<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Festina lente &#187; Mario Adinolfi</title>
	<atom:link href="http://festinalente.ztl.eu/tag/mario-adinolfi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://festinalente.ztl.eu</link>
	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 13:29:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Pugni (solo) in tasca</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2008/01/07/pugni-solo-in-tasca/</link>
		<comments>http://festinalente.ztl.eu/2008/01/07/pugni-solo-in-tasca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 01:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Me myself & I]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Pugni in tasca]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://festinalente.ztl.eu/2008/01/07/pugni-solo-in-tasca/</guid>
		<description><![CDATA[Che uno può anche crederci che nella televisione possano esistere spazi più liberi e interessanti, capaci realmente di dare voce non solo a chi voce di solito non l&#8217;ha ma soprattutto che siano capaci di lavorare su un diverso linguaggio, che non sia quello tipico della comunicazione che annulla le differenze, che elimina il conflitto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che uno può anche crederci che nella televisione possano esistere spazi più liberi e interessanti, capaci realmente di dare voce non solo a chi voce di solito non l&#8217;ha ma soprattutto che siano capaci di lavorare su un diverso linguaggio, che non sia quello tipico della comunicazione che annulla le differenze, che elimina il conflitto in una indifferenziata inclusione che disinnesca ogni idea.  Uno può anche crederci, dicevo, ma difficilmente è così, nonostante le migliori intenzioni e volontà che possano esserci dietro, alla base del progetto.</p>
<p>Se devo essere sincero, nemmeno sapevo cosa aspettarmi, quando mi hanno invitato a partecipare alla trasmissione <a href="http://www.mtv.it/members/pugni_in_tasca.aspx" target="_blank"><em>Pugni in tasca</em></a>, nuovo talk show di Mtv condotto da <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/" target="_blank">Mario Adinolfi</a>, per la puntata i cui temi portanti erano il lavoro e la precarietà, che andrà in onda venerdì 11. Sicuramente curiosità: mai stato in uno studio televisivo, mai partecipato a un programma tv. Interessante, da vedere com&#8217;è. Poi quando al telefono mi dicono che è presente anche l&#8217;ex ministro Roberto Maroni, la curiosità diventa ancora più forte. Chissà cosa ne viene fuori, penso. Forse ancora un po&#8217; ingenuo pure alla soglia dei trent&#8217;anni. Sia quel che sia, io ci vado: questo inizio anno che non mi ha ancora ripreso alla normalità &#8211; se una normalità in questo strippo lavorativo ci può essere -, dopo la parentesi quasi onirica delle feste, non ha ancora orari pure se si affolla di cose da fare.</p>
<p>Premetto necessariamente di non aver mai visto <em>Pugni in tasca</em> (del resto, senza una tv in casa è anche un po&#8217; difficile): non ritengo però che questo mi impedisca di dare un&#8217;impressione da dentro, avendo partecipato a una puntata. E premetto anche che mi sembra una gran cosa che tutto lo staff della trasmissione sia under 40: queste mie riflessioni &#8211; nemmeno troppo medi(t)ate &#8211; non sono contro di loro, sono sul medium stesso. E a chi mi dice che ogni spazio strappato alla banalità o ai Vespa Ferrara Santoro Floris di turno è una vittoria rispondo con uno sguardo interrogativo. Semplicemente non ne sono troppo convinto.</p>
<p>Tanti ospiti a cui dare voce, poco il tempo, di conseguenza, e non è tanto un problema se non riesco a fare la domanda che vorrei per rispondere a un&#8217;affermazione dell&#8217;ex ministro responsabile della legge 30: tutti gli interventi, nonostante la rabbia e le idee emerse durante il briefing prima di cominciare la registrazione, arrivano nello studio come depotenziate, ammortizzate, annullate. Ed è il mezzo stesso che fa succedere questo, i suoi tempi, i suoi modi, le sue caratteristiche. Come se ci fosse bisogno di un&#8217;ulteriore conferma del fatto che in televisione non ci può essere spazio per l&#8217;approfondimento, per il dialogo vero, per il conflitto.</p>
<p>(Ecco: conflitto è un parola che dovremmo riscoprire, significare, vivere.)</p>
<p>Non che mi aspettassi tanto, no, però era come se una speranza ci fosse e alla fine mi ritrovo con un poco di delusione, condivisa, a quanto pare: mentre rientro verso il Verano sul 163 i precari delle forze armate che prima erano in studio con me esprimono le stesse mie perplessità.</p>
<p>Quello che pesa è che non è praticamente possibile parlare di precarietà in maniera seria, in questo Paese, ovvero nell&#8217;unico modo sincero: dando spazio, senza condizioni, a chi la vive. C&#8217;è troppa gente che straparla di una condizione di cui non conosce nulla, siano essi politici di professione o magari anche persone comuni, persino giovani, che per qualche appartenenza politica, per paraculismo, o per un culetto sempre troppo asciutto bollano come lamento il racconto della precarietà, semplicemente perché non hanno la più pallida idea di cosa sia. Buon per loro, per carità: ma che non ci vengano a fare lezione di morale o a dirci quanto è bella la nostra Italia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://festinalente.ztl.eu/2008/01/07/pugni-solo-in-tasca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché ha vinto Veltroni</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2007/10/14/perche-ha-vinto-veltroni/</link>
