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	<title>Festina lente &#187; Genova G8</title>
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	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
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		<title>Genova 2001-2011: una riflessione di Marco Trotta</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 12:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è l&#8217;intervento che Marco Trotta, mediattivista, ha letto l&#8217;altra sera in Piazza Maggiore a Bologna, prima della proiezione di un frammento di Bella Ciao di Marco Giusti e poi della presentazione del film Noi credevamo con Mario Martone. Segnalo inoltre, sugli stessi temi, il dossier Genova 2001-2011 di Altreconomia. Al termine dell&#8217;articolo il video [...]]]></description>
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<p><em>Questa è l&#8217;intervento che <a href="https://twitter.com/#!/mrta75" target="_blank">Marco Trotta, mediattivista</a>, ha letto l&#8217;altra sera in Piazza Maggiore a Bologna, prima della  proiezione di un frammento di </em><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&amp;id=83" target="_blank">Bella Ciao<em> di Marco Giusti</em></a><em> e poi della  presentazione del film </em>Noi credevamo<em> con Mario Martone. Segnalo inoltre, sugli stessi temi, il <a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2847" target="_blank">dossier Genova 2001-2011 di Altreconomia</a>. Al termine dell&#8217;articolo il video di Sitron </em>Via Cesare Battisti (21.07.2001)<em>.<br />
</em></p>
<p>E&#8217;  stata una bella serata grazie a Gianluca Farinelli che ha offerto questa  possibilità e a Mario Martone stesso che ha avuto parole forti riprendendo l&#8217;argomento: &#8220;Genova ha dato la possibilità di far politica  ad una intera generazione. Il mio film riguarda l&#8217;idea di incompiutezza  della democrazia che attraversa il paese dal risorgimento fino a Genova  attraversata dal manifestarsi del potere in maniera repressiva&#8221;.</p>
<p>Le  immagini che vedrete tra  un po&#8217; fanno parte di un racconto di Genova  iniziato dieci fa. Un  racconto a più voci, fatto di migliaia di  videocamere e macchine  fotografiche, che insieme alle testimonianze di  chi c&#8217;era hanno saputo  dare al paese un altro modo di vedere quei  giorni.</p>
<p>Perché Genova è stata  soprattutto questo: una <strong>manifestazione  diffusa e generale, in tutto il  paese, la prima davvero internazionale</strong>,  che ha visto l&#8217;incontro di  centinaia di migliaia di persone diverse  per età, condizione sociale,  biografia e percorsi politici. Persone che  contestavano un modello  sociale ed economico ingiusto che cancellava  diritti e metteva in  vendita tutto il resto. Una risposta democratica  che sanciva la  partecipazione, per la prima volta, di una intera  generazione, quella  cresciuta politicamente negli anni &#8217;80 e &#8217;90 e al  ritorno all&#8217;impegno di  molte altre persone. Per sé e per il futuro.</p>
<p><span id="more-1146"></span>Il  16 luglio di 10 anni fa vicino al porto di Genova cominciava il  forum  dove per la prima volta si parlava di <strong>acqua come bene comune</strong> avviando  quel percorso che poi ha portato ai vittoriosi referendum del  12 e 13  giugno. E ancora si denunciava la <strong>speculazione finanziaria e le   pratiche di sfruttamento del lavoro</strong> che arricchivano pochi e minavano le   basi della convinvenza civile come poi abbiamo visto con la crisi e la   precarietà.</p>
<p>Non solo, si denunciava la <strong>crisi delle istituzioni   democratiche</strong> più attente ai diktat del mercato che alle richieste dei   cittadini. E dopo la finanziaria che si sta discutendo in queste ore in   parlamento torniamo a chiederci: in quale democrazia viviamo se si   sceglie di far pagare il conto di questo fallimento alle fasce più   deboli privatizzado i servizi e tagliando il welfare, ma lasciando   intatte rendite, sprechi e spese militari perché è quello che ci   chiedono le banche, l&#8217;Europa e i mercati?</p>
<p>Per questo <strong>Genova fa  anche paura</strong>. Perché rispetto a queste domande di  partecipazione e di  democrazia la risposta fu “la più grande violazione  dei diritti umani  di proporzioni mai viste in Europa nella storia  recente” come ebbe a  scrivere Amnesty International. “Un tentativo di  golpe del governo  fortunatamente andato fallito” come ha scritto più di  recente Andrea  Camilleri che in alcuni casi è stato risolto con  l&#8217;archiviazione di  processi imbarazzanti, come sarebbe potuto essere  quello per  l&#8217;assassinio di Carlo Giuliani, e in altri, nel silenzio e al  volte nel  <strong>depistaggio di media e politica</strong>, è stato messo in evidenza  con il  processo e la condanna in gradi diversi dei massimi dirigenti  delle  forze dell&#8217;ordine per la Diaz e Bolzaneto.</p>
