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	<title>Festina lente &#187; Bologna</title>
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	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
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		<title>Bologna 2011, uno sguardo dal Pilastro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 16:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le recenti elezioni bolognesi hanno riportato la città al centro delle riflessioni di chi la vive, non solo per la presenza di un candidato leghista a sindaco, prova di forza della Lega nella coalizione, certo, ma anche sintomo della storia che dalla mitizzata Bologna di un tempo ha fatto risvegliare qualcuno nella (brutta?) città di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le recenti elezioni bolognesi hanno riportato la città al centro delle riflessioni di chi la vive, non solo per la presenza di un candidato leghista a sindaco, prova di forza della Lega nella coalizione, certo, ma anche sintomo della storia che dalla mitizzata Bologna di un tempo ha fatto risvegliare qualcuno nella (brutta?) città di oggi.</p>
<p>Un lungo e partecipato confronto è nato dai Wu Ming, che hanno lanciato un invito ad &#8220;<a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=4024" target="_blank">abbandonare le illusioni su Bologna</a>&#8220;, per &#8220;immaginare un tempo nuovo&#8221;:</p>
<blockquote><p>Per troppo tempo la storia di Bologna è servita come tappabuchi, velo per nascondere ogni nefandezza, nella convinzione che <em>qui siamo diversi</em>.<br />
Ci sono monumenti che si erigono e si venerano <em>contro</em> il passato, fingendo di celebrarlo.<br />
Un passato fatto anche di battaglie per la liberazione delle classi  subalterne, di grandi imprese collettive che in un giorno come questo,  di sciopero generale, dovrebbero ricordarci che la lotta paga.<br />
Si riparte da qui, non per ripetere, ma per ritentare in forme nuove.<br />
E si riparte dal basso.</p></blockquote>
<p><span id="more-1088"></span>Vale la pena prendersi un po&#8217; di tempo per leggere anche i più di 200 commenti all&#8217;intervento, anche per farsi un&#8217;idea degli umori che attraversano la città. Città che io da qualche tempo vivo dalla periferia, Pilastro precisamente. E proprio il quartiere del Pilastro, che è noto ai non bolognesi soprattutto per l&#8217;<a href="http://antonella.beccaria.org/2011/01/04/4-gennaio-1991-uno-bianca-a-ventanni-dalleccidio-del-pilastro/" target="_blank">eccidio dei Carabinieri per mano della banda della Uno bianca</a>, è stato oggetto di un interessante <a href="http://www.doppiozero.com/dossier/disunita-italiana/bologna-pilastro-paesi-e-citta" target="_blank">intervento a firma di Pietro Babina su Doppiozero</a>, all&#8217;interno del dossier <a href="http://www.doppiozero.com/dossier/disunita-italiana" target="_blank"><em>Unità e disunità d&#8217;Italia</em></a>.</p>
<p>Il Pilastro ha una storia lunga, fatta anche di migrazioni e criminalità. I<a href="https://www.facebook.com/notes/mery-de-franceschi/pilastro/10150187400974632" target="_blank">l Pilastro, una volta, faceva paura</a>. Ora è un quartiere di periferia che tutti continuano a percepire come irrimediabilmente staccato dal resto della città. Anche per accorciare questa distanza, sabato sarà attraversato dalla <em><a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=111905782231174" target="_blank">Pilastrada</a></em>, una parata di carri, musica e arte di strada frutto di laboratori che si sono svolti all&#8217;interno del quartiere e a Borgo Panigale.</p>
<p>Intanto, a proposito delle idee e delle forze che attraversano Bologna, da una decina di giorni va avanti il presidio dei cosiddetti &#8220;indignados&#8221; a piazza Nettuno, tra l&#8217;appoggio alle lotte già presenti sul territorio e il tentativo di costruire nuovi percorsi di confronto e partecipazione. Ho raccontato (parte di) quello che accade al presidio in un <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/indignados-in-piazza-anche-a-bologna/" target="_blank">articolo su MicroMega</a>.</p>
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		<title>Il Fatto Quotidiano: La notte dei senzatetto in Piazza Maggiore</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 16:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Un servizio realizzato per Il Fatto Quotidiano sulla protesta dei senzatetto bolognesi per lamentare la scarsa disponibilità di posti letto in città. Il video è realizzato da Giulia Zaccariello, il mio articolo è disponibile qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="498" height="404"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QvsNZlKhxkw?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/QvsNZlKhxkw?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="498" height="404"></embed></object></p>
