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	<title>Festina lente &#187; Information Guerrilla</title>
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	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
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		<title>Genova è una rabbia che si mantiene viva</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 01:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caldo di questi giorni di luglio mi riporta a Genova. Io non c&#8217;ero, nel 2001. Il primo ricordo che ho di Genova è della prima volta che ci sono stato, per qualche giorno d&#8217;estate nel 2010, ospite da un&#8217;amica. Poche ore per scoprire una città difficile, l&#8217;affaccio sul porto e sul mare al risveglio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caldo di questi giorni di luglio mi riporta a Genova. Io non c&#8217;ero, nel 2001. Il primo ricordo che ho di Genova è della prima volta che ci sono stato, per qualche giorno d&#8217;estate nel 2010, ospite da un&#8217;amica. Poche ore per scoprire una città difficile, l&#8217;affaccio sul porto e sul mare al risveglio, la curiosità dell&#8217;ascensore come trasporto urbano.</p>
<p>Genova non era una realtà fisica, per me. Genova erano nomi, immagini, racconti di amici. Genova era rabbia. E lo è ancora. Genova è una focaccia comprata al forno e mangiata poco distante, su una panchina di piazza Alimonda, le bottigliette d&#8217;acqua riempite alla fontana, a osservare lo scorrere normale di una città che non dimentica le sue ferite, a sovrapporre alla realtà che mi trovavo davanti ore di filmati e immagini che forse non si studieranno mai sui libri di storia.</p>
<p>Quando c&#8217;era il G8 e pensavo di partire, avevo dato un&#8217;occhiata al calendario degli esami. Ne mancavano pochi e la laurea era dietro l&#8217;angolo. C&#8217;era un appello il 24, Storia e istituzioni del vicino e medio Oriente, se ricordo bene la dicitura. Avevo deciso: ci provo, anche se è il quarto esame della sessione estiva. La smania di finire mi stava un po&#8217; addosso.</p>
<p><span id="more-1133"></span>Così Genova l&#8217;ho vista in rete, l&#8217;ho sentita raccontata al telefono dagli amici che stavano là. Genova è stata il mio compleanno con le lacrime agli occhi per la morte di Carlo, quello stesso giorno. La mia sensibilità sociale e politica era già viva da anni eppure Genova, anche se non ero lì, è stata un battesimo.</p>
<p>Un battesimo che mi ha portato a fermarmi proprio a piazza Alimonda la prima volta che sono riuscito ad andare a Genova. Un battesimo che, nel 2001, in Romagna, era un guardarsi in occhi straniti, tra amici, a chiedersi: e noi, da qua, cosa possiamo fare? La prima idea: volantini con i link di Indymedia, fotocopiati a mille e distribuiti fuori dai cinema, tra i tavoli dei chioschi delle piadine. “Quello che vi fanno vedere in tv non è vero, andate su questo sito per informarvi.” Un “become the media” crossmediale: se le persone non ci vanno proviamo a portarcele noi. E internet era un&#8217;altra cosa. Non esisteva YouTube, niente blog e i social network erano ancora lontani. La domenica, dopo l&#8217;assalto alla Diaz, addosso avevamo solo rabbia. E la sensazione che qualcosa di diverso si potesse fare.</p>
<p>Information Guerrilla è nata così. Qualcosa che partiva dallo stomaco. Un indirizzo internet, una newsletter con le testimonianze dirette di chi a Genova c&#8217;era stato e poi, a crescere, uno snodo per tutta l&#8217;informazione indipendente che passava in rete, un punto di riferimento per la prima metà di questi anni zero, <a href="http://festinalente.ztl.eu/2010/01/12/noi-guerriglieri-dellinformazione/">tanto da finire nel mirino dei servizi italiani</a>.</p>
<p>Information Guerrilla, adesso, non esiste più: il web è cambiato, il nostro lavoro anche. Ne sentiamo la mancanza, come sentiamo la mancanza di quelle persone che sapevano raccontarci la complessità del sistema in cui siamo immersi e che ora vediamo crollare. <a href="http://festinalente.ztl.eu/2008/04/30/a-sbancor-che-se-ne-andato/">Sbancor</a> sopra tutti, ci manca.</p>