<p>Fatti per “i quali <strong>lo  Stato  non ha ancora chiesto scusa</strong>” come ha denunciato il procuratore  capo di  Genova, Di Noto, e sui quali invece c&#8217;è il rischio della  prescrizione  perché in Italia non abbiamo mai ratificato il <strong>reato di  tortura</strong>. E  quindi Genova fa ancora paura perché come potremmo chiamare   diversamente quella che abbiamo visto sulla pelle di quei manifestanti   colpiti da una repressione generalizzata in Val di Susa e che nei giorni   successivi hanno reso pubbliche le loro testimonianze?</p>
<p>Per  questo motivo Genova è ancora attuale. Perché <strong>quei drammatici   avvenimenti non hanno fermato la partecipazione</strong>. Anzi. Perché continua a   porre domande e a chiedere di trovare soluzioni tutti insieme,   impegnandosi in prima persona. Come è successo in questi anni <strong>nelle   università e tra le fabbriche</strong>, a chi lotta <strong>contro la precarietà</strong> come   tratto distintivo di una generazione e tremendo presagio di futuro per   tutti, con le mobilitazioni delle <strong>donne in difesa della loro dignità</strong>,   con quelle dei <strong>migranti</strong> che sono saliti sulle gru per chiedere rispetto e   diritti, come sta chiedendo chi denuncia i cambiamenti climatici e la   crisi ambientale e non aspetta che le soluzioni vengano dall&#8217;alto.</p>
<p>Di  tutto questo si sta discutendo a Genova che ci aspetta tutte e  tutti  alla manifestazione di sabato 23. Perché nulla è stato più come  prima e  un altro mondo è ancora possibile. E oggi ancor più necessario.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<p><object width="498" height="313"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lvz8eAxXsNc?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="498" height="313" src="http://www.youtube.com/v/lvz8eAxXsNc?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Genova è una rabbia che si mantiene viva</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 01:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Me myself & I]]></category>
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		<category><![CDATA[Genova G8]]></category>
		<category><![CDATA[Information Guerrilla]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caldo di questi giorni di luglio mi riporta a Genova. Io non c&#8217;ero, nel 2001. Il primo ricordo che ho di Genova è della prima volta che ci sono stato, per qualche giorno d&#8217;estate nel 2010, ospite da un&#8217;amica. Poche ore per scoprire una città difficile, l&#8217;affaccio sul porto e sul mare al risveglio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caldo di questi giorni di luglio mi riporta a Genova. Io non c&#8217;ero, nel 2001. Il primo ricordo che ho di Genova è della prima volta che ci sono stato, per qualche giorno d&#8217;estate nel 2010, ospite da un&#8217;amica. Poche ore per scoprire una città difficile, l&#8217;affaccio sul porto e sul mare al risveglio, la curiosità dell&#8217;ascensore come trasporto urbano.</p>
<p>Genova non era una realtà fisica, per me. Genova erano nomi, immagini, racconti di amici. Genova era rabbia. E lo è ancora. Genova è una focaccia comprata al forno e mangiata poco distante, su una panchina di piazza Alimonda, le bottigliette d&#8217;acqua riempite alla fontana, a osservare lo scorrere normale di una città che non dimentica le sue ferite, a sovrapporre alla realtà che mi trovavo davanti ore di filmati e immagini che forse non si studieranno mai sui libri di storia.</p>
<p>Quando c&#8217;era il G8 e pensavo di partire, avevo dato un&#8217;occhiata al calendario degli esami. Ne mancavano pochi e la laurea era dietro l&#8217;angolo. C&#8217;era un appello il 24, Storia e istituzioni del vicino e medio Oriente, se ricordo bene la dicitura. Avevo deciso: ci provo, anche se è il quarto esame della sessione estiva. La smania di finire mi stava un po&#8217; addosso.</p>
<p><span id="more-1133"></span>Così Genova l&#8217;ho vista in rete, l&#8217;ho sentita raccontata al telefono dagli amici che stavano là. Genova è stata il mio compleanno con le lacrime agli occhi per la morte di Carlo, quello stesso giorno. La mia sensibilità sociale e politica era già viva da anni eppure Genova, anche se non ero lì, è stata un battesimo.</p>
<p>Un battesimo che mi ha portato a fermarmi proprio a piazza Alimonda la prima volta che sono riuscito ad andare a Genova. Un battesimo che, nel 2001, in Romagna, era un guardarsi in occhi straniti, tra amici, a chiedersi: e noi, da qua, cosa possiamo fare? La prima idea: volantini con i link di Indymedia, fotocopiati a mille e distribuiti fuori dai cinema, tra i tavoli dei chioschi delle piadine. “Quello che vi fanno vedere in tv non è vero, andate su questo sito per informarvi.” Un “become the media” crossmediale: se le persone non ci vanno proviamo a portarcele noi. E internet era un&#8217;altra cosa. Non esisteva YouTube, niente blog e i social network erano ancora lontani. La domenica, dopo l&#8217;assalto alla Diaz, addosso avevamo solo rabbia. E la sensazione che qualcosa di diverso si potesse fare.</p>