<p>Un servizio realizzato per <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a> sulla protesta dei senzatetto bolognesi per lamentare la scarsa disponibilità di posti letto in città. Il video è realizzato da Giulia Zaccariello, il mio articolo è disponibile <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/02/comune-in-rosso-chiude-il-dormitorio-i-clochard-si-accampano-in-piazza-maggiore/101711/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>In memoria di Francesco Lorusso, nel decennale di Genova 2001</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2011/03/11/memoria-francesco-lorusso-decennale-genova-2001/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 08:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[1977]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati 34 anni da quando Francesco Lorusso, studente e militante di Lotta Continua di 25 anni, è stato ammazzato a Bologna da un colpo sparato da un Carabiniere durante una giornata di scontri, l&#8217;11 marzo del 1977. Anche quest&#8217;anno, a Bologna, in occasione dell&#8217;anniversario della morte, sono stati organizzati alcuni appuntamenti, a partire dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati 34 anni da quando <a href="http://www.reti-invisibili.net/francescolorusso/" target="_blank">Francesco Lorusso</a>, studente e militante di Lotta Continua di 25 anni, è stato ammazzato a Bologna da un colpo sparato da un Carabiniere durante una giornata di scontri, l&#8217;11 marzo del 1977.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno, a Bologna, in occasione dell&#8217;anniversario della morte, sono stati organizzati alcuni appuntamenti, a partire dalle 10 in via Mascarella, per deporre fiori e ricordare Francesco Lorusso davanti alla lapide che lo ricorda nel punto in cui morì.</p>
<p>Questo anniversario cade nell&#8217;anno di un altro importante anniversario, più recente: le giornate del <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/genova-g8/" target="_blank">G8 di Genova nel 2001</a>. Sono passati già dieci anni e stiamo ancora chiedendo giustizia. E di questo si parlerà alle 15 (Aula B, via Belmeloro 14), nel convegno <em>La parola scritta / Verità resistenti &#8211; Verso Genova</em>, alla presenza di Heidi Giuliani, anche per organizzare le iniziative del decennale. Genova è una ferita ancora aperta per (quel che resta del)la democrazia italiana, una pagina probabilmente già dimenticata dai tanti che in questi dieci anni hanno governato, ma c&#8217;è una parte di questo Paese che, fortunatamente, ha il senso della memoria e la forza e la dignità per continuare a chiedere giustizia.</p>
<p>Per un programma aggiornato di tutti gli appuntamenti nell&#8217;anniversario della morte di Lorusso &#8211; tra cui un incontro sul &#8217;77 nel racconto di Francesco Guccini, Valerio Evangelisti, Claudio Lolli e Stefano Tassinari -, si può leggere <a href="http://www.zic.it/quella-storia-non-si-e-mai-interrotta/" target="_blank"><em>Quella storia non si è mai interrotta</em></a> sulle pagine di <a href="http://www.zic.it/" target="_blank">Zic</a>.</p>
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		<title>Green Social Festival: a Bologna si parla di ambiente e sostenibilità</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 10:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Torna a Bologna il Green Social Festival che, per l&#8217;edizione 2011, è dedicato alle Città dell&#8217;altro mondo. Da ieri, 9 marzo, fino a sabato 12 marzo il programma è ricco di appuntamenti dedicati ai vari aspetti della questione ambientale e della sostenibilità: energie rinnovabili, città ecosostenibili, mobilità urbana (questo incontro è &#8211; stranamente? &#8211; sponsorizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna a Bologna il <a href="http://www.greensocialfestival.it" target="_blank">Green Social Festival</a> che, per l&#8217;edizione 2011, è dedicato alle <a href="http://www.greensocialfestival.it/modelli/01festival2011.aspx?ID=56" target="_blank">Città dell&#8217;altro mondo</a>. Da ieri, 9 marzo, fino a sabato 12 marzo il programma è ricco di appuntamenti dedicati ai vari aspetti della questione ambientale e della sostenibilità: energie rinnovabili, città ecosostenibili, mobilità urbana (questo incontro è &#8211; stranamente? &#8211; sponsorizzato da Renault&#8230;), <a href="http://www.cohousing.it/" target="_blank">co-housing</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_Transizione" target="_blank">transition town</a> (il <a href="http://www.comune.monteveglio.bo.it/" target="_blank">Comune di Monteveglio</a>, in provincia di Bologna, è la prima città di transizione italiana).</p>
<p>In programma anche incontri con le scuole, proiezioni e spettacoli, tra cui i <a href="http://www.facebook.com/tetesdebois?ref=ts" target="_blank">Tetes de Bois</a> con il loro bellissimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Goodbike" target="_blank">Goodbike</a> (un disco interamente dedicato alla bicicletta), venerdì 11 marzo alle 18 nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo. Gli appuntamenti del festival si svolgeranno in centro a Bologna, soprattutto tra Palazzo Re Enzo, Sala Borsa e Palazzo D&#8217;Accursio. Qui il <a href="http://www.greensocialfestival.it/modelli/programma2011.aspx" target="_blank">programma completo</a>.</p>
<p><object width="498" height="310"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LDDnR-3_U0s?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LDDnR-3_U0s?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="498" height="310"></embed></object><br />
&nbsp;</p>
