caso, il lavoro non è di certo completo.</p>
<p><span id="more-1215"></span>Ogni articolo che parla di precarietà scritto da un giornalista precario dovrebbe iniziare con la frase: &#8220;Per realizzare questo articolo ho guadagnato x euro&#8221; (o, meglio, &#8220;guadagnerò&#8221;, perché la puntualità nei pagamenti è un altro problema diffuso). Ovviamente non è possibile, perché una frase del genere non arriverebbe mai alla pubblicazione.</p>
<p>Non che questo possa risollevare la situazione dei tanti collaboratori e freelance italiani. Per fare questo servono soprattutto <strong>iniziative come quella della <a href="http://precariato.odg.it/" target="_blank">Carta di Firenze</a></strong>. Ma bisogna anche <strong>cacciare via i timori delle conseguenze, la paura che blocca tutti</strong>, che porta a fare un servizio sulla precarietà da precari (senza poterlo dire), che ha portato chi cerca di stare dentro questo settore a vivere una guerra tra poveri, nella quale se io rifiuto una collaborazione perché pagata troppo poco, c&#8217;è subito qualcuno pronto a non lasciarsi sfuggire l&#8217;occasione. E probabilmente <strong>la lista di coloro che possono permettersi di lavorare anche gratis è ancora lunga</strong>.</p>
<p><strong>La precarietà nel giornalismo è un corto circuito in sé</strong>, un&#8217;impasse, perché <a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2956&amp;fromRaggrDet=10" target="_blank">i giornali stessi oscurano i precari che li tengono in piedi</a>. Quindi ben venga che se ne parli, ma bisogna provare a osare di più, a colpire più a fondo. Perché lavorare come freelance potrebbe davvero essere il modo migliore per svolgere questa professione ma non se è un gioco al massacro.</p>
<p><strong>In Italia il giornalismo è in agonia</strong> e le ragioni sono tante: la precarietà, il sostanziale <strong>monopolio televisivo</strong> sul mercato pubblicitario, la questione dei <strong>finanziamenti pubblici all&#8217;editoria</strong> che distorce ulteriormente il settore, <strong>la difficoltà tutta italiana nell&#8217;alfabetizzazione informatica</strong> che riguarda troppo spesso anche i giornalisti e l&#8217;informazione. Ma se la scossa non viene da quelli che tengono in piedi tutto questo sistema, be&#8217;, allora il giornalismo italiano resterà in agonia ancora per parecchio tempo.</p>
<p><em>Credits: <a href="https://twitter.com/#!/jumpinshark" target="_blank">jumpinshark</a> per la segnalazione e lo spunto, <a href="https://twitter.com/#!/taipei8" target="_blank">taipei</a> per il confronto</em>.</p>
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		<title>Tra giornalismo e tweet: contenuti, internet e il senso del mestiere</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 13:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Difficile tornare sulla realtà di questi giorni dopo avere tenuto questo blog in stallo per oltre un mesetto. Anche se i fatti del 15 ottobre meriterebbero qualche riflessione approfondita. Fortunatamente in tanti hanno detto e scritto cose intelligenti e lucide su quanto è successo e, soprattutto, su quello che si prospetta nei mesi a venire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile tornare sulla realtà di questi giorni dopo avere tenuto questo blog in stallo per oltre un mesetto. Anche se i fatti del 15 ottobre meriterebbero qualche riflessione approfondita. Fortunatamente in tanti hanno detto e scritto cose intelligenti e lucide su quanto è successo e, soprattutto, su quello che si prospetta nei mesi a venire. Cito solamente <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5599" target="_blank">una discussione, sicuramente la più significativa e la più densa, che sta andando avanti da giorni su Giap</a>. Ormai sono più di 400 commenti, ma con pazienza e un po&#8217; di tempo vale la pena recuperarli tutti, link compresi.</p>