<p>Information Guerrilla è nata così. Qualcosa che partiva dallo stomaco. Un indirizzo internet, una newsletter con le testimonianze dirette di chi a Genova c&#8217;era stato e poi, a crescere, uno snodo per tutta l&#8217;informazione indipendente che passava in rete, un punto di riferimento per la prima metà di questi anni zero, <a href="http://festinalente.ztl.eu/2010/01/12/noi-guerriglieri-dellinformazione/">tanto da finire nel mirino dei servizi italiani</a>.</p>
<p>Information Guerrilla, adesso, non esiste più: il web è cambiato, il nostro lavoro anche. Ne sentiamo la mancanza, come sentiamo la mancanza di quelle persone che sapevano raccontarci la complessità del sistema in cui siamo immersi e che ora vediamo crollare. <a href="http://festinalente.ztl.eu/2008/04/30/a-sbancor-che-se-ne-andato/">Sbancor</a> sopra tutti, ci manca.</p>
<p>Oggi, Genova è una rabbia che si mantiene viva, un&#8217;ansia leggera quando ci sono troppe divise intorno, perché sappiamo che la tenuta della democrazia è qualcosa di estremamente fragile e <a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/06/29/genova-2001-la-notte-della-democrazia-guadagnucci-una-ferita-ancora-aperta/">quello che è successo in questi dieci anni</a>, purtroppo, non riesce a farci essere ottimisti.</p>
<p><em>Questo è il mio racconto per il progetto <a href="http://ioricordogenova.altervista.org/blog/" target="_blank">#ioricordo Genova</a>, che raccoglie testimonianze di chi c&#8217;era e di chi era lontano, per costruire una narrazione collettiva delle giornate del G8, a dieci anni di distanza.<br />
</em></p>
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		<title>Genova 2001, la notte della democrazia. Guadagnucci: &#8220;Una ferita ancora aperta&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 07:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Checchino Antonini]]></category>
		<category><![CDATA[Genova G8]]></category>
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		<category><![CDATA[Lorenzo Guadagnucci]]></category>
		<category><![CDATA[No Tav]]></category>
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		<description><![CDATA[MicroMega pubblica una mia intervista audio a Lorenzo Guadagnucci, autore, con Vittorio Agnoletto, di L&#8217;eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova (Feltrinelli, 2011). Il quadro che emerge dell&#8217;infaticabile lavoro di ricostruzione e inchiesta del libro è decisamente sconfortante e nel 2001, con le giornate di Genova, si è aperta una ferita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1130" style="margin-right: 3px;" title="L'eclisse della democrazia" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2011/06/eclissedemocrazia.jpg" alt="eclissedemocrazia Genova 2001, la notte della democrazia. Guadagnucci: Una ferita ancora aperta" width="140" height="220" />MicroMega pubblica una mia intervista audio a <a href="http://lorenzoguadagnucci.wordpress.com/" target="_blank">Lorenzo Guadagnucci</a>, autore, con Vittorio Agnoletto, di <a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/06/13/forze-di-quale-ordine-le-violenze-di-bolzaneto-a-dieci-anni-da-genova/" target="_blank"><em>L&#8217;eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova</em></a> (Feltrinelli, 2011). Il quadro che emerge dell&#8217;infaticabile lavoro di ricostruzione e inchiesta del libro è decisamente sconfortante e nel 2001, con <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/genova-g8/" target="_blank">le giornate di Genova</a>, si è aperta una ferita nella democrazia italiana che nessuno a livello politico ha mai voluto sanare.</p>
<p>Il risultato è un filo rosso che segna questi dieci anni, in cui la repressione sembra essere ormai l&#8217;unico strumento utilizzato per gestire il conflitto sociale. E ne discutiamo proprio oggi, anche alla luce di <a href="http://www.notav.info/" target="_blank">quello che è accaduto in Val di Susa</a>. Guadagnucci parla di tanti argomenti: dalle condanne agli agenti e ai funzionari di Polizia nei vari processi, all&#8217;eredità degli ideali e delle richieste di partecipazione democratica che animavano la mobilitazione del 2001, come le questioni dell&#8217;acqua pubblica e dei beni comuni.</p>
<p>Accanto all&#8217;<a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/genova-2001-guadagnucci-una-ferita-ancora-aperta-audio/" target="_blank">intervista audio</a>, è possibile leggere la <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/genova-2001-la-notte-della-democrazia-guadagnucci-una-ferita-ancora-aperta/" target="_blank">recensione del libro a firma di Checchino Antonini</a>.<br />