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		<title>Vado in bici per Bologna: segnalazioni su due ruote (e un Elogio della bicicletta)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 12:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Colgo l&#8217;occasione di un paio di segnalazioni attuali, per riproporre una lettura di un classico per gli amanti delle due ruote e per tutti coloro che hanno a cuore la vita nella proprie città. La prima segnalazione (via Ilikebike.org)  è la nascita del gruppo Facebook VadoInBiciPerBologna, che vuole raccogliere tutti i ciclisti bolognesi per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Colgo l&#8217;occasione di un paio di segnalazioni attuali, per riproporre una lettura di un classico per gli amanti delle due ruote e per tutti coloro che hanno a cuore la vita nella proprie città. La prima segnalazione (via <a href="http://ilikebike.org/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=1432&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0" target="_blank">Ilikebike.org</a>)  è la nascita del gruppo Facebook <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=126632890720249" target="_blank">VadoInBiciPerBologna</a>, che vuole raccogliere tutti i ciclisti bolognesi per fare massa critica, mettere in comune idee, percorsi e pratiche quotidiane, nonché proposte e pressioni sulla Pubblica amministrazione. E proprio qualche giorno fa, e questa è la seconda, <a href="http://www.comune.bologna.it/trasporti/notizie/2:887/6176/" target="_blank">il Comune di Bologna ha vinto il Premio Civitas 2010 per la mobilità sostenibile</a>. Diciotto gli interventi previsti nei prossimi tre anni, per il <a href="http://www.comune.bologna.it/trasporti/servizi/2:4036/5180/" target="_blank">Progetto Civitas Mimosa</a>. Sperando che con questo ci si avvicini presto all&#8217;Europa, perché noi che pedaliamo sulle strade di Bologna continuiamo quotidianamente a rischiare la vita. E intanto, l&#8217;appuntamento per la prossima Critical mass bolognese è domani, sabato 9 ottobre, alle 16 al Nettuno.</em></p>
<p><em>L’automobile è la presa in giro più colossale del secolo, degli ultimi due secoli.</em></p>
<p>Avete mai pensato che ci possa essere una velocità critica per una società, limite da non valicare se non si vuole aumentare a dismisura il livello di diseguaglianza tra gli individui? Sì, detto così suona forse un po’ strano, ma è quello che, con argomentazioni stringenti, Ivan Illich ci spiega nel suo <em><a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833917122" target="_blank">Elogio della bicicletta</a></em> (pubblicato in Italia nel 2006 da Bollati Boringhieri). Spunto originariamente sviluppato per una prima pagina di <em>Le Monde Diplomatique</em> nel 1973, il testo è stato arricchito con nuove considerazioni e, nell’edizione italiana, con una postfazione dell’antropologo Franco La Cecla.</p>
<p>Quanto tempo passiamo imbottigliati nel traffico? Quanto stress accumuliamo? E quanto ci costa, in termini di ore, spostarci da casa al lavoro e dall’ufficio ancora a casa in una settimana? E in un mese?</p>
<p><span id="more-756"></span></p>
<p>La riflessione che sta a cuore al filosofo francese è che per permettere a pochi di andare più veloci, si preclude la libertà di movimento a una maggioranza sempre più grande e che questa disparità è destinata ad aumentare con l’inarrestabile aumento della velocità dei trasporti. Spesso dimentichiamo, infatti, che il traffico, gli ingorghi non sono un effetto secondario del sistema: ne sono l’essenza.</p>
<p>Però continuiamo a trovare urbanisti ed esperti di viabilità e mobilità che si ostinano a credere possibile un ulteriore aumento della velocità, sostenendo un’instancabile necessità di mantenere il trasporto privato motorizzato, al massimo di regolarlo, incanalarlo in qualche modo. Ma, nonostante tutto, pensare di eliminarlo pare un’idea degna di un folle. E dire che dai prima anni ’70 – quando le considerazioni di Illich prendono forma – la situazione è peggiorata, e parecchio.</p>
<p>Eppure. L’elogio della bicicletta non è altro che la lucida visione di un trasporto che vada a ritmi umani e non arrechi più danni di quanti vantaggi produca. Muoversi in bicicletta è intelligente. Muoversi in macchina, magari per trovarsi a passeggiare in un’area pedonale, non lo è. Date uno spazio e rendetelo disponibile ai mezzi a motore: verrà subito riempito.</p>
<p>Ecco perché anche le nostre città, che di certo non sono state costruite per essere riempite di auto, si stanno de-umanizzando, diventando tossiche da respirare e impossibili da vivere, in particolare per bambini e anziani, che si muovono su ritmi diversi da quelli imposti dalla produttività e dal trasporto sempre più veloce.</p>
<p>Esistono movimenti, come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Critical_Mass" target="_blank">Critical Mass</a>, che cercano di riportare per le strade delle città un’idea concreta di democrazia: semplicemente percorrendo le vie in bicicletta, riprendendo così gli spazi rubati dalle automobili, dallo smog, dal traffico. Traffico che si fa sempre più nervoso, caotico e violento:</p>
<blockquote><p>non è un caso che le auto oggi assomiglino sempre di più ad auto di diplomatici o a veicoli da guerra. Presuppongono un paesaggio di paesi bombardati da attraversare con vetri fumé. L’auto è oggi il disprezzo del mondo là fuori, il poterne chiaramente fare a meno.</p></blockquote>
