<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Festina lente &#187; Tito</title>
	<atom:link href="http://festinalente.ztl.eu/tag/tito/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://festinalente.ztl.eu</link>
	<description>&#34;Più leggero è il bagaglio, più lontano si arriva.&#34; (R. Kapuscinski)</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 13:29:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>A trenta miglia di mare</title>
		<link>http://festinalente.ztl.eu/2010/01/06/trenta-miglia-di-mare/</link>
		<comments>http://festinalente.ztl.eu/2010/01/06/trenta-miglia-di-mare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Me myself & I]]></category>
		<category><![CDATA[Babsi Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia-Erzegovina]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mostar]]></category>
		<category><![CDATA[Sarajevo]]></category>
		<category><![CDATA[Spalato]]></category>
		<category><![CDATA[Tito]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://festinalente.ztl.eu/?p=320</guid>
		<description><![CDATA[Si parte quasi sempre con un&#8217;idea addosso, per un viaggio, anche quando è breve e non preparato. E&#8217; successo ancora di più per questo transito nei Balcani, scelto per scrollarsi di dosso un anno pessimo, per condividere chilometri, parole e bicchieri con amici che sono famiglia. In testa avevo ricordi di infanzia vivi quasi fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parte quasi sempre con un&#8217;idea addosso, per un viaggio, anche quando è breve e non preparato. E&#8217; successo ancora di più per questo transito nei Balcani, scelto per scrollarsi di dosso un anno pessimo, per condividere chilometri, parole e bicchieri con amici che sono famiglia. In testa avevo ricordi di infanzia vivi quasi fosse stata una folgorazione: una vacanza in un territorio unito, in cui si vedevano ovunque segni formali di un amore per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Josip_Broz_Tito" target="_blank">Tito</a> che, agli occhi di un bambino, non aveva niente di sospetto; era la seconda metà degli anni &#8217;80, quando già le prime tensioni stavano per aprire il conflitto del decennio successivo. Avevo dentro anche le urla e i sorrisi dei bimbi bosniaci del campo profughi di Vič, periferia di Lubjana, in cui avevo trascorso alcune settimane di lavoro, nella seconda metà degli anni &#8217;90. Negli occhi le immagini viste ai tg, i roghi in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fikgO8dkU6o" target="_blank">cupe vampe</a>, i ponti crollati, il sangue, tutto dalla distanza rassicurante della tele in sala. E le parole di <a href="http://static.slmpds.net/index.html" target="_blank">Babsi Jones</a>.</p>
<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia1small.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-330" style="margin-right: 3px;" title="Bosnia" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia1small-300x181.jpg" alt="bosnia1small 300x181 A trenta miglia di mare" width="300" height="181" /></a>Così attraversiamo in auto frontiere, partendo nel cuore della notte da Bologna, prima salendo a nord e poi scendendo a sud, dall&#8217;altra parte dell&#8217;Adriatico, lasciandoci alle spalle una Mitteleuropa che assorbe la Slovenia, scontrandoci poi con la nota affabilità dei poliziotti croati. Si guida e manca sonno quando arriviamo al confine con la Republika Srpska, territorio serbo di Bosnia. Attraversiamo l&#8217;ennesimo posto di polizia a Slavonski Brod-Bosanski Brod, in coda alla frontiera un pellegrinaggio di croati, si fermano quasi tutti poco oltre, dove anche noi scendiamo per muovere le gambe e fumare una sigaretta: comprano lumi per poi fare ancora qualche centinaio di metri fino al cimitero che sta poco più avanti, tra case sventrate e nuove costruzioni ancora con i mattoni a vista. La Bosnia ci accoglie così, con il cielo basso, resti di edifici, segni di proiettili sui muri, cimiteri ovunque. Penso a tutti gli anni che sono già passati dalla fine della guerra in queste zone, penso che questo viaggio avrei dovuto farlo molti anni fa e che avrebbe dovuto essere più lungo, più in profondità.</p>