<object width="100%" height="81"><param name="movie" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F17951760" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="81" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F17951760" allowscriptaccess="always"></embed></object> <span><a href="http://soundcloud.com/redazionemicromega/genova-2001-leclisse-della">Genova 2001, l&#8217;eclisse della democrazia. Intervista a Lorenzo Guadagnucci</a> by <a href="http://soundcloud.com/redazionemicromega">Redazione MicroMega</a></span></p>
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		<title>La memoria è un ingranaggio collettivo: #ioricordo Genova</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2011/06/23/la-memoria-e-un-ingranaggio-collettivo-ioricordo-genova/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 08:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[#ioricordo]]></category>
		<category><![CDATA[Genova G8]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel decennale del G8 di Genova sono tante le iniziative in corso e in programma: è fondamentale lavorare sulla memoria, ragionare sui fatti e sulle conseguenze, prima di tutto quelle giudiziarie, poi quelle che dal 2001 hanno cambiato qualcosa nella nostra democrazia. Alle iniziative (e ai libri, importantissimi, come L&#8217;eclisse della democrazia di Guadagnucci e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel decennale del <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/genova-g8/" target="_blank">G8 di Genova</a> sono tante le iniziative in corso e in programma: è fondamentale lavorare sulla memoria, ragionare sui fatti e sulle conseguenze, prima di tutto quelle giudiziarie, poi quelle che dal 2001 hanno cambiato qualcosa nella nostra democrazia.</p>
<p>Alle iniziative (e ai libri, importantissimi, come <a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/06/13/forze-di-quale-ordine-le-violenze-di-bolzaneto-a-dieci-anni-da-genova/" target="_blank"><em>L&#8217;eclisse della democrazia</em> di Guadagnucci e Agnoletto</a>) oggi se ne aggiunge una nuova: <a href="http://ioricordogenova.altervista.org/blog/" target="_blank">#ioricordo Genova</a>. Un&#8217;iniziativa per raccogliere storie e ricordi di quelle giornate, per costruire una narrazione collettiva:</p>
<blockquote><p>Ci sono momenti della storia che restano impressi nella nostra memoria.  Tanto che ne portiamo con noi ogni particolare: dove eravamo, con chi,  cosa stavamo facendo.</p>
<p>Il 20 e 21 luglio 2001 qualcosa si è modificato nella nostra storia: qualcosa è definitivamente cambiato, finito, cominciato.</p>
<p>Quel weekend è per molti un ricordo preciso che ci piacerebbe  condividere: vorremmo raccogliere tutti i vostri contributi (racconti,  frasi, citazioni, foto, video) per ricostruire un racconto collettivo. <strong>Di chi c&#8217;era e di chi non c&#8217;era.</strong></p></blockquote>
<p>Si può inviare il proprio ricordo attraverso la <a href="http://ioricordogenova.altervista.org/blog/info/" target="_blank">pagina dedicata</a>, oppure utilizzare l&#8217;hashtag per Twitter <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23ioricordo" target="_blank">#ioricordo</a>.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Forze di quale ordine? Le violenze di Bolzaneto, a dieci anni da Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 15:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Bolzaneto]]></category>
		<category><![CDATA[Genova G8]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Guadagnucci]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Agnoletto]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittorio Agnoletto, Lorenzo Guadagnucci, L&#8217;eclisse della democrazia, (Feltrinelli, 2011), a proposito di Bolzaneto: Furono centinaia, sicuramente oltre duecento, le persone scomparse nelle notti di venerdì e sabato e delle quali, in alcuni casi anche per tre o quattro giorni, non si avrà alcuna notizia. È stato il primo caso di &#8220;sparizioni&#8221; di massa nella storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vittorio Agnoletto, Lorenzo Guadagnucci, <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807172106/L%27eclisse_della_democrazia/Agnoletto_Vittorio.html" target="_blank"><em>L&#8217;eclisse della democrazia</em></a>, (Feltrinelli, 2011), a proposito di Bolzaneto:</p>
<blockquote><p>Furono centinaia, sicuramente oltre duecento, le persone scomparse nelle notti di venerdì e sabato e delle quali, in alcuni casi anche per tre o quattro giorni, non si avrà alcuna notizia. È stato il primo caso di &#8220;sparizioni&#8221; di massa nella storia dell&#8217;Italia repubblicana. Ed è qualcosa che lascia il segno.</p>
<p>Quando il diritto viene sospeso e ogni tutela costituzionale viene rimossa, il singolo cittadino si sente nudo, in questo caso non solo metaforicamente, e impotente di fronte all&#8217;arbitrio del più forte. Quando la forza e le armi, che lo stato ha consegnato ai guardiani del diritto perché proteggano i cittadini, si trasformano in minacce imprevedibili e incontrollabili contro quegli stessi cittadini, significa che è stato celebrato il funerale di interi secoli della storia umana.</p>