<p>Abbiamo ancora la capacità di ripensare radicalmente il nostro modo di spostarci prima che le città collassino, lasciandoci soli in scatole di lamiera, immobili sull’asfalto?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Re:Vélo, dialoghi qualsiasi di due ciclisti distratti</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 05:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il link qua nella blogroll c&#8217;è già da qualche settimana, e forse è arrivato il momento di parlarne, di Re:Vélo, dialoghi qualsiasi di due ciclisti distratti. Un progetto nato nel caldo di giorni estivi trascorsi a Milano e Bologna, accumulando idee e pedalate, pensieri e possibilità. Ce lo siamo inventati io e Daris, compagni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il link qua nella blogroll c&#8217;è già da qualche settimana, e forse è arrivato il momento di parlarne, di <a href="http://revelo.tumblr.com" target="_blank">Re:Vélo, dialoghi qualsiasi di due ciclisti distratti</a>. Un progetto nato nel caldo di giorni estivi trascorsi a Milano e Bologna, accumulando idee e pedalate, pensieri e possibilità.</p>
<p>Ce lo siamo inventati io e <a href="http://www.darisdiego.com/" target="_blank">Daris</a>, compagni di bicicletta a distanza, perché la sella delle due ruote è il punto da cui osserviamo il mondo. Volevamo raccontarlo, come lo viviamo nella distrazione di ogni giorno o nei viaggi in bicicletta, nelle (poche) nozioni di meccanica che proviamo a mettere in pratica e nella necessità di pensare e vivere un modo diverso di muoversi. In immagini e parole, quel che facciamo, lo presentiamo così come segue.</p>
<p><img src="http://media.tumblr.com/tumblr_l5g5iwu2Ev1qblw0r.jpg" alt="tumblr l5g5iwu2Ev1qblw0r Re:Vélo, dialoghi qualsiasi di due ciclisti distratti"  title="Re:Vélo, dialoghi qualsiasi di due ciclisti distratti" /></p>
<p><span id="more-725"></span></p>
<p>Re:Vélo nasce in sella a due biciclette e nella testa di due ciclisti distratti: uno sfida tutti i giorni gli automobilisti sul ponte della Bovisa, l&#8217;altro le auto le schiva scendendo via Nosadella contromano.</p>
<p>Poiché le nostre biciclette non si sono ancora incontrate, ci siamo chiesti se e come fosse possibile pedalare insieme, a distanza: Re:Vélo è la risposta che ci è venuta in mente.</p>
<p>Quello che state leggendo è un dialogo, fatto di immagini e parole, <em>sulla</em> bicicletta: cioè in sella e in punta di pedali. Perché questo è il punto da cui osserviamo il mondo.</p>
<p>Re:Vélo lo racconta usando gli strumenti che ci sono congeniali: le immagini, per <a href="http://www.darisdiego.com/" target="_blank">Daris</a>, che a Milano di mestiere fa il grafico, e le parole, per <a href="http://festinalente.ztl.eu" target="_blank">Roberto</a>, giornalista a Bologna.</p>
<p>Pedaliamo le nostre città, le nostre giornate e dietro, a ruota, pensieri, immagini, desideri. E sudore.</p>
<p>Potete scriverci per commentare, consigliare, condividere: <a href="mailto:ciclistidistratti@gmail.com">ciclistidistratti@gmail.com</a>.</p>
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		<title>Settimana europea della mobilità 2010: Bologna vs Copenhagen</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 08:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani prende il via la Settimana europea della mobilità 2010: tante città che partecipano a questa iniziativa per riflettere sui temi della mobilità sostenibile, dei trasporti e della vivibilità delle città. Bologna propone appuntamenti simpatici, qualche dibattito, passeggiate in bici e aste per comprare una due ruote di seconda mano. Tutto molto bello. Poi, però, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani prende il via la <a href="http://mobilityweek.eu/" target="_blank">Settimana europea della mobilità 2010</a>: tante città che partecipano a questa iniziativa per riflettere sui temi della mobilità sostenibile, dei trasporti e della vivibilità delle città. <a href="http://www.comune.bologna.it/trasporti/notizie/2:887/6106/" target="_blank">Bologna propone appuntamenti simpatici</a>, qualche dibattito, passeggiate in bici e aste per comprare una due ruote di seconda mano. Tutto molto bello.</p>
<p>Poi, però, si torna alla vita di tutti i giorni. Quella delle piste ciclabili che in questa città sono (quasi sempre) un&#8217;offesa al buon senso &#8211; non solo di chi pedala -, quella che se ti sposti esclusivamente in bici rischi almeno un paio di volte al giorno di farti stirare in mezzo al traffico (tra tassisti, autoblu e barbari dotati di Suv, non so proprio chi sia peggio), quella in cui <a href="http://www.ilikebike.org/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;thold=-1&amp;mode=flat&amp;order=0&amp;sid=1398" target="_blank">i Vigili urbani sembra che si accaniscano contro le due ruote</a>, quella che cerca di far passare il messaggio che <a href="http://www.ilikebike.org/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=1400&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0" target="_blank">sono i ciclisti i responsabili della pericolosità delle strade</a>, quella che il centro dovrebbe essere sostanzialmente chiuso alle auto e invece ne è sempre pieno. Perché questa è la mobilità insostenibile di Bologna.</p>
