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	<title>Festina lente &#187; Iran</title>
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	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
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		<title>Allah è grande, i Kiosk sono i suoi profeti!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 08:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo non è il migliore mondo possibile ma è vero, assolutamente vero. CCCP Fedeli alla linea Iran, Iran, Iran khun-o-marg-o-osyan (Iran, Iran, Iran, sei sangue, morte e rivolta) Canti per le strade di Teheran, 1979 Dovremmo parlare di distorsioni: visive, uditive. Deformazioni percettive. Abituarci al fatto che quello che vediamo non è (quasi) mai quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Questo non è il migliore mondo possibile ma è vero, assolutamente vero.</em><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=FUKFUYlYpTY" target="_blank">CCCP Fedeli alla linea</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>Iran, Iran, Iran</em><br />
<em>khun-o-marg-o-osyan</em><br />
<em>(Iran, Iran, Iran, sei sangue, morte e rivolta)</em><br />
Canti per le strade di Teheran, 1979</p>
<p>Dovremmo parlare di distorsioni: visive, uditive. Deformazioni percettive. Abituarci al fatto che quello che vediamo non è (quasi) mai quello che è. <a href="http://www.myspace.com/384283772/photos/24924698" target="_blank">La doppia realtà</a> che si origina dalle imposizioni religiose ce lo insegna, qui in Italia prima che in Iran. “L&#8217;Iran è come un uomo che ha la testa dentro di sé e guarda dentro invece che fuori”. Questa frase è mai stata pronunciata veramente? E da chi?</p>
<p>Possiamo tranquillamente credere che gli iraniani siano arabi, mentre sfogliamo il giornale al bar, bevendo il caffè. Possiamo pensare che Ahmadinejad sia come Osama Bin Laden, ma vivo. (Almeno per ora.) Possiamo pensare che il <a href="http://festinalente.ztl.eu/2009/06/16/studenti-iraniani-in-italia/" target="_blank">movimento verde</a> che contestava i risultati elettorali nell&#8217;estate del 2009 fosse guidato da quella <a href="https://www.cia.gov/" target="_blank">Central Intelligence Agency</a> che le mani, nella storia dell&#8217;Iran, le aveva ben già messe e in ben loschi affari (Do you remember <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Ajax" target="_blank">Mossadeq</a>? What about <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Iran%E2%80%93Contra_affair" target="_blank">Iran-Contras affair</a>?). Possiamo litigare con l&#8217;ortodossia militante dei compagni del Partito Marxista Leninista Italiano, perché Ahmadinejad è ormai l&#8217;ultimo baluardo antimperialista in Medio Oriente e dobbiamo sostenerlo. Il risultato è che non se ne esce, anche se si provano tutte queste possibilità. (Credo di averlo fatto, con quasi tutte.) Allora forse il problema è che non ne vogliamo uscire.</p>
<p><span id="more-1025"></span>Un anno fa, in una sera di primavera, sono stato testimone di un incontro di pace tra una delegazione informale iraniana e una israeliana, altrettanto informale, in una piazza del centro di Roma, con un drink in mano (a testa) che non era il primo. Non era diplomazia, ma racconto. La produzione culturale segue percorsi diversi, spesso sotterranei, carsici, per spuntare fuori altrove, ritrovandosi un&#8217;identità mutata e accresciuta. La politica procede su altri piani. Spesso quelli alti di un grattacielo di una multinazionale, in un paradiso fiscale. Qua non c&#8217;è paradiso: si sta sottoterra, nelle cantine, nei garage, tra mercato nero e carte false per riuscire a passare la frontiera.</p>
<p>Ma anche a questo primo sguardo, la realtà risulta sempre più complessa della sua rappresentazione e qualcosa rimane, necessariamente, sotto traccia. Non è tutto così perché noi lo vediamo da qui. Perché da qui subiamo la manipolazione mediatica della costruzione del nemico e della sovraesposizione del suo avversario. Ci abituiamo a pensare a buoni contro cattivi, come nelle favole per bambini: ci tengono nella culla, ciuccio in bocca e sonni beati. Anche se l&#8217;incubo è sempre in agguato: l&#8217;atomica iraniana. Se l&#8217;Iran sta vicino all&#8217;Afghanistan (per i pochi che lo sanno), forse saranno simili, integralisti barbuti che ci odiano e non vedono l&#8217;ora di colpire l&#8217;Occidente con un&#8217;atomica fresca di fabbricazione e orgoglio. E poco importa se è vero o meno, nel momento in cui ce lo fanno vedere così.</p>