<p>Quanto a me e alle ragioni di questo prolungato silenzio, interrotto, per chi mi segue su Twitter, solo da qualche cinguettio quotidiano, sono tante e diverse. Prima di tutto <strong>una senso di fatica</strong>, che arriva a tratti, a seguire l&#8217;<strong>iper-produzione di contenuti della rete</strong>: fermarsi per un po&#8217; di tempo dà come la sensazione di scomparire, di rimanere fuori e indietro. Ci sono giornate in cui scelgo di non buttare l&#8217;occhio sui social network (Twitter, soprattutto), nemmeno dal telefonino, staccando dall&#8217;aggiornamento costante di persone, siti e argomenti, per poi ritrovarmi anche in affanno a recuperare quei temi, i cui echi continuano a rimbalzare, di cui mi sono sfuggiti gli elementi originari.</p>
<p>Chiaramente non sto parlando della necessità di una disintossicazione: la rete è parte del nostro quotidiano, non è una cosa a sé stante. Si può mettere in atto una dieta mediatica rigorosa, ma stare senza internet è una cosa che non considero praticabile. Solo che qualche domanda, ogni tanto, ci scappa.</p>
<p><span id="more-1204"></span>E allora mi chiedo se abbia senso seguire tutto, dove &#8220;tutto&#8221; è già una buona selezione sui tantissimi argomenti che mi interessano e che, anche come giornalista, cerco di seguire. La risposta non ce l&#8217;ho, ma anche la mia <strong>attività</strong> puramente <strong>giornalistica</strong> è calata negli ultimi mesi, però, in questo caso, ci sono altre ragioni a sovrapporsi: prima di tutto un problema di <strong>convinzione nell&#8217;affrontare questo mestiere</strong>, che non è legato solamente alla situazione di costante precarietà che si vive e alle condizioni in cui lo si fa, ma anche alla reale capacità di incidere sulla realtà che dovrebbe portare con sé il lavoro di ogni giorno.</p>
<p>Non apro nemmeno il discorso del sovraccarico informativo, della memoria, dell&#8217;approfondimento, che già lo conosciamo bene tutti e ci siamo comunque immersi fino al collo. Vorrei piuttosto sentir rispondere qualche collega alla domanda: <strong>che senso ha fare giornalismo oggi in Italia?</strong> Cosa resta del produrre ogni giorno articoli e servizi a parte i pochi spiccioli dei compensi? <strong>Si sta cercando di fare un lavoro culturale, prima ancora che politico, oppure si segue sempre il titolone, il clamore, il punto di vista immediato e superficiale su ciò che ci sta accadendo intorno?</strong> Perché io sto facendo sempre più fatica a seguire le notizie sui canali di stampa tradizionali (quotidiani &#8211; e relative edizioni online -, tele e radiogiornali). Perché ho la sensazione che le parole siano spesso vuote, che si continui ad abusare di frasi fatte e concetti bolliti, che <strong>non si riesca a esprimere qualcosa di nuovo, nemmeno nel linguaggio</strong>. Poi è chiaro che la realtà ci sfugge di mano, se non la sappiamo dire.</p>
<p>Mi rendo conto che riflettere sul giornalismo è riflettere di politica e in Italia in questo momento ho l&#8217;impressione che siano due strade estremamente difficili e piene di ostacoli. Perché &#8220;<a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5802" target="_blank">la catastrofe c&#8217;è già stata</a>&#8221; e ormai non siamo più solamente <a href="http://festinalente.ztl.eu/2010/12/06/dentro-a-un-imbuto-trentenni-precari-immobili/">noi della generazione locked in</a> a essere chiusi in <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5599&amp;cpage=5#comment-9002" target="_blank">guscio di solitudine reale</a>. Così si parte dal politico per parlare del privato e si finisce con il tornare, inesorabilmente, al politico. Vorrà pur dire qualcosa?</p>