<p>Poi, per caso, attraverso <a href="http://ff.im/qAesh" target="_blank">FriendFeed</a> trovi questo video. E pensi che muoversi in modo diverso si può. E se qua non si fa, be&#8217;, è solo perché non si vuole. Buona visione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="498" height="305" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FXw_t172BKY?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="498" height="305" src="http://www.youtube.com/v/FXw_t172BKY?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Bologna chiama casa: riflessioni semiserie sull&#8217;abitare, passeggiando per la città</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 09:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo scritto questo pezzo qualche anno fa, me l&#8217;aveva chiesto lui per il progetto di una rivista di cui poi non si è fatto nulla. Si parlava di casa e mi chiedeva di raccontare qualcosa su Bologna e il problema dell&#8217;abitare. La rivista non è partita, e l&#8217;articolo è rimasto &#8220;a prendere polvere&#8221; in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Avevo scritto questo pezzo qualche anno fa, me l&#8217;aveva chiesto <a href="http://www.darisdiego.com/" target="_blank">lui</a> per il progetto di una rivista di cui poi non si è fatto nulla. Si parlava di casa e mi chiedeva di raccontare qualcosa su Bologna e il problema dell&#8217;abitare. La rivista non è partita, e l&#8217;articolo è rimasto &#8220;a prendere polvere&#8221; in una cartella di un hard disk esterno. Qualche giorno fa, passeggiando per Bologna, se ne parlava ancora, di casa, di affitti, di possibilità e ci è tornato in mente quell&#8217;articolo. L&#8217;ho riletto e mi sono accorto che è ancora più che attuale, nel 2010, che <a href="http://www.zic.it/tag/casa/" target="_blank">a Bologna il problema della casa rimane grave</a>, per non parlare di chi, quasi sempre migrante, è costretto ad accamparsi all&#8217;aperto, in spazi lontani dagli occhi ma non dagli sgomberi della polizia. Sarà che tra poco, qui, si deve cercare un nuovo tetto e non è facile trovare una soluzione accettabile in questa precarietà: ho deciso di pubblicare queste riflessioni, con la certezza che saranno in tanti a ritrovarcisi.<br />
</em></p>
<p><strong>Bologna chiama casa</strong></p>
<p>Bologna, Italia, 2007. Zoom: strada.</p>
<blockquote><p>Monolocale signorilissimo ampio e molto luminoso, zona Piazza Malpighi, libero da subito, no studenti, no fumatori, 600 euro al mese.</p></blockquote>
<p>Cani, bancarelle, studenti, vigili e punkabbestia. Muri. Muri pieni appiccicati di annunci attaccati dal tramonto all&#8217;alba e al sorgere del sole già a terra, stracciati. Bestemmie. Un posto letto. Una camera decente. Una casa dignitosa.</p>
<blockquote><p>Posto letto in ampia e luminosa doppia con lavatrice fastweb posto bici a ragazza seria e non violenta, a due passi dell&#8217;università, NO ERASMUS!, 249,50 euro spese escluse.</p></blockquote>
<p>Che l&#8217;Università ci prova anche, a mettere le bacheche apposta, in via Zamboni, ma la ricerca di casa deborda, s&#8217;attanaglia, s&#8217;appiccica in ogni spazio libero, muro, vetro, cartello stradale, cassonetto, fermata dell&#8217;autobus che di sicuro qualcuno ci guarda. Anche la bacheca dei Ds sotto la Provincia, le pagine de L&#8217;Unità strappate e sepolte sotto ricerche e offerte e posti letto e non fumatori e solo ragazzi seri, lavoratori, preferibilmente settimana corta, amanti degli animali, ma non bestie.</p>
<blockquote><p>Libero da subito per quattro mesi sottotetto abitabile, da condividere con coniglio di cui prendersi cura: subaffitto causa trasferimento improvviso, possibilmente a vegetariani non studenti di medicina. 397 euro spese escluse (basse).</p></blockquote>
<p><span id="more-679"></span>Niente da fare, la ricerca può durare settimane, mesi. Poi ci si adatta. Agli affitti assurdi, ai pagamenti in nero, alle case che cascano a pezzi e l&#8217;amministratore se ne frega, a dispetto del nome non amministra un bel niente, se non il suo portafogli, che si gonfia.</p>
<p>Perché sì, Bologna, 2007, è anche questo.</p>
<p>Bologna che espelle gli studenti come un corpo estraneo e virulento tra le sue mura, Bologna che senza i suoi studenti sarebbe morta, dentro e fuori – e viene il sospetto che lo sia già – eppure non c&#8217;è niente da fare: il fuorisede non vota, gli si tirano via più soldi possibili per l&#8217;affitto che per il resto la città è cara i negozi sono cari e ci pensano loro a finirgli i soldi in tasca. E poi non pretenda di bere la birra per la strada la sera, che non faccia casino, che chi vota ha diritto alla sua tranquillità.</p>
<p>Bologna che se non hai la macchina la sera allora che cosa puoi fare? Quando il servizio dei bus notturni è praticamente inesistente e i locali li stanno spostando sempre più fuori dal centro?</p>
<p>Bologna che tutti ce l&#8217;hanno ancora come miraggio, come utopia, ma che in realtà s&#8217;è già consumata tutta, quella magia, e ora non restano che cacche di cane per la strada, un&#8217;asocialità diffusa e un&#8217;aria tesa, inquinata, quasi irrespirabile. Bologna che ha settemila appartamenti sfitti, semplicemente perché a qualcuno fa comodo tenerli così. Anche se giurano che sono molti meno.</p>