<p>Il problema – per noi, per la nostra percezione – è semplice: l&#8217;Iran è l&#8217;ossessione nucleare di parte della sua classe dirigente <em>e</em> i concerti dei <a href="http://www.youtube.com/user/kiosktheband" target="_blank">Kiosk</a>. Non sono <em>o</em> l&#8217;uno <em>o</em> l&#8217;altro: sono tutti e due. L&#8217;Iran è i villaggi sperduti che vivono come nei nostri paesi di un secolo fa <em>e</em> i <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/16334/Nessuno+conosce+i+gatti+persiani" target="_blank">Gatti Persiani</a>. L&#8217;Iran è l&#8217;Islam sciita con tutta la sua tradizione di martiri <em>e</em> le lattine di Black Vodka che arrivano dritte dalla Russia. Ed è qui che c&#8217;è l&#8217;intoppo. Allora scartiamo l&#8217;alternativa facile, perché alternativa non c&#8217;è. Preferiamo uno sguardo complesso, che parta da sottoterra e poi arrivi alla superficie, alla luce, per continuare a esplorare, senza sconti, né sopra né sotto. Poi magari si finisce per ritrovarsi ancora underground, ma questo è perché forse, davvero, ci piace di più.</p>
<p><em>Credits: Ehsan Mehrbakhsh, Ryszard Kapuściński, Alberto Negri, Ebrahim Nabavi e Reza Abedini, Black Vodka, distratti studi universitari che mi hanno portato da Zoroastro al farsi. Per chi fosse curioso, sì, la discussione con il PMLI è avvenuta realmente, via mail. </em></p>
<p><em>Questo testo è stato presentato ieri in occasione della seconda edizione di </em><a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/05/04/iran-sguardi-sotterranei-la-seconda-edizione-oggi-a-roma/" target="_blank">Iran. Sguardi sotterranei</a><em>, alla biblioteca Guglielmo Marconi di Roma.</em></p>
<p><object width="498" height="403"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QfKbk2X-INA?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="498" height="403" src="http://www.youtube.com/v/QfKbk2X-INA?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Iran. Sguardi sotterranei. La seconda edizione oggi a Roma.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 10:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla mia trasferta romana, segnalo, anche se un po&#8217; all&#8217;ultimo momento, la seconda edizione di Iran. Sguardi sotterranei, evento multimediale dedicato all&#8217;arte underground iraniana. Si terrà oggi, alla biblioteca Guglielmo Marconi di Roma, a partire dalle 17. Si inizia con la proiezione del film I gatti persiani di Bahman Ghobadi, alle 17, per poi proseguire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romamultietnica.it/it/news/biblioteche-di-roma/item/7520-iran-sguardi-sotterranei-%E2%80%93-ii-edizione.html"><img class="alignleft size-full wp-image-1015" style="margin-right: 3px;" title="Iran. Sguardi sotterranei" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2011/05/iran.jpg" alt="iran Iran. Sguardi sotterranei. La seconda edizione oggi a Roma." width="200" height="277" /></a>Dalla mia trasferta romana, segnalo, anche se un po&#8217; all&#8217;ultimo momento, la seconda edizione di <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/iran-sguardi-sotterranei/" target="_blank"><em>Iran. Sguardi sotterranei</em></a>, evento multimediale dedicato all&#8217;arte underground iraniana. Si terrà oggi, alla <a href="http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jp_pagecode=biblioteca_guglielmo_marconi.wp&amp;ahew=jp_pagecode" target="_blank">biblioteca Guglielmo Marconi</a> di Roma, a partire dalle 17.</p>
<p>Si inizia con la proiezione del film <em>I gatti persiani</em> di Bahman Ghobadi, alle 17, per poi proseguire con l&#8217;inaugurazione della mostra di pittura e illustrazioni di <a href="http://festinalente.ztl.eu/tag/ehsan-mehrbakhsh/" target="_blank">Ehsan Mehrbakhsh</a>, e sculture di Arash Sharifnejad e Solmaz Vilkiji, preceduta dal saluto di Francesco Antonelli, presidente Istituzione Biblioteche di Roma.</p>
<p>Dalle 20, proiezione di cortometraggi di Elham Dousthaghighi, Ehsan Mehrbakhsh, Hamed Momeni e Morteza Rokhsatpanah e di video musicali dalla scena underground iraniana.</p>
<p>Intervengono Antonello Sacchetti (autore del libro <a href="http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=28" target="_blank"><em>I ragazzi di Teheran</em></a>),  Ahmad Rafat (giornalista di Voice of America), Ehsan Mehrbakhsh (illustratore/video artista) e Valerio del Vasto (critico musicale).</p>
<p>Il testo che ho scritto per presentare l&#8217;evento lo pubblicherò qui domani.</p>