<p>Oggi, Genova è una rabbia che si mantiene viva, un&#8217;ansia leggera quando ci sono troppe divise intorno, perché sappiamo che la tenuta della democrazia è qualcosa di estremamente fragile e <a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/06/29/genova-2001-la-notte-della-democrazia-guadagnucci-una-ferita-ancora-aperta/">quello che è successo in questi dieci anni</a>, purtroppo, non riesce a farci essere ottimisti.</p>
<p><em>Questo è il mio racconto per il progetto <a href="http://ioricordogenova.altervista.org/blog/" target="_blank">#ioricordo Genova</a>, che raccoglie testimonianze di chi c&#8217;era e di chi era lontano, per costruire una narrazione collettiva delle giornate del G8, a dieci anni di distanza.<br />
</em></p>
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		<title>Cito Chatwin, nell&#8217;attesa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Me myself & I]]></category>
		<category><![CDATA[Bruce Chatwin]]></category>
		<category><![CDATA[Information Guerrilla]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[La voce delle voci]]></category>
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		<description><![CDATA[Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell&#8217;aria che respiriamo. Senza cambiamento, corpo e cervello marciscono. L&#8217;uomo che se ne sta quieto in una stanza chiusa rischia di impazzire, di essere tormentato da allucinazioni e introspezione. (B. Chatwin, Anatomia dell&#8217;irrequietezza) Il nuovo passaporto in arrivo mi fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell&#8217;aria che respiriamo. Senza cambiamento, corpo e cervello marciscono. L&#8217;uomo che se ne sta quieto in una stanza chiusa rischia di impazzire, di essere tormentato da allucinazioni e introspezione. (B. Chatwin<em>, Anatomia dell&#8217;irrequietezza</em>)</p></blockquote>
<p>Il nuovo passaporto in arrivo mi fa stare bene, sicuramente per la possibilità, e forse anche per la rapidità che sottende: poter partire, in ogni momento, essere sempre pronti e disponibili a. E in questo (ennesimo) momento di attesa mi distraggo concentrandomi, ovunque idee e spunti, miro la scrittura su direzioni precise. La scrivania invasa di libri e riviste, torno a lavorare su parecchie cose: l&#8217;Iran e la sua produzione culturale underground (dettagli a breve: si tratterà di scritture, interviste, mostre); la storia di <a href="http://www.informationguerrilla.net" target="_blank">Informationguerrilla</a>, per ricostruirla e raccontarla attraverso il video, allargando lo sguardo alla realtà di noi &#8211; e dei tanti altri &#8211; spiati dai servizi di Pompa e Pollari (su questo, pagine interessanti nel numero di febbraio de <a href="http://www.lavocedellevoci.it" target="_blank">La Voce delle Voci</a>), anche per cercare di capire cosa è  successo in Italia negli ultimi dieci anni. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=g1Kcf2R4rhQ" target="_blank">Questo e altro</a>, cose serie o meno, tra computer rimessi in vita in cambio di bottiglie di buon vino, troppi episodi di Lost divorati uno dietro l&#8217;altro, amici che si sparpagliano per il mondo ma che poi incrocio (per caso?) in strade e in stazioni, <a href="http://aspettandochespiova.blogspot.com/" target="_blank">amici che scrivono parole sempre belle</a> (e che non sai mai come commentare, e vorresti, però) e, in tutto questo, anche il blog non aggiornato e il conto quasi sempre in rosso importano poco, in fondo.</p>
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		<title>Noi, guerriglieri dell&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 12:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Luttwak]]></category>
		<category><![CDATA[Il fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Information Guerrilla]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Mondi Media]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Vignoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Si scoprono cose, in questi giorni, come il fatto che gli attacchi di Luttwak contro Information Guerrilla e Nuovi Mondi Media del novembre 2003 fossero pagati al consulente americano dal Sismi di Pompa e Pollari, secondo quanto rivelato dal Fatto Quotidiano. Riprendo qui un mio articolo, scritto per un numero zero di una rivista ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si scoprono cose, in questi giorni, come il fatto che gli attacchi di Luttwak contro Information Guerrilla e Nuovi Mondi Media del novembre 2003 fossero pagati al consulente americano dal Sismi di Pompa e Pollari, <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2415191&amp;title=2415191" target="_blank">secondo quanto rivelato dal Fatto Quotidiano</a>. Riprendo qui un mio articolo, scritto per un numero zero di una rivista ma mai pubblicato, che racconta la storia di Information Guerrilla. Per chi invece volesse sapere qualcosa in più su Luttwak, <a href="http://antonella.beccaria.org/2010/01/11/information-guerrilla-noi-guerriglieri-dellinformazione/" target="_blank">Antonella Beccaria segnala un paio di articoli di Giuseppe Genna</a> a riguardo.</em></p>