<p>Bologna che sgombera se occupi. Sempre. Perché la legalità parte da qui, certo, non dagli affitti da rapina. Bologna che però sembra che il Comune faccia un bando per la casa per i precari, quelli che hanno il reddito troppo alto per le case popolari ma non arrivano a fine mese, e sono tanti, i precari, che si vedono dalle facce in giro sull&#8217;autobus o a piedi o su bici scassate e si leggono magari anche sui blog, e allora adesso aspettano, che magari riescono ad avere una casa decente, a un prezzo non disonesto.</p>
<p>Bologna che il sogno si consuma anche quando gli studenti fregano gli studenti, Bologna fratricida: entro primo in casa e faccio il mio prezzo, poi faccio pagare di più a te, che finché non ti lamenti va bene, anche se paghi il doppio e la tua camera è la metà. Che Bologna fosse un po&#8217; puttana ce l&#8217;aveva già detto Guccini. Che gli anni &#8217;70 sono finiti da un pezzo lo sappiamo già. E forse non ci interessa nemmeno tanto.</p>
<p>Che adesso poi, che mi scade l&#8217;ennesimo contratto breve e che da questa seconda casa in meno di un anno me ne devo ancora andare, io gli annunci li leggo bene e non rido solo perché so che è tutto vero. Quasi prendo un garage e lo subaffitto come monolocale, servizi all&#8217;esterno. Voglio vedere in quanti rispondono all&#8217;annuncio. E mi raccomando: <a href="http://195.90.108.139/programmi/musica.asp?id=154" target="_blank"><em>no Accademia, no Dams</em></a>.</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 32px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Bologna chiama casa</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna, Italia, 2007. Zoom: strada. </span></span></span></p>
<p style="margin-left: 1.22cm; margin-right: 1.51cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
<p style="margin-left: 1.22cm; margin-right: 1.51cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Courier New,monospace;"><span style="font-size: small;">Monolocale signorilissimo ampio e molto luminoso, zona Piazza Malpighi, libero da subito, no studenti, no fumatori, 600 euro al mese.</span></span></span></p>
<p style="margin-left: 1.22cm; margin-right: 1.51cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
<p style="margin-right: 0.03cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Cani, bancarelle, studenti, vigili e punkabbestia. Muri. Muri pieni appiccicati di annunci attaccati dal tramonto all&#8217;alba e al sorgere del sole già a terra, stracciati. Bestemmie.</span></span></span></p>
<p style="margin-right: 0.03cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Un posto letto. Una camera decente. Una casa dignitosa. </span></span></span></p>
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<p style="margin-left: 1.22cm; margin-right: 1.51cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Courier New,monospace;"><span style="font-size: small;">Posto letto in ampia e luminosa doppia con lavatrice fastweb posto bici a ragazza seria e non violenta, a due passi dell&#8217;università, NO ERASMUS!, 249,50 euro spese escluse.</span></span></span></p>
<p style="margin-left: 1.22cm; margin-right: 1.51cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Che l&#8217;Università ci prova anche, a mettere le bacheche apposta, in via Zamboni, ma la ricerca di casa deborda, s&#8217;attanaglia, s&#8217;appiccica in ogni spazio libero, muro, vetro, cartello stradale, cassonetto, fermata dell&#8217;autobus che di sicuro qualcuno ci guarda. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Anche la bacheca dei Ds sotto la Provincia, le pagine de L&#8217;Unità strappate e sepolte sotto ricerche e offerte e posti letto e non fumatori e solo ragazzi seri, lavoratori, preferibilmente settimana corta, amanti degli animali, ma non bestie.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
<p style="margin-left: 1.22cm; margin-right: 1.53cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Courier New,monospace;"><span style="font-size: small;">Libero da subito per quattro mesi sottotetto abitabile, da condividere con coniglio di cui prendersi cura: subaffitto causa trasferimento improvviso, possibilmente a vegetariani non studenti di medicina. 397 euro spese escluse (basse).</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Niente da fare, la ricerca può durare settimane, mesi. Poi ci si adatta. Agli affitti assurdi, ai pagamenti in nero, alle case che cascano a pezzi e l&#8217;amministratore se ne frega, a dispetto del nome non amministra un bel niente, se non il suo portafogli, che si gonfia.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Perché sì, Bologna, 2007, è anche questo. </span></span></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna che espelle gli studenti come un corpo estraneo e virulento tra le sue mura, Bologna che senza i suoi studenti sarebbe morta, dentro e fuori – e viene il sospetto che lo sia già – eppure non c&#8217;è niente da fare: il fuorisede non vota, gli si tirano via più soldi possibili per l&#8217;affitto che per il resto la città è cara i negozi sono cari e ci pensano loro a finirgli i soldi in tasca. E poi non pretenda di bere la birra per la strada la sera, che non faccia casino, che chi vota ha diritto alla sua tranquillità.