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		<title>Appunti su classi pericolose, futuro e ricchezza nel giorno dello sciopero</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 08:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella giornata dello sciopero contro la manovra economica del governo, dopo che la protesta è arrivata direttamente a Piazza Affari con un accampamento durato tutta la notte, una domanda diffusa è: ce n’est qu’un debut? La speranza, come scrivevano i Wu Ming su Twitter, è che si creino risonanze tra le diverse lotte in atto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata dello sciopero contro la manovra economica del governo, dopo che la <a href="https://twitter.com/#!/Cantiere" target="_blank">protesta è arrivata direttamente a Piazza Affari</a> con un accampamento durato tutta la notte, una domanda diffusa è: <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/sciopero-generale-ce-nest-quun-debut/" target="_blank">ce n’est qu’un debut?</a> La speranza, <a href="https://twitter.com/#!/Wu_Ming_Foundt/status/110796812176207874" target="_blank">come scrivevano i Wu Ming su Twitter</a>, è che si creino risonanze tra le diverse lotte in atto nel paese, dalla Val Susa al Valle occupato, passando per Piazza Affari e la difesa dei beni comuni.</p>
<p>Davanti a questo scenario di crisi che ogni giorno diventa più grave, sono molto importanti le analisi, come quella di Girolamo de Michele su Carmilla (<a href="NON SI PA'! Appunti di lettura sulla manovra e sul commissariamento dell'italia" target="_blank">NON SI PA&#8217;! Appunti di lettura sulla manovra e sul commissariamento dell&#8217;italia</a>), ma sono altrettanto importanti le narrazioni, la costruzione di percorsi e terreni comuni, la condivisione di linguaggio.</p>
<p>Guardando all&#8217;Europa di oggi da qua, mi sono tornate in mente alcune righe di Jean-Claude Izzo, un dialogo affacciato sul porto di Marsiglia, tratto da <a href="http://www.anobii.com/books/Solea/9788876414046/01f4e659b1bab858f8/" target="_blank"><em>Solea</em></a>.</p>
<blockquote><p>Il sud, il Mediterraneo&#8230; Non abbiamo nessuna possibilità. Apparteniamo a ciò che i tecnocrati chiamano &#8220;le classi pericolose&#8221; del domani. (&#8230;) Con la fine della guerra fredda e la preoccupazione dell&#8217;occidente di integrare il blocco dell&#8217;est (&#8230;) il mito rivisitato delle classi pericolose si sposta verso il sud e su coloro che migrano da sud verso nord. (&#8230;) Per l&#8217;Europa del nord, il sud è ovviamente caotico, radicalmente diverso. Preoccupante, dunque. Insomma, (&#8230;) gli Stati del nord reagiranno costruendo un <em>limes</em> moderno. Come un richiamo alla frontiera tra l&#8217;Impero romano e i barbari. (&#8230;) Pagheremo cara questa nuova rappresentazione del mondo. Noi, voglio dire, tutti quelli che non hanno più lavoro, quelli che sono vicini alla miseria, e tutti i ragazzini, tutti quelli dei quartieri nord, dei quartieri popolari che vediamo ciondolare in città. (&#8230;) Questo nuovo mondo è un mondo chiuso. Finito, ordinato, stabile. E non c&#8217;è più posto per noi. Domina un nuovo pensiero. Giudeo-cristiano-elleno-democratico. Con un nuovo mito. I nuovi barbari. Noi. E siamo innumerevoli, indisciplinati, nomadi. E anche inaffidabili, fanatici, violenti. E, ovviamente, miserabili. La ragione e il diritto sono dall&#8217;altra parte della frontiera. Anche la ricchezza.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuove periferie: torna Ethnicus, Festival delle culture migranti</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 15:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La trasformazione e le difficoltà di integrazione nelle nuove periferie urbane e sociali sono al centro dell&#8217;edizione 2011 di Ethnicus, Festival delle culture migranti, che si terrà a Castiadas (Cagliari) il 2 e il 3 settembre. La settima edizione del festival vede, come sempre, al centro della scena la voce e l&#8217;opera di musicisti, poeti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La trasformazione e le difficoltà di integrazione nelle nuove periferie urbane e sociali sono al centro dell&#8217;edizione 2011 di <a href="http://www.ethnicus.it/" target="_blank">Ethnicus, Festival delle culture migranti</a>, che si terrà a Castiadas (Cagliari) il 2 e il 3 settembre.</p>
<p>La settima edizione del festival vede, come sempre, al centro della scena la voce e l&#8217;opera di musicisti, poeti, attori, artisti che, ognuno con il proprio linguaggio, indagano in profondità il tema proposto dall&#8217;organizzazione, &#8220;nuove periferie&#8221;. Un tema di grande attualità e non solo per quello che le cronache recenti ci hanno mostrato durante i London Riots. Se è possibile sperimentare nuove pratiche di inclusione e costruzione di comunità e legami sociali sani, sicuramente questa azione passa anche attraverso il linguaggio e la sensibilità dell&#8217;arte.</p>