<p>Nelle aule dei processi genovesi sono stati chiamati anche medici e psichiatri, che hanno spiegato come i soggetti che a Bolzaneto hanno subìto maltrattamenti e violenze debbano far fronte a un &#8220;disturbo post-traumatico da stress&#8221;, simile allo stress provato dalle vittime di grandi disastri naturali, ma più insidioso, perché causato direttamente da propri simili, in maniera del tutto inaspettata.</p>
<p>Scriveva Primo Levi nel suo libro <em>I sommersi e i salvati</em>: &#8220;Chi è stato torturato rimane torturato. Chi ha subìto il tormento non potrà più riambientarsi nel mondo, l&#8217;abominio per l&#8217;annullamento non si estingue mai&#8221;.</p></blockquote>
<p>I <a href="http://lorenzoguadagnucci.wordpress.com/appuntamenti/" target="_blank">prossimi appuntamenti di presentazione del libro</a> in programma.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>9 maggio 1978: in ricordo di Peppino Impastato</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 08:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bernardo Provenzano]]></category>
		<category><![CDATA[Genova G8]]></category>
		<category><![CDATA[Gilberto Caldarozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Onda pazza]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino Impastato]]></category>
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		<description><![CDATA[Di mafia e di antimafia abbiamo già parlato: muovendoci dai libri alla realtà, per raccontare la condizione di un paese che si è dimostrato troppo spesso incapace o, più colpevolmente, non sufficientemente deciso ad affrontare le proprie questioni interne, il proprio passato, i troppi scheletri nell&#8217;armadio e le troppe ombre che ne hanno costruito la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di mafia e di antimafia abbiamo già parlato: muovendoci dai libri alla realtà, per raccontare la condizione di un paese che si è dimostrato troppo spesso incapace o, più colpevolmente, non sufficientemente deciso ad affrontare le proprie questioni interne, il proprio passato, i troppi scheletri nell&#8217;armadio e le troppe ombre che ne hanno costruito la storia.</p>
<p>Le singole individualità diventano allora simbolo, incarnazione di una possibilità reale e concreta che va però costruita collettivamente, socialmente; ed è ancor più importante che di queste persone non si perda la memoria. Mai. Non c&#8217;è bisogno di voci a gridare nel deserto, c&#8217;è bisogno di declinare quelle esperienze &#8211; con il loro portato di coerenza, ribellione e dolore &#8211; nel vivere di tutti i giorni.</p>
<p>Trentatré anni fa, a Cinisi, Palermo, viene codardamente e brutalmente ucciso <a href="http://www.centroimpastato.it/" target="_blank">Peppino Impastato</a>.</p>
<p>Nato in una famiglia ben inserita in ambienti mafiosi, si avvicina alla politica durante gli anni del liceo, spinto dalla necessità di rompere con un sistema familiare e sociale a cui si sente estraneo e che, negli anni che seguono, combatterà senza sosta.</p>
<p><span id="more-1042"></span>È la fine degli anni Sessanta, l&#8217;inizio dei Settanta, un periodo fervido di mobilitazioni, di partecipazione. Peppino è attivo, non si dà tregua, organizza i giovani del paese, si dedica all&#8217;agitazione culturale, all&#8217;attivismo politico. Teatro, cinema e giornalismo e ancora il circolo “Musica e cultura”, che vede nascere al suo interno il Collettivo femminista e poi quello antinucleare, le lotte dei contadini espropriati contro la costruzione della nuova pista dell&#8217;aeroporto di Punta Raisi.</p>
<p>Poi l&#8217;esperienza fondamentale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Aut" target="_blank">Radio Aut</a>: dai microfoni dell&#8217;emittente di Cinisi, Peppino Impastato, senza indugio, denuncia gli affari delle famiglie della zona. Ha la mafia in casa, ascolta, si informa e, durante le trasmissioni di <em>Onda pazza</em>, parla della sua città come di “Mafiopoli” e di quel Gaetano Badalamenti, capomafia e mandante del suo assassinio (per cui è stato condannato all&#8217;ergastolo), come il capo “Tano Seduto”.</p>
<p>Denuncia i traffici di droga, gli affari sporchi, la corruzione. Invettiva e ironia, ma cariche di una forza di cui il coraggio non è il solo elemento fondante: la necessità di ribellarsi al sistema mafioso è unita alla speranza, alla convinzione che sia davvero possibile cambiare, alla vicinanza di tanti giovani compagni che stanno riuscendo a dare una scossa a quella terra umiliata.</p>
<p>Nel 1978 si candida alla elezioni comunali a Cinisi, con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria. Ma al giorno delle elezioni non ci arriva mai: il 9 maggio il suo corpo viene dilaniato da una carica di tritolo sui binari della linea Palermo – Trapani.</p>