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna che se non hai la macchina la sera allora che cosa puoi fare? Quando il servizio dei bus notturni è praticamente inesistente e i locali li stanno spostando sempre più fuori dal centro?</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna che tutti ce l&#8217;hanno ancora come miraggio, come utopia, ma che in realtà s&#8217;è già consumata tutta, quella magia, e ora non restano che cacche di cane per la strada, un&#8217;asocialità diffusa e un&#8217;aria tesa, inquinata, quasi irrespirabile.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna che ha settemila appartamenti sfitti, semplicemente perché a qualcuno fa comodo tenerli così. Anche se giurano che sono molti meno.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna che sgombera se occupi. Sempre. Perché la legalità parte da qui, certo, non dagli affitti da rapina.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna che però sembra che il Comune faccia un bando per la casa per i precari, quelli che hanno il reddito troppo alto per le case popolari ma non arrivano a fine mese, e sono tanti, i precari, che si vedono dalle facce in giro sull&#8217;autobus o a piedi o su bici scassate e si leggono magari anche sui blog, e allora adesso aspettano, che magari riescono ad avere una casa decente, a un prezzo non disonesto.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bologna che il sogno si consuma anche quando gli studenti fregano gli studenti, Bologna fratricida: entro primo in casa e faccio il mio prezzo, poi faccio pagare di più a te, che finché non ti lamenti va bene, anche se paghi il doppio e la tua camera è la metà.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Che Bologna fosse un po&#8217; puttana ce l&#8217;aveva già detto Guccini.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Che gli anni &#8217;70 sono finiti da un pezzo lo sappiamo già. E forse non ci interessa nemmeno tanto. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Che adesso poi, che mi scade l&#8217;ennesimo contratto breve e che da questa seconda casa in meno di un anno me ne devo ancora andare, io gli annunci li leggo bene e non rido solo perché so che è tutto vero. Quasi prendo un garage e lo subaffitto come monolocale, servizi all&#8217;esterno. Voglio vedere in quanti rispondono all&#8217;annuncio. E mi raccomando: </span><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><em>no Accademia, no Dams</em></span><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">
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		<title>Ustica e stazione di Bologna: dopo trent&#8217;anni, una campagna e un libro per continuare a chiedere la verità</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 20:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno ci sono due anniversari &#8211; due trentennali &#8211; importanti per la città di Bologna e per l&#8217;Italia, quelli dell&#8217;abbattimento del DC9 dell&#8217;Itavia, il 27 giugno 1980 a Ustica, e la bomba alla stazione di Bologna, il 2 agosto dello stesso anno. Sono state messe in campo diverse iniziative, perché l&#8217;attenzione su queste vicende resti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ci sono due anniversari &#8211; due trentennali &#8211; importanti per la città di Bologna e per l&#8217;Italia, quelli dell&#8217;abbattimento del DC9 dell&#8217;Itavia, il 27 giugno 1980 a Ustica, e la bomba alla stazione di Bologna, il 2 agosto dello stesso anno. Sono state messe in campo diverse iniziative, perché l&#8217;attenzione su queste vicende resti viva e perché la richiesta di verità continui a essere portata avanti, insieme alla memoria.</p>
<p>La prima iniziativa è la <a href="http://campagnaustica.rcdc.it/" target="_blank">campagna &#8220;Ustica, chi sa parli&#8221;</a> di <a href="http://radio.rcdc.it" target="_blank">Radio Città del Capo di Bologna</a>, che si è conclusa oggi. Con circa 4.000 euro (comprese tutte le spese necessarie) sono stati acquistati spazi sui quotidiani francesi online <a href="http://www.liberation.fr/" target="_blank">liberation.fr</a> e <a href="http://www.slate.fr/" target="_blank">slate.fr</a> per chiedere direttamente al Presidente francese Nicolas Sarkozy di pronunciarsi sulle responsabilità francesi nell’abbattimento del DC9.</p>
<p>Qualche giorno prima del trentennale della strage, Bernard Valero, portavoce del Ministero degli esteri francese, <a href="http://radio.rcdc.it/archives/ustica-la-francia-pronta-a-cooperare-55616/" target="_blank">ha dichiarato</a> la piena disponibilità a collaborare alla ricerca della verità su quanto avvenuto nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980. Nel frattempo, il ministro Alfano ha firmato quattro rogatorie internazionali, chieste dalla Procura della repubblica di Roma nelle persone dei pm Erminio Amelio e Maria Monteleone, che hanno aperto una nuova inchiesta sul caso. I destinatari sono Stati Uniti, Belgio, Francia e Germania.</p>
<p><span id="more-618"></span></p>