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		<title>&#8220;Non può essere solo una questione di tette!&#8221; &#8211; Intervista a Ehsan Mehrbakhsh</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 00:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(In questi ultimi giorni insisto sul tema: la mostra Iran. Sguardi sotterranei continua fino al 2 aprile alla Biblioteca Rispoli. Questa è l&#8217;intervista a Ehsan Mehrbakhsh che la accompagna.) È sempre interessante parlare con Ehsan della sua arte, ti racconta aneddoti e storie, spesso divaga e a volte si ferma a ripetere una parola più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(In questi ultimi giorni insisto sul tema: la mostra </em><a href="http://www.romamultietnica.it/en/news/biblioteche-di-roma/item/6180-iran-sguardi-sotterranei.html">Iran. Sguardi sotterranei</a><em> continua fino al 2 aprile alla Biblioteca Rispoli. Questa è l&#8217;intervista a Ehsan Mehrbakhsh che la accompagna.)</em></p>
<p>È sempre interessante parlare con Ehsan della sua arte, ti racconta aneddoti e storie, spesso divaga e a volte si ferma a ripetere una parola più volte, come a farla suonare meglio per il suo orecchio e per la sua testa. E nei momenti in cui resta in silenzio ti rendi conto che sta seguendo un grande movimento interiore, sta cercando parole e immagini e allora aspetti che ricominci a raccontarti. La conversazione a tratti assume sfumature surreali, così come i suoi quadri, e non sai mai dove ti porterà, alla fine. Così, dopo qualche risposta inviata via mail e una chiacchierata finale seduti a un tavolino del Bar Marani, tra un caffè molto lungo e un succo d’ananas, questo è ciò che è venuto fuori.</p>
<p><strong><em>Perché questa mostra? Che cosa vuoi raccontare?</em></strong><br />
Da un po&#8217; di tempo avevo quest&#8217;idea in mente, fare una mostra multimediale per far conoscere una parte nascosta e sconosciuta dell&#8217;Iran di oggi, le produzioni artistiche dei giovani nati dopo la rivoluzione del 1979. In Iran, per quattro anni ho frequentato l&#8217;atelier underground di un maestro d&#8217;arte moderna di Teheran: eravamo un gruppo di ragazzi e ragazze e, oltre a imparare tecniche di pittura e disegno, cercavamo di dedicarci a diverse attività artistiche, dal teatro agli happening, alla lettura di poesia e alla visione di film che non si trovavano facilmente in circolazione perché non graditi al regime. Le produzioni artistiche della mia generazione in Iran spesso sono un po&#8217; nere, ironiche e anarchiche. Sono il frutto della nostra vita particolare nella Teheran moderna, di oggi. Tante di queste opere non possono venire esposte perché non rispettano i limiti imposti dal regime. Ci sono tante band heavy metal a Teheran, per esempio, che suonano nei garage o nelle cantine, i concerti si svolgono nelle case private. Con questa mostra vorrei raccontare una piccola parte di quel mondo. La Persia che si conosce qui in Italia è fatta di tappeti, moschee e tè. Ora vi faccio vedere l&#8217;altro lato: asfalto, grattacieli, e lattine di Black vodka acquistate al mercato nero!</p>
<p><strong><em>Quali sono le differenze tra il tuo lavoro (e il tuo modo di lavorare) qui in Italia e prima in Iran?</em></strong><br />
In Iran spesso le opere vengono controllate prima di essere esposte. È successo anche a me: mi hanno impedito di mostrare un quadro perché secondo loro l&#8217;idea che rappresentava offendeva l&#8217;orgoglio nazionale! Qui non ho nessun codice da seguire, e ho tante immagine nuove raccolte dalle strade d&#8217;Italia: tutto questo si è mescolato con il mio immaginario legato all&#8217;Iran ed è venuto fuori senza censura. I primi quadri che ho fatto in Italia sono pieni di roba fuori legge! Uno dei quadri presenti alla mostra, il cui primo titolo era Puttana romana alla stazione Termini, racconta un episodio avvenuto la seconda serata che passavo a Roma. Stavo rientrando in ostello quando ho visto questa prostituta, piuttosto avanti con gli anni, sfatta, che mi invitava verso di lei. Per me era un’immagine molto forte, sono tornato in camera e mi sono messo subito a disegnare. È stato il mio primo disegno in Italia, e una delle cose uscite automaticamente sono state queste tette enormi. Per me è stata come una reazione istintiva contro la censura, non pensata e non decisa. In Iran avrei potuto disegnare una prostituta nuda, ma non avrei potuto esporre il quadro.</p>
<p><strong><em>Quali sono le tue influenze artistiche?</em></strong><br />
Mi hanno sempre affascinato il dadaismo, più come corrente, e il surrealismo, più da un punto di vista tecnico. Il mio maestro in Iran era un illustratore di libri per bambini, vincitore di premi internazionali. Credo che nelle mie opere si mescolino questi elementi. Tanti miei disegni nascono senza che io prima pensi a un’idea precisa e quello che viene fuori è qualcosa di nuovo anche per me. Ultimamente, invece, prima penso a un concetto chiaro e faccio alcuni schizzi di prova, tra i quali scelgo quello che poi diventerà il lavoro finale. Della cultura orientale invece mi affascina l’idea di distacco dal mondo materiale, che viene anche dalla tradizione sufi: mentre disegno spesso ascolto musica tradizionale persiana molto antica, che in qualche modo mi aiuta a far uscire elementi persiani nei miei lavori. Mi hanno influenzato anche le prime fotografie iraniane, realizzate nell’800 durante il regno della dinastia Qajari: in queste foto si vedono uomini con i vestiti dell’epoca e con baffoni enormi, che spesso tornano anhe nei miei quadri. Mi piace prendere elementi di quel periodo dell’Iran e accostarli, per contrasto, a elementi del mondo moderno.</p>
