<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Festina lente &#187; Notte bianca</title>
	<atom:link href="http://festinalente.ztl.eu/tag/notte-bianca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://festinalente.ztl.eu</link>
	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 13:29:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Notte bianca: ricreare comunità (2a parte)</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/19/notte-bianca-ricreare-comunita-2a-parte/</link>
		<comments>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/19/notte-bianca-ricreare-comunita-2a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 12:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Notte bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[psicogeografia]]></category>
		<category><![CDATA[sobrietà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://festinalente.ztl.eu/2007/09/19/notte-bianca-ricreare-comunita-2a-parte/</guid>
		<description><![CDATA[Sono ormai passati un po&#8217; di giorni dalla Notte bianca romana, tempo sufficiente per raccogliere reazioni e pensieri, per collegare la riflessione su queste iniziative a un contesto più ampio, fatto di città che ci vogliono far vivere sotto emergenza costante e per cui la politica trova l&#8217;unica risposta in una altrettanto emergenziale repressione. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ormai passati un po&#8217; di giorni dalla Notte bianca romana, tempo sufficiente per raccogliere reazioni e pensieri, per collegare la riflessione su queste iniziative a un contesto più ampio, fatto di città che ci vogliono far vivere sotto emergenza costante e per cui la politica trova l&#8217;unica risposta in una altrettanto emergenziale repressione.</p>
<p>A pensarci, non è nemmeno strano: è il paradigma della politica di questi anni. Paura ed emergenza. E se il modello vale per gli Stati, perché non dovrebbe valere anche per il governo cittadino? Questo, in fondo, sembrano dimostrarci le iniziative proposte dai sindaci di Firenze e di Bologna: che siano lavavetri o writers, che sia chi occupa spazi per restituirli a una socialità umana e non commerciale o chi, precario o in condizioni ancora più sfavorevoli, lotta per una casa e una sistemazione decente.</p>
<p>Come scriveva l&#8217;urbanista Paolo Berdini su <a href="http://www.ilmanifesto.it" target="_blank">il manifesto</a> del 12 settembre:</p>
<blockquote><p>Analizzare l&#8217;invivibilità urbana avrebbe infatti costretto ad analizzare le cause strutturali che la producono e a fare i conti con la cultura trionfante del neoliberismo. Proprio quello che la sinistra tradizionale rifiuta di fare. Additare i lavavetri, gli immigrati, i graffitari e i mendicanti come responsabili del malessere urbano è dunque la scelta disperata  di chi ha deliberatamente scelto di non esercitare più alcuna funzione critica.</p></blockquote>
<p>E ancora:</p>
<blockquote><p>I destini urbani si decidono oggi volta per volta, sulla base di una contrattazione economica con la proprietà. Non c&#8217;è più alcuno spazio per il tema della vivibilità, per i servizi alle persone, per il verde pubblico.</p></blockquote>
<p>Poter fruire di alcuni spazi per una notte all&#8217;anno non serve a nessuno, se non a un&#8217;amministrazione che si mette in vetrina. Poter socializzare gli spazi ogni giorno &#8211; quegli spazi che attraversiamo distratti dalla fretta e dal lavoro, immersi in un traffico tossico e paralizzante &#8211; questo sarebbe un passo avanti, ma farlo secondo le esigenze che vengono dal basso, della gente che ci vive. La Notte bianca, in fondo, è un&#8217;operazione turistica, fatta e vissuta da quelle tante persone che arrivano da fuori.</p>
<p>E se dall&#8217;azione politica c&#8217;è da aspettarsi poco, rimangono alcune possibilità di vivere la città secondo le nostre esigenze: e non si tratta solo di affitti troppo alti o mobilità, ma anche di riscoprirne il significato e la storia, l&#8217;estetica e il senso. In poche parole: di riportarle a misura d&#8217;uomo. La <a href="http://www.ztl.eu/?pag=iti&amp;id=45" target="_blank">psicogeografia</a>, nel suo essere comunque anche una prospettiva ludica, che gioca con gli spazi percorrendoli e vivendoli in maniera non convenzionale, può portarci a trovare nuovi occhi con cui guardare i luoghi che, attraversati ogni giorno, sono diventati a noi anonimi, costruzioni senza ragione, strade scelte solo perché è la via più veloce.</p>
<p>Il lavorare e costruire dialogo all&#8217;interno delle zone, dei quartieri, dei municipi, riallacciare relazioni che diano forma a una comunità reale, de-economizzare e ri-umanizzare, senza avere paura di rimettersi al centro come individui e non più solo come fruitori di servizi o come clienti. E questo può avvenire di pari passo con la sperimentazione di percorsi di <a href="http://www.ztl.eu/?pag=iti&amp;id=123" target="_blank">sobrietà</a>, di autoproduzione, di scambio (di esperienze, di beni, di tempo), oggi più che mai necessario per <a href="http://www.depiliamoci.it/" target="_blank">sfuggire alla dittatura del Pil</a> come unico parametro della qualità della vita.</p>