<p>Tra gli artisti che parteciperanno all&#8217;edizione 2011 di Ethnicus ci sono il rapper tunisino El General, voce della protesta dei giovani tunisini; Gavino Murgia 4tet con il griot senegalese Badara Seck; il gruppo sardo-senegalese Chadal; Giuseppe Boy, Canio Loguercio, Lidia Riviello e Rocco De Rosa in <em>Luntano Ammore, passioni sussurrate di anime migranti</em>; Gisella Vacca e il musicista kurdo Mübin Dünen nella produzione teatrale di Sirio Sardegna Teatro <em>Se dai miei versi strappi le rose&#8230;</em> (poesie e musiche dall&#8217;inferno del Kurdistan). Ci sarà anche <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/ehsan-mehrbakhsh/">Ehsan Mehrbakhsh</a>, illustratore già ben conosciuto dai lettori di questo blog.</p>
<p><span id="more-1190"></span>Il <a href="http://www.ethnicus.it/il-festival/2011.html" target="_blank">programma completo dell&#8217;edizione 2011</a> è disponibile sul sito del festival.</p>
<p>Nel 2009, Ethnicus aveva dato vita allo spettacolo <a href="http://festinalente.ztl.eu/2010/06/18/trasmigrazioni-odio-memoria-convivenza-bologna-26-giugno/">Trasmigrazioni &#8211; odio memoria convivenza</a>, andato in scena anche a Bologna il 26 giugno 2010, in occasione della <a href="http://www.unhcr.it/news/dir/84/giornata-mondiale-del-rifugiato.html" target="_blank">Giornata mondiale del rifugiato</a>. Qui sotto il video che racconta la serata bolognese.</p>
<p>&nbsp;<br />
<object width="498" height="310"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6zOLhnTHOIA?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6zOLhnTHOIA?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="498" height="310" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Dall&#8217;Emilia Romagna alle Langhe in bicicletta (con un po&#8217; di treno)</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 16:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta il racconto di viaggio arriva in una forma diversa, un po&#8217; per curiosità e un po&#8217; per il modo diverso in cui ho raccolto pensieri e appunti. In una settimana che dall&#8217;Emilia Romagna mi ha portato alle Langhe ho gustato il bello del muoversi lentamente, la fatica del pedalare per arrivare alla meta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta il racconto di viaggio arriva in una forma diversa, un po&#8217; per curiosità e un po&#8217; per il modo diverso in cui ho raccolto pensieri e appunti. In una settimana che dall&#8217;Emilia Romagna mi ha portato alle Langhe ho gustato il bello del muoversi lentamente, la fatica del pedalare per arrivare alla meta, il calore dell&#8217;ospitalità degli amici. Questo è un piccolo riassunto, una sorta di diario breve di una settimana passata in giro per l&#8217;Italia, con più di 300 km pedalati (e qualcuno in treno) in forma di <a href="http://storify.com/kappazeta/dallemilia-romagna-alle-langhe-in-bicicletta-con-u" target="_blank">Storify</a>.</p>
<p><span id="more-1179"></span><br />
<script src="http://storify.com/kappazeta/dallemilia-romagna-alle-langhe-in-bicicletta-con-u.js"></script><noscript><a href="http://storify.com/kappazeta/dallemilia-romagna-alle-langhe-in-bicicletta-con-u" target="_blank">View &#8220;Dall&#8217;Emilia Romagna alle Langhe in bicicletta (con un po&#8217; di treno)&#8221; on Storify</a></noscript></p>