<p><em><strong>Come vivi questa tua doppia identità? Che rapporto hai adesso con l&#8217;Iran e con l&#8217;ambiente (culturale, sociale, umano) da cui provieni?</strong></em><br />
Non credo che la mia identità sia cambiata molto, semplicemente è più libera di esprimersi. Con l&#8217;Iran ho sempre un buon rapporto, cerco di seguire le notizie di cultura e politica. Ci sono tanti giovani artisti e musicisti molto coraggiosi che lottano per la democrazia, diffondendo le loro opere su internet. Non dimentichiamo che l&#8217;Iran è la prima nazione nel mondo per numero di blogger. Quando posso partecipo alle proteste organizzate dal movimento verde, con altri studenti iraniani. Ho ancora un blog in farsi che continuo ad aggiornare. Intanto cerco di entrare nell&#8217;ambiente dell&#8217;arte italiana, facendo anche progetti diversi che riguardano l&#8217;Italia. Penso che nelle mie opere ci saranno sempre tracce persiane, anche se un po&#8217; nascoste, perché, quando dipingi, il cervello fa uscire in tanti modi quello che hai vissuto fino a oggi.</p>
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		<title>Ancora, di immagini e parole, tra Iran, Roma e serate</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 00:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mappa gli sfregi e gli smacchi subiti modellando le sue carni, si distorce per adattarsi mentre abusano del suo abusarsi, atta agli interstizi, concede i propri tratti, si vende a pezzi, malleata da mani ingorde, mai sazie, spazio disarmonico, vicolo di città, lato stazione, poco prezzo, posto letto, adesso. (Il disegno è di Ehsan Mehrbakhsh [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-248.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-433" style="margin-right: 3px;" title="Mappa gli sfregi..." src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-248-218x300.jpg" alt="Immagine 248 218x300 Ancora, di immagini e parole, tra Iran, Roma e serate" width="153" height="210" /></a>Mappa gli sfregi e gli smacchi subiti modellando le sue carni, si distorce per adattarsi mentre abusano del suo abusarsi, atta agli interstizi, concede i propri tratti, si vende a pezzi, malleata da mani ingorde, mai sazie, spazio disarmonico, vicolo di città, lato stazione, poco prezzo, posto letto, adesso.</p>
<p><em>(Il disegno è di Ehsan Mehrbakhsh e il testo è mio, entrambi esposti da venerdì 26 alla Biblioteca Rispoli, in piazza Grazioli 4 a Roma. E&#8217; il primo quadro che Ehsan ha realizzato al suo arrivo in Italia, c&#8217;è anche una breve storia che lo racconta, in un&#8217;intervista che accompagna la mostra </em><a href="http://www.romamultietnica.it/en/news/biblioteche-di-roma/item/6180-iran-sguardi-sotterranei.html" target="_blank">Iran. Sguardi sotterranei</a><em>, che continuerà fino al 2 aprile. La serata di inaugurazione è stata un successo, soddisfazione di settimane di lavoro di squadra, nella speranza di riuscire a portarla anche a Bologna, prima possibile.) </em></p>
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		<title>Iran. Sguardi sotterranei</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 19:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dicevo qualche tempo fa che si stava lavorando sull&#8217;Iran: finalmente è tutto quasi pronto per l&#8217;appuntamento. Iran. Sguardi sotterranei è un percorso che, attraverso varie forme d&#8217;arte, vuole raccontare cosa si muove nell&#8217;underground culturale iraniano. A Roma, dal 24 marzo al 2 aprile, in occasione del Noruz 1389, la mostra delle opere di Ehsan Mehrbakhsh [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/03/iran-sguardisotterranei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-391" style="margin-right: 3px;" title="Iran - Sguardi sotterranei" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/03/iran-sguardisotterranei-212x300.jpg" alt="iran sguardisotterranei 212x300 Iran. Sguardi sotterranei" width="212" height="300" /></a><a href="http://festinalente.ztl.eu/2010/02/16/cito-chatwin/" target="_blank">Dicevo qualche tempo fa che si stava lavorando sull&#8217;Iran</a>: finalmente è tutto quasi pronto per l&#8217;appuntamento. <a href="http://www.romamultietnica.it/en/news/biblioteche-di-roma/item/6180-iran-sguardi-sotterranei.html" target="_blank"><em>Iran. Sguardi sotterranei</em></a> è un percorso che, attraverso varie forme d&#8217;arte, vuole raccontare cosa si muove nell&#8217;underground culturale iraniano.</p>