		<comments>http://festinalente.ztl.eu/2007/10/14/perche-ha-vinto-veltroni/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 20:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Ds]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[Sg]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://festinalente.ztl.eu/2007/10/14/perche-ha-vinto-veltroni/</guid>
		<description><![CDATA[In questo giorno di, ehm, trionfo della democrazia e della partecipazione, riprendo l&#8217;articolo scritto qualche tempo fa per LMT Magazine di ottobre, che s&#8217;intitolava &#8220;Perché Veltroni sarà a capo del Pd, democraticamente&#8221;. Non è mica facile parlare di politica, Partito Democratico e candidature alle primarie, in questo periodo. Magari sarebbe bello andare a prendersi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In questo giorno di, ehm, </em>trionfo della democrazia e della partecipazione<em>, riprendo l&#8217;articolo scritto qualche tempo fa per <a href="http://www.lmtmagazine.it/viewissue.php?id=25" target="_blank">LMT Magazine di ottobre</a>, che s&#8217;intitolava &#8220;Perché Veltroni sarà a capo del Pd, democraticamente&#8221;.</em></p>
<p>Non è mica facile parlare di politica, Partito Democratico e candidature alle primarie, in questo periodo. Magari sarebbe bello andare a prendersi un caffè con la Bindi, sempre che lo beva, e convincerla a scoprire tutte le sue carte, sentire cosa pensa davvero, che già un gesto importante è stata la sua presenza al convegno di Sbilanciamoci, per un confronto sulla necessità di un&#8217;economia radicalmente diversa.</p>
<p>E se non è facile parlarne, di questa “nuova” creatura politica e del sistema che ne eleggerà (imporrà?) il capo, ancora più difficile è cominciare. Potrei farlo citando un manifesto intravisto dal finestrino dell&#8217;auto qualche giorno fa. Non ho ben capito di cosa si trattasse, probabilmente un incontro, un dibattito, fatto sta che due nomi campeggiavano scritti in grande, sullo sfondo col orato: Fini Veltroni. Che uno pensa subito: ma che bella coppia, potrebbero pensare di fare un partito insieme. E in effetti. Un bel due tessere al prezzo di una, per parodiare la campagna per il tesseramento dei Ds, “una tessera che ne vale due”.</p>
<p>La politica si fa promozione da supermercato, estetica senza etica, prodotto, contenitore di parole che dicono tutto e niente, salvo poi tradirsi in ansie legalitarie che risvegliano in tanti forti preoccupazioni.</p>
<p>Il Partito Democratico di Veltroni vuole “affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell’innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità”, parola del futuro leader. “In quell’&#8217;affascinare&#8217; c’è tutto il degrado della vita politica italiana”, <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2007/07/002310.html#002310" target="_blank">ha scritto Sbancor su Carmilla</a>. Sì, perché questo è il linguaggio della “nuova” politica che entra, ormai in deriva, sullo stesso territorio di Berlusconi. Con la differenza che le sue capacità di giocare su questo terreno sono nettamente inferiori a quelle dell&#8217;avversario, come già abbiamo avuto modo di vedere in tutti questi anni.</p>
<p>Tornando alle ansie legalitarie, invece, ci facciamo prestare le parole dai <a href="http://www.wumingfoundation.com" target="_blank">Wu Ming</a>, che in questo sfogo istantaneo che è anche provocazione non mandano a dire nulla:</p>
<blockquote><p>Questa ex-sinistra ormai sub-destra che, anziché muovere guerra alla povertà, muove guerra direttamente ai poveri e lo fa perché li odia, i poveri, li odia biliosamente, dal profondo delle budelle, prova ribrezzo per i poveri, perché puzzano, sono d’i ntralcio, sono pre-moderni , questa ex-sinistra dei vigili coi tonfa, questa ex-sinistra in piena “modenizzazione” (non è un refuso) che firma per aprire i CPT anziché per chiuderli, che rincorre e afferra al lazo gli istinti più ferini e prevaricatori, che fa l’apologia criminogena della roba , gli sghei , e in cambio di un voto “moderato” c he non esiste (che significa essere “moderati”? Essere un po’ contro le unioni civili? Essere moderatamente contro l’eutanasia? Essere al 50% come Schifani?) vende “sicurezza” a chi è già al sicuro, al contempo deturpando la vita e la dignità di chi campa appeso a un filo, questa ex-sinistra ormai sub-destra che ha trasformato la mediazione al ribasso i n vera e pr opria masturbazione, vi si dedica gemendo di piacere, e ha come unico referente l’Homunculus, l’Homunculus che spia dalle persiane e teme, trema e teme, ha paura di tutto e di tutti, vive un terrore prefabbricato e media-stimolato come falso veder bestia quand’ombra (Inferno, canto II, 48)…</p></blockquote>