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		<title>Odio, xenofobia e sessismo: l&#8217;esempio del Vademecum del Comune di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 10:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri scrivevo che ci sono alcuni temi su cui tenere alta l&#8217;attenzione, mettendo insieme alcuni link a riflessioni importanti, a partire dalle strage di Utoya compiuta da Breivik. Temi che sono strettamente correlati: odio, xenofobia e sessismo viaggiano sempre insieme. Una ulteriore dimostrazione arriva dal Vademecum per la tua sicurezza promosso dal Comune di Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri <a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/07/27/breivik-la-destra-europea-e-i-media-italiani/">scrivevo</a> che ci sono alcuni temi su cui tenere alta l&#8217;attenzione, mettendo insieme alcuni link a riflessioni importanti, a partire dalle strage di Utoya compiuta da Breivik. Temi che sono strettamente correlati: <strong>odio, xenofobia e sessismo viaggiano sempre insieme</strong>.</p>
<p>Una ulteriore dimostrazione arriva dal <a href="http://www.unita.it/polopoly_fs/1.312822.1310465832%21/menu/standard/file/Vademecum1.pdf" target="_blank"><em>Vademecum per la tua sicurezza</em></a> promosso dal Comune di Roma <em>teoricamente</em> con l&#8217;obiettivo di informare e prevenire la <strong>violenza sulle donne</strong>. Teoricamente, perché:</p>
<blockquote><p>In primo luogo, merita un’attenta riflessione la costruzione del “<em>nemico</em>”  che viene veicolata dall’opuscolo. Chi è il possibile violento, quello  che fa sentire insicuri, secondo il vademecum del Comune di Roma?  Ovviamente, l’<em>estraneo</em>: il turista, l’immigrato, ma anche il  manifestante (?). Ovvero colui che è percepito come esterno alla  comunità, colui che viene “<em>da fuori</em>”. È questo il brodo  culturale in cui si sviluppano deliri come quelli che hanno subito  accusato gli islamici degli attentati di Oslo o che, poi, identificano  Brevik come un “folle”: il male deve venire “da fuori”, non è pensabile  dentro la comunità. Una sguardo ai dati statistici sulla violenza sulle  donne, però, dimostra che solo l’1% di esse è perpetrata da estranei,  mentre l’80% da partner o da ex-partner e il restante 19% da conoscenti,  amici e familiari (<a href="http://www.nannimagazine.it/articolo/5189/Violenza-sulle-donne-il-persecutore-e-ancora-in-famiglia">leggi</a>).  La scelta di fare un opuscolo sui pericoli che una donna può trovare  fuori casa, presso persone che non conosce, quindi, non può che essere  una scelta politica.</p></blockquote>
<p>Il resto della riflessione è <a href="http://www.militant-blog.org/?p=5109" target="_blank">disponibile su Militant</a>. In rete <a href="https://twitter.com/#!/search/roma%20donne" target="_blank">se ne sta parlando</a> parecchio.</p>
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		<title>Breivik, la destra (europea) e i media italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 08:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla strage compiuta da Anders Behring Breivik in Norvegia è già stato detto tanto, con la consueta aggiunta, in Italia, di orribili strascichi mediatici di cui non si dovrebbe nemmeno dare conto, se il pericolo non fosse ogni giorno più grave. Però alcuni elementi dovrebbero rimanere chiari. Breivik non era un pazzo isolato, ma un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla strage compiuta da Anders Behring Breivik in Norvegia è già stato detto tanto, con la consueta aggiunta, in Italia, di orribili strascichi mediatici di cui non si dovrebbe nemmeno dare conto, se il pericolo non fosse ogni giorno più grave.</p>
<p>Però alcuni elementi dovrebbero rimanere chiari. <strong>Breivik non era un pazzo isolato, ma un terrorista di destra, ultraconservatore e integralista cristiano</strong>. Quello è l&#8217;ambiente da cui proveniva e in cui si è formato anche il suo proposito stragista. È in nome di quella visione del mondo distorta e pericolosa che si è armato e ha deciso di uccidere.</p>
<p>Ci sono quindi temi su cui bisogna tenere alta l&#8217;attenzione:</p>
<ul>
<li>la <strong>diffusione di xenofobia e fascismi in tutta Europa</strong>, come analizza bene <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=4856" target="_blank">Wu Ming 1 in un post in cui si parla anche di Genova</a> e come racconta l&#8217;articolo <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28615/L%27Europa+delle+destre" target="_blank"><em>L&#8217;Europa delle destre</em></a>;</li>