<p>A Roma, dal 24 marzo al 2 aprile, in occasione del Noruz 1389, la mostra delle opere di <a href="http://www.myspace.com/384283772" target="_blank">Ehsan Mehrbakhsh</a> &#8211; che per i lettori di questo blog non ha bisogno di presentazioni -, prima alla biblioteca Vaccheria Nardi (via Grotta di Gregna) poi alla Biblioteca Rispoli (piazza Grazioli).</p>
<p>In più, due serate di proiezioni, presentazioni e dibattiti: video di band e artisti iraniani (con i testi in traduzione), interviste, la presentazione dello scaffale di libri in lingua farsi e del libro di Antonello Sacchetti, <a href="http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=28" target="_blank"><em>I ragazzi di Teheran</em></a> e dell&#8217;ultimo film di <a href="http://www.mijfilm.com/" target="_blank">Bahman Ghobadi</a>, <em>Nessuno sa nulla dei gatti persiani</em>.</p>
<p>L&#8217;evento è presentato da <a href="http://opac.bibliotechediroma.it/" target="_blank">Biblioteche di Roma</a> e <a href="http://www.romamultietnica.it" target="_blank">Roma Multietnica</a>. Quanto a me, per la mostra ho lavorato ad alcuni testi, alle traduzioni dal farsi a quattro mani con Ehsan e ho realizzato alcune interviste, sperando che questa sia solo la prima occasione per raccontare al pubblico italiano che cosa si muove nei sotterranei iraniani.</p>
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		<title>Cito Chatwin, nell&#8217;attesa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell&#8217;aria che respiriamo. Senza cambiamento, corpo e cervello marciscono. L&#8217;uomo che se ne sta quieto in una stanza chiusa rischia di impazzire, di essere tormentato da allucinazioni e introspezione. (B. Chatwin, Anatomia dell&#8217;irrequietezza) Il nuovo passaporto in arrivo mi fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell&#8217;aria che respiriamo. Senza cambiamento, corpo e cervello marciscono. L&#8217;uomo che se ne sta quieto in una stanza chiusa rischia di impazzire, di essere tormentato da allucinazioni e introspezione. (B. Chatwin<em>, Anatomia dell&#8217;irrequietezza</em>)</p></blockquote>
<p>Il nuovo passaporto in arrivo mi fa stare bene, sicuramente per la possibilità, e forse anche per la rapidità che sottende: poter partire, in ogni momento, essere sempre pronti e disponibili a. E in questo (ennesimo) momento di attesa mi distraggo concentrandomi, ovunque idee e spunti, miro la scrittura su direzioni precise. La scrivania invasa di libri e riviste, torno a lavorare su parecchie cose: l&#8217;Iran e la sua produzione culturale underground (dettagli a breve: si tratterà di scritture, interviste, mostre); la storia di <a href="http://www.informationguerrilla.net" target="_blank">Informationguerrilla</a>, per ricostruirla e raccontarla attraverso il video, allargando lo sguardo alla realtà di noi &#8211; e dei tanti altri &#8211; spiati dai servizi di Pompa e Pollari (su questo, pagine interessanti nel numero di febbraio de <a href="http://www.lavocedellevoci.it" target="_blank">La Voce delle Voci</a>), anche per cercare di capire cosa è  successo in Italia negli ultimi dieci anni. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=g1Kcf2R4rhQ" target="_blank">Questo e altro</a>, cose serie o meno, tra computer rimessi in vita in cambio di bottiglie di buon vino, troppi episodi di Lost divorati uno dietro l&#8217;altro, amici che si sparpagliano per il mondo ma che poi incrocio (per caso?) in strade e in stazioni, <a href="http://aspettandochespiova.blogspot.com/" target="_blank">amici che scrivono parole sempre belle</a> (e che non sai mai come commentare, e vorresti, però) e, in tutto questo, anche il blog non aggiornato e il conto quasi sempre in rosso importano poco, in fondo.</p>
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		<title>Iran: Keyvan Mehrbakhsh, carcere di Evin</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 18:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Evin]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrivevo qualche tempo fa, a proposito di migranti, che oltre ai numeri ci sono gli uomini. Ed è su di loro che si dovrebbe ragionare, sulle singole persone, sulle singole storie che compongono pluralità. Perché i numeri, per quanto significativi, spesso non ci dicono abbastanza. Voglio continuare su questa traccia per un&#8217;altra notizia: io so [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-285" style="margin-right: 3px" title="keyvanm" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2009/07/keyvanm-300x225.jpg" alt="keyvanm 300x225 Iran: Keyvan Mehrbakhsh, carcere di Evin" width="300" height="225" />Scrivevo qualche tempo fa, a proposito di migranti, che <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/dietro-ai-numeri-gli-uomini/" target="_blank">oltre ai numeri ci sono gli uomini</a>. Ed è su di loro che si dovrebbe ragionare, sulle singole persone, sulle singole storie che compongono pluralità. Perché i numeri, per quanto significativi, spesso non ci dicono abbastanza.</p>