<p>Alla sua vita il regista Marco Tullio Giordana ha dedicato il film <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_cento_passi" target="_blank"><em>I cento passi</em></a>, passi come metafora della distanza tra la casa di Peppino Impastato e quella di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Badalamenti" target="_blank">Tano Badalamenti</a>.</p>
<p>Tenere viva la memoria di questo ragazzo di Cinisi, che ha creduto possibile riuscire a sconfiggere la mafia, è necessario oggi più che mai, in questo Paese anomalo, che gioisce eccessivamente per la cattura di Provenzano, avvenuta dopo troppi anni e condotta da un capo del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/18/news/diaz-sentenza-4166704/?ref=HREA-1" target="_blank">Gilberto Caldarozzi, condannato in appello</a> per le violenze alla scuola Diaz a Genova la notte del 21 luglio 2001. Ennesima italiana anomalia.</p>
<p><em>Questo articolo, qui presentato in una versione aggiornata, è stato originariamente pubblicato sul settimanale Sette Sere il 6 maggio 2006.</em></p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 437px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Aut</div>
<p><object width="498" height="403"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JII0GQwBFyw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="498" height="403" src="http://www.youtube.com/v/JII0GQwBFyw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Bolzaneto: sono tutti colpevoli. Le torture al G8 di Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 08:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Bolzaneto]]></category>
		<category><![CDATA[Genova G8]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Guadagnucci]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Trotta]]></category>
		<category><![CDATA[Noi della Diaz]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alle segnalazioni di Marco Trotta, torno a parlare di Genova, a pochi giorni dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza del processo di secondo grado contro gli imputati per le violenze alla caserma di Bolzaneto. Il processo si era concluso con 44 condanne per generali della polizia penitenziaria, guardie carcerarie, ufficiali dell&#8217;Arma e militari, agenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alle segnalazioni di <a href="http://twitter.com/#!/mrta75" target="_blank">Marco Trotta</a>, torno a parlare di Genova, a pochi giorni dalla pubblicazione delle <a href="http://www.veritagiustizia.it/docs/bolzaneto_sentenza_II_grado.pdf" target="_blank">motivazioni della sentenza</a> del processo di secondo grado contro gli imputati per le violenze alla caserma di Bolzaneto.</p>
<p>Il processo si era concluso con 44 condanne per generali della polizia penitenziaria, guardie carcerarie, ufficiali  dell&#8217;Arma e militari, agenti e funzionari di polizia e medici. Nonostante la maggior parte dei reati sia prescritta, i responsabili dovranno comunque risarcire le vittime. I giudici, nelle oltre 600 pagine di motivazioni, mettono nero su bianco il fatto che i giovani passati per la caserma di Bolzaneto siano stati torturati e sottoposti <a href="http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/04/15/news/g8_violenze_alla_bolzaneto_depositate_i_motivi_della_sentenza-14969887/" target="_blank">a trattamenti inumani e degradanti</a>.</p>
<p>Gli autori di queste violenze sono ancora in servizio. E il fatto che l&#8217;Italia non abbia ancora approvato il reato di tortura ha fatto andare in prescrizione molti dei reati commessi.</p>
<p><span id="more-1000"></span>Il <a href="http://www.veritagiustizia.it/comunicati_stampa/in_italia_si_tortura_presidente_non_ha_nulla_da_dire.php" target="_blank">Comitato verità e giustizia per Genova</a> ha commentato la vicenda:</p>
<blockquote><p>Torniamo a chiedere la sospensione di tutti i condannati in questo e negli altri processi relativi alle violenze e ai falsi delle forze dell&#8217;ordine durante il G8 di Genova. E ricordiamo che nessun risarcimento è stato ancora pagato alle vittime di Bolzaneto, dopo dieci anni, e dopo due sentenze di condanna.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>I vertici dello stato non possono fare finta di niente: l&#8217;Italia deve ripudiare la tortura, come finora non ha fatto, e voltare decisamente pagina. Il presidente della Repubblica  non ha niente da dire? E i partiti dell&#8217;opposizione, i movimenti sociali, tutti quelli che in queste settimane si stanno battendo per la Giustizia?</p></blockquote>
<p>Ma non è solo la politica a voler rimuovere i fatti del <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/genova-g8/" target="_blank">G8 di Genova del 2001</a>, di cui quest&#8217;anno ricorre il decennale: troppo spesso anche i giornalisti italiani hanno relegato le notizie sui processi in poche righe su qualche pagina interna.</p>