<li>l&#8217;<strong>incitamento all&#8217;odio</strong>, una pratica ormai troppo diffusa e che rischia di travolgere ciò che rimane della società civile: lo si racconta molto bene su Peace Reporter, in <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29652/Lezioni+d%27odio" target="_blank">un articolo intitolato <em>Lezioni d&#8217;odio</em></a>;</li>
<li>le gravissime <strong>responsabilità del giornalismo italiano</strong> all&#8217;interno di questo scenario: se stiamo scendendo così pericolosamente la china la colpa non è solo della politica ma anche di chi fa (dis)informazione su giornali e tv: <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/25253638/pierluigi-battista-il-primo-della-lista" target="_blank"> l&#8217;intervento di Mazzetta</a> non poteva essere più chiaro;</li>
<li>quando si parla di questa destra, non si può dimenticare che una tra le tante componenti ideologiche che ne formano l&#8217;anima è l&#8217;<strong>antifemminismo e la volontà di controllo sulle donne</strong>: ce <a href="http://lapentoladoro.blogspot.com/2011/07/breivik-i-lettori-di-libero-e-le-donne.html" target="_blank">lo ricorda Adrianaaaa</a>, perché in Italia il problema è certamente più grave che nel resto d&#8217;Europa.</li>
</ul>
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		<title>Capistrello festeggia i 15 anni di Arzibanda</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 14:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Io sono il mio dj]]></category>
		<category><![CDATA[Me myself & I]]></category>
		<category><![CDATA[Arzibanda]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella del 2011 è un&#8217;edizione speciale dell&#8217;Arzibanda, quattro giorni di musica, teatro e arte varia che ogni estate riempie di persone, suoni e colori le vie del centro di Capistrello, sulle montagne abruzzesi. Un&#8217;edizione speciale perché Arzibanda compie 15 anni, traguardo davvero importante per questo festival che continua a crescere. E importanti sono anche i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.arzibanda.it"><img class="alignleft size-full wp-image-1156" title="Arzibanda" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2011/07/arzibanda.png" alt="arzibanda Capistrello festeggia i 15 anni di Arzibanda" width="138" height="368" /></a>Quella del 2011 è un&#8217;edizione speciale dell&#8217;<a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/arzibanda/">Arzibanda</a>, quattro giorni di musica, teatro e arte varia che ogni estate riempie di persone, suoni e colori le vie del centro di <a href="http://www.comune.capistrello.aq.it/" target="_blank">Capistrello</a>, sulle montagne abruzzesi.</p>
<p>Un&#8217;edizione speciale perché <strong>Arzibanda compie 15 anni</strong>, traguardo davvero importante per questo festival che continua a crescere.</p>
<p>E importanti sono anche i nomi di quest&#8217;anno: tra gli altri, <strong>Ascanio Celestini</strong>, <strong>Zastava Orkestar</strong> (venerdì 22 luglio), <strong>Franziska</strong> (23 luglio), <strong>Il Muro del Canto</strong> (24 luglio). Il programma completo è disponibile su <a href="http://www.arzibanda.it/" target="_blank">Arzibanda.it</a>.</p>
<p>Quest&#8217;anno c&#8217;è anche Arziware, laboratorio per la diffusione del <strong>software libero</strong> e il recupero di vecchi computer.</p>
<p>Gli spettacoli sono tutti gratuiti, l&#8217;atmosfera per le strade di Capistrello ti fa sentire a casa e loro, i pazzi che tengono in piedi questa cosa nonostante tutto, sono splendidi.</p>
<p>Non facciamo mistero che da queste parti all&#8217;Arzibanda siamo legati per affetto e stima. L&#8217;anno scorso <a href="http://festinalente.ztl.eu/2010/07/30/faenza-capistrello-bicicletta-appunti-viaggio-italia-spregiudicatezza/">sono anche sceso dalla Romagna all&#8217;Abruzzo in bicicletta</a>.</p>
<p>L&#8217;invito per tutti è a passare, anche solo per una serata e un bicchiere, e scoprire che ne vale davvero la pena.</p>
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