<p>Voglio continuare su questa traccia per un&#8217;altra notizia: io so &#8211; tutti sappiamo &#8211; che in Iran, dopo le ultime elezioni, sono state incarcerate centinaia di persone e decine sono state uccise per aver partecipato a manifestazioni contro il regime di Ahmadinejad. Numeri. Ma quando questi numeri colpiscono vicino, la percezione di quello che accade cambia.</p>
<p>Solo oggi, dopo parecchi giorni di silenzio e di angoscia per la famiglia che non aveva nessuna notizia, Keyvan Mehrbakhsh, 23 anni &#8211; che io ho conosciuto attraverso la voce di suo cugino Ehsan che vive in Italia &#8211; ha potuto telefonare ai suoi genitori dal carcere di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Evin_Prison" target="_blank">Evin</a> per dire che sta bene.</p>
<p>Raccontare quello che è successo a Keyvan è un modo per tenere alta l&#8217;attenzione sul suo caso, diffondendo ove possibile il suo nome e notizie aggiornate e verificate. Un modo per continuare a far sentire &#8211; per quanto si possa attraverso questi mezzi &#8211; il fiato sul collo a un regime clericale e liberticida.</p>
<p>Non voglio, qui, spendermi in analisi approfondite della complessità dell&#8217;Iran, dei personaggi che vi si muovono, del contesto internazionale: non è lo spazio adatto. Ma vorrei che la storia di Keyvan &#8211; e di tutti gli altri nelle sue condizioni &#8211; facesse riflettere anche coloro che, dalle nostre parti, difendono senza indugio il governo di Ahmadinejad in nome di uno sterile e cieco gioco dell&#8217;antimperialismo.</p>
<p><strong>Update (29/07): </strong>Keyvan è stato rilasciato e non si trova più nel carcere di Evin. Appena possibile cercherò di raccogliere una sua testimonianza diretta per avere un racconto più dettagliato di quanto gli è accaduto. (E potrà essere l&#8217;occasione anche per spendere qualche parola in più sull&#8217;Iran)</p>
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		<title>Studenti iraniani in Italia: c&#8217;è speranza per un futuro migliore</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 07:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Proclama degli studenti iraniani presenti in Italia per la protesta al processo illegittimo di modifica del risultato della decima elezione presidenziale Noi, una parte degli studenti iraniani, liberi da ogni legame partitico, con senso di responsabilità manifestiamo contro la presunta manipolazione dei risultati elettorali del nostro Paese; ci siamo riuniti davanti alla nostra ambasciata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/kappazeta/sets/72157619712217985/"><img class="alignleft size-full wp-image-272" style="margin-right: 3px" title="Iran" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2009/06/iran.jpg" alt="iran Studenti iraniani in Italia: cè speranza per un futuro migliore" width="240" height="161" /></a><strong>Proclama degli studenti iraniani presenti in Italia per la protesta al processo illegittimo di modifica del risultato della decima elezione presidenziale</strong></p>
<p>Noi, una parte degli studenti iraniani, liberi da ogni legame partitico, con senso di responsabilità manifestiamo contro la presunta manipolazione dei risultati elettorali del nostro Paese; ci siamo riuniti davanti alla nostra ambasciata per opporci alle violenze delle autorità contro i concittadini e gli studenti indifesi in Iran e manifestare loro la più completa solidarietà e il nostro sostegno morale. Alle autorità competenti chiediamo quanto segue:</p>
<ol>
<li>la costituzione di una Commissione di indagine per verificare le corrette procedure di voto e portare alla luce le infrazioni, chiedendo quindi l&#8217;annullamento di questa elezione;</li>
<li>alle forze armate di rispettare il diritto dei cittadini di conoscere la verità senza opporre violenza, ricordando che loro stessi sono i &#8220;figli del popolo iraniano&#8221;;</li>
<li>di interrompere immediatamente gli arresti degli attivisti politici e liberare chi è stato fermato;</li>
<li>di dare la possibilità anche ai restanti tre candidati di far valere le proprie ragioni davanti a tutta la popolazione, attraverso tutti i mezzi di comunicazione nazionale, per eliminare l&#8217;univocità di informazione a favore dell&#8217;unico candidato Mahmud Ahmadinejad;</li>