<p>Calvino, ne <em>Le città invisibili</em>, scriveva: &#8220;D&#8217;una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda&#8221;. Cosa chiediamo, noi, alla città?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/19/notte-bianca-ricreare-comunita-2a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Notte bianca: illusione di comunità (1a parte)</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/09/notte-bianca-illusione-di-comunita-1a-parte/</link>
		<comments>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/09/notte-bianca-illusione-di-comunita-1a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2007 14:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Notte bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://festinalente.ztl.eu/2007/09/09/notte-bianca-illusione-di-comunita-1a-parte/</guid>
		<description><![CDATA[Programmi ovunque da consultare, persone da giorni affaccendate in costruzione di palchi e allestimenti. E gente che arriva da treni aerei macchine, da ovunque. Che viene da chiedersi il perché. Che i musei saranno anche gratis, ma la fila è infinita, che i negozi sono aperti, ma che senso ha comprare e spendere solo perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Programmi ovunque da consultare, persone da giorni affaccendate in costruzione di palchi e allestimenti. E gente che arriva da treni aerei macchine, da ovunque. Che viene da chiedersi il perché. Che i musei saranno anche gratis, ma la fila è infinita, che i negozi sono aperti, ma che senso ha comprare e spendere solo perché è sabato sera anziché un altro giorno della settimana? Ma forse per qualcuno ha senso, oltre che per chi ci guadagna, ovviamente: le spese durante la Notte bianca pare si impennino.</p>
<p>Camminavo per le strade del centro, disorientato dall&#8217;eccesso di appuntamenti in programma e senza aver voglia di fare alcunché, in fondo, se non, forse, sfuggire alla folla &#8211; oppressiva, indisciplinata, che in queste occasioni mi spaventa sempre un po&#8217; &#8211; e mandare a dormire un raffreddore che da qualche giorno mi sta addosso. E ci chiedevamo, chiacchierando e camminando, dove fosse il bello di questa nottata. Non l&#8217;abbiamo mica trovato. Anzi.</p>
<p>&#8220;Panem et circenses&#8221;: questo è ciò che ci rimbalzava in testa, immaginando un Veltroni seduto in Campidoglio a guardare soddisfatto la città.</p>
<blockquote><p>La Notte Bianca mette in scena lo spazio pubblico in tutti i suoi aspetti: luoghi abitualmente chiusi o abbandonati, luoghi periferici così come luoghi prestigiosi e appartenenti al patrimonio storico della città, rivisitati in maniera originale dagli artisti. La Notte Bianca consente alle città organizzatrici di riflettere insieme sull&#8217;evoluzione attuale delle notti metropolitane e di mettere in campo servizi e modelli organizzativi adeguati.</p>
<p>La Notte Bianca è l&#8217;occasione di promuovere forme di mobilità &#8220;poco inquinanti&#8221;: bicicletta, tram e trasporti pubblici in generale, navette fluviali.</p></blockquote>
<p>Ma ci credi davvero, Walter? Dai, non c&#8217;è mica bisogno che tu faccia finta. Noi non ci crediamo, neanche un po&#8217;.</p>
<p>Che non è solamente perché auto e moto stavano da tutte le parti, le prime sulle strade le seconde parcheggiate ovunque sui marciapiedi; non è nemmeno solo perché concentri tutti questi spettacoli in un&#8217;unica notte quando hai lasciato passare un agosto deserto di qualsiasi evento: questa è politica culturale? Questo è tenere viva la città?</p>
<p>Non è nemmeno soltanto perché il regolamento sugli sponsor etici è stato strappato per l&#8217;ennesima volta: Enel, BNL, Banca di Roma, Unipol e Sky. Dovrebbe essere sufficiente leggere questi nomi per trovarsi davanti agli occhi il traffico di armi, il mancato rispetto dell&#8217;ambiente, l&#8217;imbavagliamento dei giornalisti&#8230; Eppure hanno dato circa 2 milioni di euro. (<a href="http://www.osservatorioimprese.org/lettura.php?id_categoria=1&amp;id=51&amp;azione=articolo" target="_blank">Sponsor in nero, Giulio Sardi su Carta</a>)</p>
<p>E neppure solamente perché &#8220;l&#8217;Italia delle notti bianche, appare un Paese dove alla comunità e alla società si sostituisce la &#8216;folla&#8217;&#8221;, <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/08/27/la-frustrazione-delleremita/" target="_blank">come scrive Ilvo Diamanti</a>, parlando delle notti tirate all&#8217;alba e non solo di quelle che, istituzionalizzate, risultano ancora più vuote.</p>
<p>E&#8217; tutto questo, tutto insieme. Ansia di una comunità che non si crea solo nello spostarsi a folla da un luogo all&#8217;altro, nel vagare con sopra gli elicotteri e intorno luci blu lampeggianti, quel non vivere realmente luoghi di cui durante il resto dell&#8217;anno non ci si può riappropriare, spazi che si fanno e restano estranei, e il brutto di una città che si limita al ruolo di vetrina, mentre noi, qua, sempre più precari, non capiamo bene che cosa abbia da mostrare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://festinalente.ztl.eu/2007/09/09/notte-bianca-illusione-di-comunita-1a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