<p><strong>Noi, guerriglieri dell&#8217;informazione</strong></p>
<p>Non si inizia mai da zero. Non si dà nessun post- senza alcun pre- (nonostante, come cantavano i CCCP, “qualcuno è post senza essere mai stato niente”). E poiché in questo spazio vogliamo parlare di informazione dal basso in rete, è necessario fare un passo indietro per dare conto dei suoi momenti importanti, fondativi. Raccontare lo scenario di oggi presuppone la conoscenza di ciò che era ieri, con la consapevolezza dell’evoluzione degli strumenti di comunicazione e partecipazione. Implica una riflessione sull’importanza della memoria – conoscenza di contesti e percorsi oltre che di fatti -, tensione personale che va a innestarsi su un tessuto civile collettivo in grado di mantenere il ricordo e di collegarlo al presente. Questo articolo parla di un sito, un importante punto di riferimento per la rete dal 2001 in avanti.</p>
<p>Ma è anche una storia, che mi coinvolge in prima persona e che nasce in Romagna, fuori dalla rete, in un caldo giorno di luglio del 2001. Genova. G8. Questa storia nasce dalla rabbia davanti alla brutale repressione di Stato, punto di svolta di un percorso di involuzione della democrazia, fatto di restrizione di diritti e spazi di libertà. Nasce da alcuni volantini che rimandano a link su Indymedia, distribuiti all’uscita dell’Arena Borghesi di Faenza, con l’urgenza della necessità: far conoscere ciò che accade, perché la tv non lo sta mostrando. Information Guerrilla nasce così. Per diventare poi uno scambio di mail con le testimonianze dirette di chi era a Genova, trasformarsi in una mailing list i cui iscritti continuano ad aumentare e infine in un sito che presenta una selezione di articoli, approfondimenti, segnalazioni da molte fonti indipendenti italiane ed estere. Ed è proprio con Genova che il lavoro dei mediattivisti rompe l’omertà dei media mainstream per far passare la propria informazione, la propria voce. Il lavoro fatto in rete segna il passo, acquista importanza.</p>
<p>Ecologia e ambiente, antimilitarismo e rifiuto della guerra, critica dello sviluppo e del controllo pervasivo, antifascismo, culture antagoniste, precarietà, circolazione dei saperi: queste e molte altre le tematiche che attraversano le pagine di Information Guerrilla.</p>
<p>L’impegno volontario e instancabile di Roberto Vignoli, aiutato dal sottoscritto e man mano da una rete di collaboratori sempre più estesa e attiva, porta il sito a crescere a tal punto che già nel 2002 finisce al centro di un attacco: un articolo volutamente confuso e allarmista di Panorama, uscito nella settimana di ferragosto, accusa Information Guerrilla e altri siti di far parte di un network di fiancheggiamento dei terroristi rossi. Niente di più falso, ovviamente, ma le civette fuori dalle edicole romagnole ’strillano’: “Le BR nella chat faentina”. Solidarietà e stima arrivano dal mondo dell’informazione, Panorama pubblica una quasi smentita, IG aumenta i suoi lettori e il suo lavoro, tanto da meritarsi una lusinghiera segnalazione di Carlo Formenti sul Corriere della Sera (17 marzo 2003), che scrive come IG sia “il più raffinato tentativo italiano di sfruttare la formula del weblog per dotare il movimento new global d’un organo di controinformazione potente, flessibile e costantemente aggiornato in tempo reale. (…) è difficile non riconoscere l’eccellenza del lavoro giornalistico svolto”.</p>