<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/07/scheggecontrolademocrazia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-633" style="margin-right: 3px;" title="scheggecontrolademocrazia" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/07/scheggecontrolademocrazia-188x300.jpg" alt="scheggecontrolademocrazia 188x300 Ustica e stazione di Bologna: dopo trentanni, una campagna e un libro per continuare a chiedere la verità" width="119" height="189" /></a>Intanto si avvicina il secondo anniversario, quello della bomba alla stazione di Bologna, il 2 agosto. E sono di ieri le dichiarazioni di Paolo Bolognesi, presidente dell&#8217;<a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/07/scheggecontrolademocrazia.jpg">Associazione familiari delle vittime</a>, che <a href="http://radio.rcdc.it/archives/pochi-soldi-per-ricordare-la-strage-di-bologna-prossimi-anniversari-a-rischio-56456/" target="_blank">ha denunciato</a> che i prossimi anniversari della strage sono a rischio, perché l&#8217;associazione non ha più soldi mentre le istituzioni tengono &#8220;un basso profilo che ha dell&#8217;incredibile&#8221;.</p>
<p>In occasione dell&#8217;anniversario della strage, è in uscita per <a href="http://www.socialmente.name/" target="_blank">Socialmente</a> un testo realizzato a quattro mani da <a href="http://antonella.beccaria.org" target="_blank">Antonella Beccaria</a> e <a href="http://www.riccardolenzi.info/" target="_blank">Riccardo Lenzi</a> (e con la prefazione di <a href="http://domani.arcoiris.tv/?author=141" target="_blank">Claudio Nunziata</a>), dal titolo <a href="http://antonella.beccaria.org/2010/07/03/schegge-contro-la-democrazia-2-agosto-1980-le-ragioni-di-una-strage-nei-piu-recenti-atti-giudiziari/" target="_blank"><em>Schegge contro la democrazia &#8211; 2 agosto 1980: le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziari</em></a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è la ricostruzione delle vicende processuali sulla strage, contro ogni tentativo di revisionismo e per tenere viva la memoria di questi tragici passaggi della storia d&#8217;Italia, su cui sembra impossibile riuscire a fare piena luce, soprattutto quando si comincia a parlare di mandanti.</p>
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		<title>Trasmigrazioni 0.1 &#8211; odio memoria convivenza, in scena a Bologna il 26 giugno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, il 26 giugno alle 21, negli spazi de La Scuderia di Piazza Verdi, arriva a Bologna Trasmigrazioni 0.1 &#8211; odio memoria convivenza, uno spettacolo fatto di musica, parole, immagini, danze, nato nel settembre 2009 a Castiadas durante Ethnicus, quinto Festival delle culture migranti. Trasmigrazioni 0.1 arriva a Bologna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/06/TrasmigrazioniLocandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-575" style="margin-right: 3px;" title="Trasmigrazioni 0.1 odio memoria convivenza" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/06/TrasmigrazioniLocandina-209x300.jpg" alt="TrasmigrazioniLocandina 209x300 Trasmigrazioni 0.1   odio memoria convivenza, in scena a Bologna il 26 giugno " width="209" height="300" /></a>In occasione della <a href="http://www.unhcr.it/news/dir/84/giornata-mondiale-del-rifugiato.html" target="_blank">Giornata mondiale del rifugiato</a>, il 26 giugno alle 21, negli spazi de <a href="http://www.lascuderia.bo.it/" target="_blank">La Scuderia</a> di Piazza Verdi, arriva a Bologna <em>Trasmigrazioni 0.1 &#8211; odio memoria convivenza</em>, uno spettacolo fatto di musica, parole, immagini, danze, nato nel settembre 2009 a Castiadas durante <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FT5sSbpjokE" target="_blank">Ethnicus, quinto Festival delle culture migranti</a>.</p>
<p>Trasmigrazioni 0.1 arriva a Bologna nell’ambito del Progetto Regionale <a href="http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/news/2010/gennaio/11_terrasilo.htm" target="_blank">Emilia-Romagna Terra d’Asilo</a> e grazie al prezioso contributo delle Associazioni Il Temporale e Quartieri in movimento, di Provincia e Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Arci Emilia-Romagna, Asp Poveri vergognosi, Sprar e Anci.</p>
<p>Si tratta di un concerto multimediale, multietnico, multiarte, prodotto da <a href="http://www.myspace.com/pensamentus" target="_blank">Pensamentus</a> e curato da <a href="http://www.roccoderosa.com/" target="_blank">Rocco De Rosa</a>, che, partendo da <a href="http://musica.ilmanifesto.it/catalogo/cd/cd2u/159/cd2ltt/T/" target="_blank"><em>Trasmigrazioni</em></a>, il progetto musicale pubblicato nel ‘96 (a cura di Rocco de Rosa, Daniele Sepe e Paolo Fresu), ha raccolto intorno a sé persone di diversa provenienza geografica e artistica. In quattro giorni di condivisione e jam session è nato questo spettacolo, che, utilizzando diversi linguaggi, riflette e fa riflettere sulla condizione del migrante, di chi è costretto ad abbandonare la propria casa e il proprio Paese per cercare rifugio altrove.</p>
<p><span id="more-573"></span>Questi gli artisti che saranno sul palco: Rocco De Rosa, pianoforte; Licio Esposito, visioni di sabbia; Natalia Bonanese e Sara De Fanis, danze e coreografie; Alberto Cabiddu, percussioni e cori; Madya Diebate, kora; Pasquale Laino, fiati; Baba Sissoko, tamani, grand ngoni, petit ngoni e voce; Gabriella Ghermandi e Tanino De Rosa, voci narranti; Silvia Giulietti, immagini video. Hanno partecipato alla creazione ed alle precedenti rappresentazioni di questa opera anche: Badara Seck, Giuseppe Boy, Andrea Pisu, Saba Anglana e Pino Pecorelli.</p>
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