<p>Quanto accaduto nel luglio del 2001 rappresenta una ferita mai rimarginata per la democrazia italiana e un punto di involuzione per quel che riguarda i diritti e gli spazi in cui esercitarli, come ha spiegato molto bene <a href="http://www.altreconomia.it/noidelladiaz/" target="_blank">Lorenzo Guadagnucci</a> nel libro <a href="http://festinalente.ztl.eu/2008/03/10/genova-per-noi/" target="_blank"><em>Noi della Diaz</em></a>.</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<pre>generali della polizia penitenziaria, guardie
carcerarie, ufficiali dell'Arma e militari, agenti e funzionari di polizia,
persino quattro medici</pre>
</div>
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		<title>In memoria di Francesco Lorusso, nel decennale di Genova 2001</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2011/03/11/memoria-francesco-lorusso-decennale-genova-2001/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 08:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[1977]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lorusso]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati 34 anni da quando Francesco Lorusso, studente e militante di Lotta Continua di 25 anni, è stato ammazzato a Bologna da un colpo sparato da un Carabiniere durante una giornata di scontri, l&#8217;11 marzo del 1977. Anche quest&#8217;anno, a Bologna, in occasione dell&#8217;anniversario della morte, sono stati organizzati alcuni appuntamenti, a partire dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati 34 anni da quando <a href="http://www.reti-invisibili.net/francescolorusso/" target="_blank">Francesco Lorusso</a>, studente e militante di Lotta Continua di 25 anni, è stato ammazzato a Bologna da un colpo sparato da un Carabiniere durante una giornata di scontri, l&#8217;11 marzo del 1977.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno, a Bologna, in occasione dell&#8217;anniversario della morte, sono stati organizzati alcuni appuntamenti, a partire dalle 10 in via Mascarella, per deporre fiori e ricordare Francesco Lorusso davanti alla lapide che lo ricorda nel punto in cui morì.</p>
<p>Questo anniversario cade nell&#8217;anno di un altro importante anniversario, più recente: le giornate del <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/genova-g8/" target="_blank">G8 di Genova nel 2001</a>. Sono passati già dieci anni e stiamo ancora chiedendo giustizia. E di questo si parlerà alle 15 (Aula B, via Belmeloro 14), nel convegno <em>La parola scritta / Verità resistenti &#8211; Verso Genova</em>, alla presenza di Heidi Giuliani, anche per organizzare le iniziative del decennale. Genova è una ferita ancora aperta per (quel che resta del)la democrazia italiana, una pagina probabilmente già dimenticata dai tanti che in questi dieci anni hanno governato, ma c&#8217;è una parte di questo Paese che, fortunatamente, ha il senso della memoria e la forza e la dignità per continuare a chiedere giustizia.</p>
<p>Per un programma aggiornato di tutti gli appuntamenti nell&#8217;anniversario della morte di Lorusso &#8211; tra cui un incontro sul &#8217;77 nel racconto di Francesco Guccini, Valerio Evangelisti, Claudio Lolli e Stefano Tassinari -, si può leggere <a href="http://www.zic.it/quella-storia-non-si-e-mai-interrotta/" target="_blank"><em>Quella storia non si è mai interrotta</em></a> sulle pagine di <a href="http://www.zic.it/" target="_blank">Zic</a>.</p>
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		<title>Don&#8217;t clean up the blood (Genova 2001)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 13:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Checchino Antonini]]></category>
		<category><![CDATA[De Gennaro]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre l&#8217;ex capo della Polizia De Gennaro (e con lui Spartaco Mortola) annunciava la richiesta del rito abbreviato per il processo che lo vede imputato per fatti relativi al G8 di Genova (induzione alla falsa testimonianza), usciva un libro che ricostruisce quando accaduto nell&#8217;assalto alla Scuola Diaz, nella notte tra il 21 e il 22 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-230" style="margin-right: 3px" title="Genova-diaz" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2009/05/genova-diaz.png" alt="genova diaz Dont clean up the blood (Genova 2001)" width="350" height="239" />Mentre l&#8217;ex capo della Polizia De Gennaro (e con lui Spartaco Mortola) annunciava la <a href="http://genova.repubblica.it/dettaglio/G8-De-Gennaro-e-Mortola-a-processo-il-30-giugno/1632084?ref=rephp" target="_blank">richiesta del rito abbreviato</a> per il processo che lo vede imputato per fatti relativi al G8 di Genova (induzione alla falsa testimonianza), usciva un libro che ricostruisce quando accaduto nell&#8217;assalto alla Scuola Diaz, nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001.</p>