<p>Punto di riferimento e archivio di documenti e memoria, il sito si pone come uno snodo centrale nello scenario dell’informazione indipendente italiana, producendo anche materiali inediti ed esclusivi e pubblicando anteprime di libri e inchieste. Per qualcuno forse è troppo: nel novembre 2003 è Edward Luttwak, consulente militare statunitense, a sferrare un attacco frontale contro IG e altri siti italiani di informazione indipendente dal salotto di Porta a Porta. In pratica, una seconda conferma del fatto che stiamo lavorando bene. Ma non c’è due senza tre: i nomi della redazione compaiono anche nel dossier del Sismi che Pio Pompa riempiva con avversari e critici di Silvio Berlusconi. Tre “medaglie” appuntate sul petto per un lavoro quasi ininterrotto per più di sette anni. Oggi, complici clausole contrattuali e impegni lavorativi troppo pressanti, Information Guerrilla vive solo come archivio: analisi, testimonianze, proposte critiche per questo inizio di millennio. Memoria, cioè un passo verso il futuro.</p>
<p><a href="http://www.informationguerrilla.net" target="_blank">http://www.informationguerrilla.net</a></p>
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		<title>Tra lavori e città: Facebook, astensione e cospirazione precaria</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 10:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Da queste parti cambia sempre un po&#8217; tutto, e non posso dire che questa cosa mi dispiaccia, se non altro è una buona iniezione di dinamismo, costante. E a proposito di dinamismo, parlavo ieri con un amico che sta a Berlino e abbiamo deciso di fondare un gruppo di auto aiuto per uscire dalla sindrome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da queste parti cambia sempre un po&#8217; tutto, e non posso dire che questa cosa mi dispiaccia, se non altro è una buona iniezione di dinamismo, costante. E a proposito di dinamismo, parlavo ieri con <a href="http://relaxdesign.wordpress.com/" target="_blank">un amico che sta a Berlino</a> e abbiamo deciso di fondare un gruppo di auto aiuto per uscire dalla sindrome &#8220;io sono il peggior nemico di me stesso&#8221;, altrimenti conosciuta come &#8220;meno ne faccio, meno ne farei&#8221;. Che in questi giorni un po&#8217; si fa sentire, complice un pc da mandare in assistenza e l&#8217;attesa per nuovi lavori che inizieranno a breve, sempre precari, ovviamente, ma almeno (ben) retribuiti.</p>
<p>Nel frattempo <a href="http://www.internazionale.it" target="_blank">Internazionale</a> ha tradotto un&#8217;<a href="http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook" target="_blank">inchiesta di Tom Hodgkinson</a> pubblicata sul Guardian, che ci racconta due o tre cosette brutte su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> e in maniera anche piuttosto convincente: io un profilo l&#8217;ho aperto in una mattina di cazzeggio, più per suggerimento che per convinzione, e infatti devo dire che non pratico, e prima o poi abbandonerò, anche se <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=6836" target="_blank">sembra piuttosto difficile eliminare i propri dati personali</a><a href="http://www.informationguerrilla.org" target="_blank">.</a></p>
<p><a href="http://www.informationguerrilla.org" target="_blank">Information Guerrilla</a> è ripartita in questi giorni con una serie di aggiornamenti molto importanti e una forte chiamata all&#8217;astensione per le prossime elezioni. Di argomenti caldi ce ne sono (e non mi riferisco alla prossima farsa elettorale, su cui <a href="http://festinalente.ztl.eu/2008/02/15/visitate-venezia-finche-siete-in-tempo-perche-astenersi-alle-prossime-elezioni/" target="_blank">già ho scritto</a>), dal continuo massacro in Palestina, alle tensioni latinoamericane generate dalla Colombia a governo filo-U.S.A. In edicola è arrivato anche il numero di marzo de <a href="http://www.lavocedellevoci.it/" target="_blank">La Voce delle Voci</a>, ricco come sempre di materiali e inchieste, in cui dovrebbe esserci anche il mio articolo sull&#8217;editoria &#8220;mediattivista&#8221;.</p>
<p>Intanto la cospirazione precaria traccia i suoi percorsi metropolitani: il nuovo numero di <a href="http://www.precaria.org" target="_blank">City of Gods</a> (<a href="http://city.precaria.org/citypocket/citypocket.pdf" target="_blank">pdf qui</a>) sta viaggiando per l&#8217;Italia e per il web, in attesa che noi della redazione romana diffondiamo il verbo di San Precario in una serie di appuntamenti-aperitivi nei locali della capitale. Inspira conflitto, cospira precario. A breve i dettagli delle iniziative.</p>
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