<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia2small.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-332" style="margin-left: 3px;" title="I martiri di Kovaci" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia2small-300x201.jpg" alt="bosnia2small 300x201 A trenta miglia di mare" width="300" height="201" /></a>Se non è successo prima è per strade e percorsi diversi, forse per distrazioni, per lavori e impegni, che non mi hanno fatto mai rispondere davvero a quel richiamo che sentivo arrivare dall&#8217;altra sponda dell&#8217;Adriatico. Ma non importa nemmeno troppo, adesso. Ora mi rendo conto che il mio occhio cerca segni, ovunque: mi aspettavo di vedere la traccia di una guerra feroce e me la sono trovata davanti, a cominciare dai nuovi confini. Poi case &#8211; distrutte, ferite, ricostruite -, muri segnati di colpi a sfregio, cimiteri a ogni giro di sguardo, ovunque, i ricordi di chi ha voglia di raccontare &#8211; in una combinazione strana di italiano, inglese, bosniaco-, le foto, i musei. Che è come guardare attraverso un filtro &#8211; che dovrei togliere -, che è come aspettare sempre qualcosa in più &#8211; e chissà cos&#8217;è.</p>
<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia3small.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-334" style="margin-right: 3px;" title="Tunnel" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia3small-300x229.jpg" alt="bosnia3small 300x229 A trenta miglia di mare" width="300" height="229" /></a>Ma forse non era questo che avrei dovuto cercare, per le strade di Sarajevo (e di Mostar), e il tornare a esplodere dei petardi a salutare il 2010 in arrivo è un segno di una normalità quotidiana, dello sguardo rivolto al futuro delle nuove generazioni che non stanno crescendo più in un presente che crolla loro addosso. Ovunque minareti e canto di muezzin. E tombe. Giriamo la città, con occhi curiosi e a volte distratti, i ricordi di una ventina di anni fa mi tornano davanti agli occhi, e ne sorrido, anche se tanto è cambiato. Gustiamo piatti abbondanti di carni speziate e birre bosniache, andiamo fino al tunnel che passava sotto l&#8217;aeroporto durante l&#8217;assedio, beviamo una birra al caffè Tito sotto il museo della Bosnia-Erzegovina, camminiamo in assenza di mete per le strade di Sarajevo. E tutte le domande che vorrei fare alle persone che mi trovo di fronte e non faccio, la difficoltà di fotografare le case sventrate e i cimiteri, come la sensazione di un voyeurismo stanco che non sa più dove è meglio guardare, ma capisce che sicuramente non qui, non questo, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LAVVk3zuv8Y" target="_blank">là dov&#8217;era la fine</a>.</p>
<p>Il 31 dicembre mangiamo seduti in strada, fa quasi caldo, e si brinda la mezzanotte a bicchierini di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rakija" target="_blank">rakia</a>, uno dopo l&#8217;altro, sempre in strada, per eccedere un passaggio che ha bisogno di lasciare indietro tanto. E forse non è un caso essere proprio qui, con la storia di queste geografie che scorre verso il passato di giorno in giorno, con i Balcani che sono sempre a farci cambiare lo sguardo e il pensiero, a depistare l&#8217;idea con cui li avvicini, a portarti altrove.</p>
<p><a href="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia4small.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-336" style="margin-left: 3px;" title="Mostar" src="http://festinalente.ztl.eu/wp-content/uploads/2010/01/bosnia4small-300x201.jpg" alt="bosnia4small 300x201 A trenta miglia di mare" width="300" height="201" /></a>Tornando ci fermiamo a Mostar &#8211; ancora segni e ferite, ma anche musica, dialoghi, passi &#8211; per poi tornare in Croazia, a Spalato, città bellissima ma fredda, già troppo europea e troppo turistica, per imbarcarci sulla nave che ci scarica in Italia, porto di Ancona, gustando il vento in faccia di notte sul ponte, il nero del mare e giochi, letture, parole (e conti che faticano a tornare!). Sarebbe stato bello arrivare fino a Belgrado e poi magari spingersi ancora a sud, per cercare altre tracce (e per farsene subito distogliere per uno sguardo più profondo) di altre bombe più recenti, umanitarie, per (non) chiudere un cerchio che ancora gira, una storia che crea ancora ferite, al di là dell&#8217;Adriatico, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ov4A6_d5Plg&amp;feature=youtube_gdata" target="_blank">a trenta miglia di mare</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://festinalente.ztl.eu/2010/01/06/trenta-miglia-di-mare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