<p>Si intitola <em>Scuola Diaz: vergogna di Stato</em> ed esce per le <a href="http://www.edizionialegre.it" target="_blank">Edizioni Alegre</a>, a cura di Checchino Antonini, Francesco Barilli e Dario Rossi, con prefazione di Massimo Carlotto. Il libro segue l&#8217;analisi compiuta dai Pm Francesco Cardona Albini e Enrico Zucca nella requisitoria dell’atto di accusa nel processo ai 29 funzionari di polizia, <a href="http://festinalente.ztl.eu/2008/11/17/genova-diaz-sette-anni-dopo/" target="_blank">la cui sentenza non rende giustizia</a> e non dà conto della gravità di quanto accaduto quella notte.</p>
<p>In tanti non ci stanchiamo di ripetere che Genova è stato un violento spartiacque che ha dato il via a un percorso di involuzione della democrazia, di limitazione dei diritti e degli spazi di libertà, aggravato dall&#8217;impunità che uno Stato che non si vuole far processare continua a garantire ai suoi uomini, qualsiasi atto essi compiano.</p>
<p>Su MicroMega la mia <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/diaz-la-notte-nera-della-democrazia/" target="_blank">intervista (audio) a Checchino Antonini</a> e un <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/diaz-%E2%80%9Cvergogna%E2%80%9D-lo-stato-non-giudica-se-stesso/" target="_blank">corposo estratto dal libro</a>.</p>
<p>Qui sotto, per mantenere vive la memoria e la richiesta di giustizia, l&#8217;audio della diretta di Radio Gap interrotta dall&#8217;arrivo della polizia.</p>
<p><em>L&#8217;immagine è tratta dal documentario </em><a href="http://lubenproduction.com/wp/?page_id=222" target="_blank">Fare un golpe e farla franca</a><em>.</em></p>
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		<title>Tra assenze e (non) scritture</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 16:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Me myself & I]]></category>
		<category><![CDATA[Babsi Jones]]></category>
		<category><![CDATA[CCCP]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Magris]]></category>
		<category><![CDATA[Danubio]]></category>
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		<category><![CDATA[PGR]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Vittorio Tondelli]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi rendo conto del tempo che passa, senza esserne travolto, quando arrivo su queste pagine e vedo la data che segna l&#8217;ultima cosa scritta. Confesso che c&#8217;è una certa dose di pigrizia, in questo poco scrivere: un contratto lavorativo in chiusura e una frustrante assenza di prospettive concrete per il dopo non mi portano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rendo conto del tempo che passa, senza esserne travolto, quando arrivo su queste pagine e vedo la data che segna l&#8217;ultima cosa scritta. Confesso che c&#8217;è una certa dose di pigrizia, in questo poco scrivere: un contratto lavorativo in chiusura e una frustrante assenza di prospettive concrete per il dopo non mi portano a riempire questi spazi di parole.</p>
<p>Scorro le bozze nella bacheca di WordPress e trovo un paio di recensioni di dischi mai finite, un abbozzo di analisi del lascito dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CCCP_Fedeli_alla_linea" target="_blank">CCCP</a> (a pochi giorni dall&#8217;uscita dell&#8217;<a href="http://www.ibs.it/disco/0602527030708/pgr/ultime-notizie-di-cronaca.html" target="_blank">ultimo PGR</a>, pare) , un titolo, &#8220;Don&#8217;t clean up the blood&#8221;, che viene direttamente dai giorni di Genova, rivisto nel documentario <a href="http://lubenproduction.com/wp/?page_id=222" target="_blank"><em>Fare un golpe e farla franca</em></a> che come sempre quando si parla di Genova arriva dritto allo stomaco.</p>
<p>E mi rendo conto che di parole avrei potuto spenderne tante, forse anche significative. Non è che non manchino le occasioni: non ultime le pagine di <a href="http://www.ibs.it/code/9788811683124/magris-claudio/danubio" target="_blank"><em>Danubio</em></a>, di Magris, che mi aveva generato spunti e appunti di lettura sono finiti, in forma assolutamente embrionale, in una mail e non qui, non in qualcosa di più articolato.</p>
<p>Al fondo credo ci sia un rapporto ancora molto problematico con la scrittura, con la nascita dell&#8217;idea e la sua trasposizione in parola, con la necessità, in qualche modo, e forse anche per evitare il confronto con la pagina, del silenzio. (Come <a href="http://static.slmpds.net/index.html" target="_blank">Babsi Jones</a>, le cui parole mancano. Quotidianamente.)</p>
<p>Per sfuggire a questa totale assenza di concretezza (ma non di idee), un saluto a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Graham_Ballard" target="_blank">Ballard</a>, che se n&#8217;è andato e la segnalazione di una serata dedicata a un altro, andato troppo presto: il 30 aprile a Roma, al <a href="http://acsimposio.blogspot.com" target="_blank">Simposio</a> (via dei Latini 11, San Lorenzo), a partire dalle 21, &#8220;Caro Pier&#8221;, appuntamento dedicato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Vittorio_Tondelli" target="_blank">Pier Vittorio Tondelli</a> e alle sue pagine, tra letture, interventi e convivialità.</p>
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