<li>la collaborazione al Ministero dell&#8217;Interno Iraniano per rilasciare l&#8217;autorizzazione a manifestare anche ai sostenitori degli altri tre candidati (Mousavi, Karrubi, Rezai) per esprimere liberamente la loro insoddisfazione relativamente ai fatti accaduti e per evitare di subire ulteriori violenze da parte delle forze armate;</li>
<li>di evitare la pressione sulla stampa iraniana e straniera per garantire una maggiore trasparenza informativa soprattutto in questo momento critico;</li>
<li>di ripristinare la comunicazione di telefoni cellulari mobili, sms ed internet.</li>
</ol>
<p>Condanniamo ogni violenza contro i nostri concittadini, rimarcando che tutte le nostre richieste sono pacifiche e si rifanno alla costituzione (ghanoon-e-asasi).</p>
<p>Vogliamo esclusivamente sapere il vero risultato delle elezioni a cui abbiamo partecipato con forte senso di responsabilità.</p>
<p>C&#8217;è speranza per un futuro migliore.</p>
<p>Roma, 15.06.2009</p>
<p><em>Per gli aggiornamenti dall&#8217;Iran: <a href="http://globalvoicesonline.org/-/world/middle-east-north-africa/iran/" target="_blank">Global Voices aggrega i contenuti prodotti dai blogger iraniani</a>.</em></p>
<p><em>La foto è mia ed è parte di un servizio sulla manifestazione ripubblicato da <a href="http://www.demotix.com/news/iranian-students-rome-protest-support-rally-tehran" target="_blank">Demotix.com</a>.<br />
</em></p>
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		<title>Migranti, terroristi e petrolieri</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 16:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa domenica pomeriggio di lavoro, mi è arrivato da Agenzia X il file del libro di Emilio Quadrelli evasioni e rivolte, ne sto selezionando alcuni passaggi per proporli ai lettori di Informationguerrilla.org: si tratta di cose toste, come la testimonianza di contractors che hanno lavorato come sicurezza privata sia in Iraq e altrove all&#8217;estero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa domenica pomeriggio di lavoro, mi è arrivato da <a href="http://www.agenziax.it/" target="_blank">Agenzia X</a> il file del libro di Emilio Quadrelli <a href="http://www.agenziax.it/?pid=13&amp;sid=30" target="_blank"><em>evasioni e rivolte</em></a>, ne sto selezionando alcuni passaggi per proporli ai lettori di <a href="http://www.informationguerrilla.org" target="_blank">Informationguerrilla.org</a>: si tratta di cose toste, come la testimonianza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mercenario" target="_blank">contractors</a> che hanno lavorato come sicurezza privata sia in Iraq e altrove all&#8217;estero che in Italia. Lo scenario che ne emerge è davvero inquietante.</p>
<p>Intanto sto scrivendo un articolo per <a href="http://www.lavocedellacampania.it/" target="_blank">La Voce delle Voci</a> di novembre, di cui non vi posso svelare nulla, ma anche in questo caso c&#8217;è materiale molto interessante. E forse un po&#8217; troppo dimenticato.</p>
<p>Poi, come potete vedere nel widget &#8220;Io su Booksblog.it&#8221; nella colonna qui accanto, ho scritto una <a href="http://www.booksblog.it/post/1969/euroil" target="_blank">breve recensione di Euroil</a>, un libro che vale la pena leggere, soprattutto considerando il fatto che sull&#8217;Iran c&#8217;è <a href="http://www.aprileonline.info/4898/liran-nel-grande-gioco-geostrategico" target="_blank">chi si ostina a raccontarci che la questione verta sul nucleare</a>. Un po&#8217; come le armi di distruzione di massa per l&#8217;Iraq. Che questo sia insostenibile lo dimostra il fatto che l&#8217;amministrazione Bush ha abbandonato questa strategia e da tempo addita l&#8217;Iran come responsabile sia degli attacchi contro i soldati occidentali nella guerra irachena sia della fornitura di armi alle parti impegnate nel conflitto. Leggere <a href="http://www.newyorker.com/reporting/2007/10/08/071008fa_fact_hersh?printable=true" target="_blank">l&#8217;ultimo Seymour Hersh sul New Yorker</a> è un buon antidoto alle colpevoli lacune del giornalismo nostrano.</p>
<p>In ultimo, una segnalazione bloggaiola: ho aggiunto <a href="http://festinalente.ztl.eu/tra-virgolette">una pagina in cui raccolgo man mano le citazioni</a> che metto qui accanto in &#8220;Tra virgolette&#8221;. Non so, mi sembra un percorso interessante. E intanto dovrei passare a WordPress 2.3&#8230;</p>