<p>Esagerazioni? Non tanto. E&#8217; (anche) questa la sinistra che sta dando vita al Pd, che sostiene Veltroni, quella dei Dominici e dei Cofferati, quella su cui puntano ormai i poteri forti, a partire dalla Confindustria.</p>
<p>Ma se proviamo a volgere lo sguardo su qualche altra realtà, troviamo anche segnali interessanti, come la candidatura del trentaseienne <a href="http://festinalente.ztl.eu/2007/09/22/adinolfi-e-la-generazione-u/">Mario Adinolfi</a>, outsider assoluto anche se proviene dall&#8217;esperienza politica prima nella Dc poi nel Partito Popolare: il suo obiettivo è rappresentare quel 28% dell&#8217;elettorato che ha meno di 40, che non ha nessuno i n Parlamento né nei luoghi di potere. Nel programma della sua candidatura propone punti molto chiari e soprattutto vicini a tutti quelli della sua generazione, dalla libertà di scaricare contenuti via internet per uso personale alla tutela della giovane coppia, indipendentemente dall&#8217;orientamento sessuale.</p>
<p>Una scommessa di democrazia diretta che verrà persa, nonostante tutto l&#8217;impegno e la mobilitazione, semplicemente perché il Partito Democratico non nasce su questi presupposti.</p>
<p>Basta farsi un giro nelle sezioni Ds: si vota Veltroni, questo il diktat del partito.<br />
E guai a sgarrare, che una controllatina ai voti ci può sempre scappare. Questo sì che è lo spirito democratico per affrontare primarie che si riveleranno, se va bene, poco più di una messa in scena, come lo sono state quelle dell&#8217;Unione per candidare Prodi.</p>
<p>Certo, anche in alcune aree dei Democratici di Sinistra i malumori non vengono nascosti, soprattutto tra i giovani dell&#8217;Sg (che erano anche a Genova nel 2001) che, mentre si chiedono cosa succederà a loro con la calata dall&#8217;alto del Pd, si arrabbiano perché devono firmare per presentare liste in cui i nomi dei candidati non sono ancora scritti. Ma la rabbia sarà ricacciata in gola – a meno che qualcuno non decida di stracciare la tessera – o, al più, sfogata in una discussione tra le mura della sezione.</p>
<p>Che il 14 ci sono le primarie. E si va tutti in fila alle urne con l&#8217;euro in mano. A votare. Veltroni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://festinalente.ztl.eu/2007/10/14/perche-ha-vinto-veltroni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adinolfi e la Generazione U</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/22/adinolfi-e-la-generazione-u/</link>
		<comments>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/22/adinolfi-e-la-generazione-u/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 09:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione U]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://festinalente.ztl.eu/2007/09/22/adinolfi-e-la-generazione-u/</guid>
		<description><![CDATA[Chi mi conosce, ma anche chi legge questo blog, sa come vedo il nascente Partito Democratico. Ma tra coloro che sono candidati alle primarie c&#8217;è una (e una sola) persona che mi ha incuriosito: Mario Adinolfi. Così quando mi è arrivato il suo libro Generazione U, in cui si presenta ed espone il suo programma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi conosce, ma anche chi legge questo blog, sa come vedo il nascente Partito Democratico. Ma tra coloro che sono candidati alle primarie c&#8217;è una (e una sola) persona che mi ha incuriosito: <a href="http://www.marioadinolfi.it" target="_blank">Mario Adinolfi</a>. Così quando mi è arrivato il suo libro <em>Generazione U</em>, in cui si presenta ed espone il suo programma, me lo sono letto volentieri.</p>
<p>Il libro <a href="http://www.booksblog.it/post/1890/adinolfi-e-la-generazione-u#more" target="_blank">l&#8217;ho recensito per Booksblog</a>:</p>
<blockquote><p>(&#8230;) in appendice contiene il programma con cui l’autore si candida alla leadership, riassunto in 100.2.0. Cento per il sistema pensionistico (sessant’anni di età, quaranta di contributi; sessantacinque anni e 35 di contributi); due la percentuale del Pil da investire in ricerca scientifica e due anche come riferimento alla tutela della coppia giovane, indipendentemente dall’orientamento sessuale, con priorità a casa e lavoro; zero per tanti ideali e proposte, tra cui zero vincoli all’accesso alla rete e alla scaricabilità dei contenuti in peer to peer per uso personale ma anche zero sfruttamento nei call center con un co.co.pro. a 600 euro al mese.</p></blockquote>
<p>Al di là delle belle intenzioni, tra cui soprattutto la rappresentanza di quel 27,5% dell&#8217;elettorato di Under 40, che ora ha solo lo 0,7% di presenza in Parlamento, la domanda più grande è: riusciranno a rendere il PD il luogo adatto per le loro istanze, per discuterne, per vincere la prassi politica di decisioni e candidati e programmi imposti dai vertici e non dalla base? Sarà il PD il luogo in cui portare avanti questo esperimento che lo stesso Adinolfi definisce di &#8220;democrazia diretta&#8221;?</p>
<p>Io, per come sembrano stare le cose adesso, purtroppo, su questo ho parecchi dubbi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/22/adinolfi-e-la-generazione-u/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