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		<title>Conciliando l&#8217;incubo</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 23:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giorni stranamente frenetici, di una frenesia che non è propriamente tale, è come un accumulo di pensieri e suggestioni e immagini a livello mentale, spesso nemmeno troppo definiti. C&#8217;è un po&#8217; anche la sensazione di un riconoscimento di qualcosa che però rimane ancora sfuocato. Forse è solo l&#8217;autunno. Sicuramente le ultime letture incidono molto sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni stranamente frenetici, di una frenesia che non è propriamente tale, è come un accumulo di pensieri e suggestioni e immagini a livello mentale, spesso nemmeno troppo definiti. C&#8217;è un po&#8217; anche la sensazione di un riconoscimento di qualcosa che però rimane ancora sfuocato. Forse è solo l&#8217;autunno.</p>
<p>Sicuramente le ultime letture incidono molto sul mio stato mentale. Libri belli, forti, devastanti. Alcuni legati a <a href="http://festinalente.ztl.eu/2007/09/05/qui-e-altrove-di-parole-e-non-solo/">ciò che sto scrivendo da quasi un paio di mesi</a>, altri no, ma che in qualche modo vanno anch&#8217;essi a disegnare uno scenario globale, macro, che picchia duro sul mio desiderio di futuro. Di alcuni ho scritto, di altri lo sto facendo o lo farò.</p>
<p>In ordine sparso.</p>
<p><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2007/03/002190.html" target="_blank"><em>Come un&#8217;onda che sale e che scende</em></a>, il volume di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/William_vollman" target="_blank">Vollman</a> sulla violenza. Pesante, pieno di percorsi e spunti cui perdersi e che a volte fanno un po&#8217; perdere il filo (Napoleone, l&#8217;organizzazione sociale delle formiche&#8230;) tese a descrivere, catalogare la violenza umana, come e quando possa essere giustificata. Una lettura che mi accompagna già da qualche tempo, quasi sempre notturna, forse, inconsciamente, per conciliare incubi. Forse per farmi sentire fragile in mezzo a un mondo che non risparmia quanto a ferocia, spietatezza, arbitrio impazzito. Vorrei scriverne approfonditamente, ma per adesso leggo e un po&#8217; mi ci perdo.</p>
<p>Poi è arrivato, <a href="http://festinalente.ztl.eu/2007/09/12/sappiano-le-mie-parole-di-sangue/">attesissimo</a> e devastante, <a href="http://slmpds.net/" target="_blank"><em>Sappiano le mie parole di sangue</em></a>, di <a href="http://slmpds.net/babsi/" target="_blank">Babsi Jones</a>. Oggi forse ho finito di scriverne, ma non so ancora dove pubblicherò, in ogni caso il pezzo apparirà anche qui. Il libro, leggetelo. Assolutamente.</p>
<p>E ancora: <em><a href="http://www.agenziax.it/?pid=13&amp;sid=30" target="_blank">evasioni e rivolte</a></em>, di Emilio Quadrelli.   Divorato sull&#8217;eurostar Roma-Bologna e su quello che mi riportava di nuovo a casa. Ne scriverò. Intanto abbiamo chiesto alcuni estratti da pubblicare su <a href="http://www.informationguerrilla.org" target="_blank">Informationguerrilla.org</a>, che i contenuti sono così forti che devono arrivare a più persone possibili. E soprattutto ci mostra in modo chiarissimo che tutto è collegato, dall&#8217;occupazione in Iraq ai quartieri delle nostre città, dai Cpt all&#8217;Afghanistan. E il futuro non sarà bello.</p>
<p>Ultimo arrivato in questa piccola stanza in cui non so più dove mettere i libri è <a href="http://www.fazieditore.it/statistiche.aspx?Url=scheda_Libro.aspx?l=1032&amp;l=1032" target="_blank"><em>Euroil</em></a>, di Paolo C. Conti ed Elido Fazi, che racconta del progetto di una borsa iraniana del petrolio e delle possibilità di crollo del valore del dollaro e della guerra ormai imminente, in cui ovviamente il nucleare non c&#8217;entra nulla. <a href="http://www.informationguerrilla.org/rd.php/prisonplanet.com/articles/september2007/210907_about_oil.htm" target="_blank">L&#8217;ha già detto anche Kissinger</a>. Ma non solo petrolio, no, si tratta di difendere la supremazia del dollaro. Senza quella &#8211; mantenuta, da impero, attraverso politiche economiche prive di etica e guerre &#8211; gli Stati Uniti potrebbero crollare. E, anche in questo caso, le immagini di futuro si fanno sempre più cupe.</p>
<p>A togliere ogni illusione c&#8217;è <a href="http://www.emi.it/schede.asp?nisbn=1000-8&amp;valore=1&amp;ext=1" target="_blank"><em>L&#8217;illusione umanitaria. La trappola degli aiuti e le prospettive della solidarietà internazionale</em></a>, che ci mostra come l&#8217;emergenza umanitaria sia un business che fa gola a molti e su cui molti vogliono mettere le mani, mafie comprese. Le truppe umanitarie sono solo l&#8217;altra faccia degli eserciti. Una lettura frammentata in percorsi in autobus attraverso la capitale, percorsi su gomma che collegano luoghi e percorsi mentali che partono da presupposti diversi, da esigenze diverse, da idee diverse, ma che aggiungono un poco alla volta elementi a un solo, terribile quadro generale.</p>
<p>Riusciremo a scappare da questo futuro?</p>
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